Barça, l’ora del ragioniere

Redazione
18/10/2010

da Madrid Davide Mattei Non ci son rose senza spine, vien da dire. La stagione d’oro del Barcellona di Pep...

Barça, l’ora del ragioniere

da Madrid
Davide Mattei

Non ci son rose senza spine, vien da dire. La stagione d’oro del Barcellona di Pep Guardiola, quando la squadra catalana portò a casa le famose sei coppe e l’ammirazione mondiale, è ormai lontana. Ora i blaugrana sono costretti ad affrontare un avversario più difficile perché interno.
Ad aver spaccato in due i tifosi culé (come vengono chiamati in Spagna) è stata la presunta cattiva amministrazione economica della presidenza di Joan Laporta (2003-2010). Il nuovo presidente Sandro Rosell, eletto il primo luglio scorso, ha infatti lanciato un attacco al suo ex amico e predecessore accusandolo di non aver lasciato nelle casse del Barça gli 11 milioni di utili dichiarati, bensì un disavanzo di 77. 
Con una maggioranza risicata, il 16 ottobre l’assemblea societaria blaugrana ha così deciso di procedere in giudizio contro Laporta per presunte irregolarità di gestione. Dei 1.093 soci presenti in sala, 468 hanno votato a favore di un’azione legale contro l’ex presidente, mentre 439 si sono dichiarati contrari.

«Abbiamo la coscienza a posto»

La risposta di Laporta non si è fatta attendere. E, il 18 ottobre, ha dichiarato in un’affollata conferenza stampa: «I nostri conti sono impeccabili e si vedrà il risultato».
Inoltre ha annunciato che chiederà l’invalidazione del voto dell’assemblea perché non gli è stato consentito di difendere il proprio operato, e ha tuonato: «È stata una manovra morale indecente», come a dire che se si tirassero fuori i dati delle spese, poche giunte direttive non arrossirebbero. L’ex presidente ha poi sottolineato: «Abbiamo la coscienza tranquilla».
Laporta ha poi accusato Rosell di non essere così trasparente come vuole dare a intendere. Durante l’assemblea, infatti, alcuni soci avevano chiesto pubblicamente perché non fosse stato loro distribuito il documento integro della revisione dei conti, raccogliendo gli applausi di buona parte della sala. I dati proiettati sullo schermo gigante e il riassunto del bilancio fornito erano inoltre facilmente manipolabili.
Il cuore blaugrana, per ora, resta diviso tra il “miglior presidente della storia”, come alcuni soci hanno definito Laporta, e il “ragioniere” Rosell.