Bankitalia, ancora schermaglie sul futuro di Visco

Bankitalia, ancora schermaglie sul futuro di Visco

19 Ottobre 2017 19.05
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Attaccato dalla maggior parte delle istituzioni e criticato da mezzo partito, Matteo Renzi si mette sulla difensiva sulla questione Bankitalia: «L'eventuale riconferma di Visco non sarà una mia sconfitta. Io non ho posto una questione di nomi», ha detto il leader del Pd in collegamento con Otto e Mezzo su La7, «non capisco il perché di tutto questo putiferio».

PALAZZO CHIGI SMENTISCE I RETROSCENA. Dopo giorni di voci e speculazioni, intanto, anche Palazzo Chigi ha dato la propria versione sul caso scatenato dalla mozione del Pd contro il governatore della Banca d'Italia: l'unico criterio che Paolo Gentiloni seguirà nell'indicare il nome del nuovo governatore sarà la «salvaguardia dell'autonomia» della Banca d'Italia. Al terzo giorno di scontro politico-istituzionale, è con una nota di Palazzo Chigi diramata a metà mattinata che il presidente del Consiglio rompe il suo silenzio e prova a smorzare la miccia innescata dal Pd, oltre che le ricostruzioni circolate su molti quotidiani. Ma la tensione su una eventuale riconferma di Ignazio Visco a Palazzo Koch resta alle stelle. Silvio Berlusconi da un lato denuncia la voglia del Pd di «occupare la poltrona», dall'altro attacca la vigilanza di Bankitalia vedendo omissioni nei controlli.

Gentiloni dovrebbe indicare a Mattarella il nome da lui proposto alla guida di Bankitalia la prossima settimana. Ma prima prova a svelenire il clima, confermando «piena fiducia» in Maria Elena Boschi, che secondo alcune ricostruzioni non lo avrebbe informato per tempo della mozione per chiedere discontinuità alla guida dell'istituto. Anche Renzi nega frizioni con il premier: «Tutto bene», dice a chi lo interpella a bordo del treno Dem, con cui in giornata fa tappa in Abruzzo e Molise. In tivù il leader Pd aggiunge: «Le nostre telefonate sono costanti, tutti sapevano tutto: mi ha chiesto di cambiare il testo e ho detto di sì». Ma fa capire che sulla vigilanza bancaria non intende mollare la presa. Anzi. «Continueremo a discutere: vedremo in Consiglio dei ministri tra qualche giorno quale decisione verrà presa», afferma il ministro Luca Lotti.

LO SCONTRO SI SPOSTA SULLA COMMISSIONE. Ma il "ring" politico è già la commissione d'inchiesta sulle banche, che a novembre dovrebbe audire Visco. Un campo minato che oggi vede M5s, Fdi e anche Zanetti, attaccare il presidente Pier Ferdinando Casini per aver ricevuto ieri informalmente il governatore. Il Pd, con Matteo Orfini, chiede che l'audizione di Visco avvenga più in là, dopo aver acquisito le carte sulle banche venete (primo oggetto d'indagine). Non per timore di ripercussioni politiche sul voto siciliano, assicurano i renziani. Ma perché l'intento è incalzare tutti gli auditi, Visco incluso. «Non ho nessuno scheletro nell'armadio», assicura Renzi, «Banca Etruria andava avanti da anni…». E ancora: «Il principio che 'chi ha sbagliato paghi' sulle banche non può dividere il Pd: la sinistra sta con i risparmiatori, non con i salotti buoni», replica ai tanti Dem, da Veltroni a Zanda, che hanno espresso dissenso.

ALTA TENSIONE NEL PARTITO. Ma la tensione resta alta nel partito: Andrea Orlando bolla la mozione del Pd come «inopportuna», il lettiano Marco Meloni parla di «teppismo» dei vertici Dem. Ma la polemica politica prosegue. Matteo Salvini chiede di accelerare l'audizione di Visco e accusa Renzi di voler «nascondere la verità». «Renzi vuole rifarsi una verginità fingendo la battaglia su Visco», attacca dal M5s Luigi Di Maio, «ma sappiamo bene che lui e la Boschi sono tra i principali responsabili di questo disastro bancario». Il segretario Pd fa un gioco «pericoloso» per il Paese, incalza l'ex premier Mario Monti. E pure Angelino Alfano dice di voler «difendere l'indipendenza» di Bankitalia anche se ritiene «esagerate alcune reazioni» contro Renzi.

BERSANI: «NEGLI USA PRIMA HANNO PRESO MADOFF». Ma è l'ex Dem Pier Luigi Bersani ad entrare a gamba tesa su Renzi: «Si vuole dare addosso alle guardie per lasciare tranquilli i ladri. Negli Usa prima hanno messo in galera Madoff e poi si sono chiesti se la Sec (autorità di vigilanza, ndr) avesse fatto il necessario». Renzi ostenta tranquillità, schiera il suo Pd «tra la gente» e non nei «salotti buoni» e schiera i suoi all'attacco, nella commissione d'inchiesta. E la bufera è destinata a non placarsi, neanche dopo la scelta sul governatore.

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