Bankitalia, Conte blocca e Mattarella si arrabbia

Bankitalia, Conte blocca e Mattarella si arrabbia

15 Aprile 2019 07.58
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In Banca d’Italia e al Quirinale la tensione è grandissima. E nel mirino c’è il presidente del Consiglio. Giuseppe Conte, infatti, avrebbe a suo tempo dato personali rassicurazioni che le nomine dei membri del direttorio fatte dal Consiglio superiore dell’istituto di via Nazionale avrebbero avuto il formale nulla osta del governo in tempi veloci. Forte del fatto che Ignazio Visco aveva sacrificato alle aspettative populiste dei gialloverdi sia la testa del direttore generale, Salvatore Rossi, che l’ingresso di due (su cinque) membri esterni a Bankitalia.

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Conte, invece, si è trovato di fronte un Luigi Di Maio incerto – anche se pronto ad accontentarsi della certezza che il “suo” Gianluigi Paragone non avrebbe trovato ostacoli a essere nominato presidente della commissione d’inchiesta sulle banche – e un Matteo Salvini contrariato tanto dal nome di Alessandra Perrazzelli, che considera troppo vicina al Pd milanese, quanto dal fatto di essere stato tenuto fuori dalla fase decisionale (il vicepremier fatica a capire che al governo spetta solo dare un parere non vincolante).

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E per questo, come al solito, Conte si è spaventato. Dunque, nonostante il suo consigliere Piero Cipollone, funzionario di Bankitalia distaccato a Palazzo Chigi, gli abbia spiegato come sia il ministro Giovanni Tria, cui spetta un passaggio concertativo in questo tipo di nomine, sia il presidente Sergio Mattarella, cui tocca la firma finale che rende esecutiva la nomina fatta dal Consiglio superiore di Bankitalia, siano in perfetta sintonia sui nomi proposti, non ha ancora portato la pratica in Consiglio dei ministri. Né quella relativa a Federico Signorini, che è ferma sulla scrivania del premier da due mesi, né quella sulla nomina dell’attuale vicedirettore generale, Fabio Panetta, al posto di Rossi, e l’ingresso del board a cinque di Daniele Franco, attuale ragioniere generale dello Stato – anche sulla scelta, avanzata da Tria, di rimpiazzarlo con qualcuno di interno al Tesoro, nello specifico Biagio Mazzotta, ci sono riserve di Di Maio e Salvini – e della Perrazzelli.

NOMINE BANKITALIA E IVASS, CORSA CONTRO IL TEMPO

Sembra che Cipollone abbia provato a spiegare a Conte che è sufficiente lui porti la questione in Consiglio dei ministri, perché se anche il parere del governo fosse negativo, basterà la successiva firma del Colle a chiudere il cerchio. Ma, da novello don Abbondio, l’avvocato del popolo finora non se l’è sentita di contrariare i suoi azionisti. Peccato che la scadenza sia il 9 maggio, e che tolte le festività di Pasqua, 25 Aprile e Primo Maggio, mancano mal contati 15 giorni prima che, in mancanza delle nomine, Bankitalia – che resterebbe con due membri su cinque – e pure Ivass – che resterebbe con uno su tre – si ritrovino formalmente privi di guida. Cosa che, al solo pensiero, fa indignare Mattarella. Il quale, oltre ad avere un motivo in più di giudizio su Conte, pare intenzionato a esprimersi pubblicamente se anche al Cdm di giovedì 18 aprile non dovesse accadere nulla.

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