Trump sottovaluta cosa è Gerusalemme per l’Islam

Il piano di Kushner presentato in Barhein prevede che il mondo islamico riconosca la città santa come capitale «unica e indivisibile» di Israele "in cambio" di 50 miliardi in investimenti in Medio Oriente. Proposta che i musulmani non potranno mai accettare.

27 Giugno 2019 14.56
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La conferenza in corso in Barhein sul Medio Oriente promossa dall’Amministrazione Trump è fallita ancora prima di iniziare per una ragione semplicissima: l’Amministrazione Trump non ha la più pallida idea di quale sia il nodo del conflitto israelo-palestinese.

Persiste una falsa percezione – come se fosse un problema di terra e territorio – che è nella piena e pessima tradizione dei presidenti americani, da Franklin Delano Roosevelt a quel campione dell’incomprensione che è stato Barack Obama, con la sola eccezione di Harry Truman e George W. Bush, gli unici due presidenti che hanno avuto chiaro il ruolo millenaristico e di sfida democratica in un mondo feudale del conflitto israelo-pelestinese.

LA CONFERENZA DEL BAHREIN È GIÀ UN FLOP

Jared Kushner, genero di Donald Trump e organizzatore della conferenza del Bahrein punta le sue carte per una pace in Medio oriente su una politica dei due tempi: innanzitutto, la presentazione, appunto nel Bahrein, di un mega piano di investimenti internazionali di 50 miliardi di dollari (Usa essenzialmente) coordinati tra Palestina, Egitto, Giordania e Libano. In un secondo tempo, attratti gli arabi da questa calamita economica, un accordo politico tra Gerusalemme e Ramallah.

Per i musulmani Gerusalemme rappresenta ben altro: addirittura la prova provata della natura divina della Rivelazione

Accordo politico impossibile da raggiungere per molte ragioni che non stiamo ad esporre ma innanzitutto per una: lo status di Gerusalemme. Quello che Jared Kushner, Donald Trump e tanti presidenti americani non comprendono è che Gerusalemme non è affatto solo la «terza città santa dell’Islam». Per i musulmani rappresenta ben altro: addirittura la prova provata della natura divina della Rivelazione, del Corano e il ruolo di ultimo Profeta «sigillo della Profezia» di Maometto.

Gerusalemme.

Il fatto che il moderatissimo re del Marocco Mohammed VI, strettissimo alleato storico degli Stati Uniti, che mantiene relazioni economiche e politiche strettissime con Israele, sia negli ultimi mesi tra i più attivi avversari del piano Kushner-Trump si riferisce proprio al ruolo fondante che ha per l’Islam la città Santa.

IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA CITTÀ SANTA PER L’ISLAM

Ci spieghiamo: per fornire la prova provata del suo essere ultimo Profeta della tradizione ebraico-cristiana-islamica (da lui considerata un tutt’uno), «sigillo della Profezia» nella linea di Profeti che inizia con Adamo, Abramo («primo musulmano») e termina con lui, Maometto narra nel Corano che una notte l’arcangelo Gabriele lo prese sulle sue braccia, lo portò a Gerusalemme sulla roccia nella quale Abramo voleva sacrificare Isacco, che è posta al centro della Spianata, là dove sorgeva il Tempio ebraico distrutto da Tito nel 70 Dc., e da lì fu trasportato nell’Empireo, dopo aver sorvolato il baratro dell’Inferno. Nell’ultimo dei Sette cieli Maometto vide tutti i Profeti, da Adamo in poi (Gesù, Issa, incluso) e infine fu ammesso alla presenza stessa, ineffabile, di Dio. Col che si compie la pretesa di Maometto di concludere la Rivelazione ebraica e cristiana con e nell’Islam. Questo è il ruolo di Gerusalemme per 1.400.000.000 musulmani. Il Sigillo della veridicità della Rivelazione coranica. La città terrena che nell’Islam e solo grazie all’Islam si è congiunta con la città Celeste.

DAGLI ERRORI DI TRUMP TRAE VANTAGGIO SOLO NETANYHAU

Ora, il piano di Kushner, in cambio di 50 miliardi, pretende che non solo i palestinesi, ma tutto il mondo musulmano riconosca Gerusalemme capitale «unica e indivisibile» di Israele (come già riconosciuto da Trump) e che riconosca lo spostamento della Capitale dello Stato di Palestina in un sobborgo di Gerusalemme, mentre la municipalità israeliana manterrebbe il governo del territorio di Gerusalmme sul quale i 450 mila palestinesi avrebbero però la cittadinanza dello Stato di Palestina.

La negazione del carattere di città santa per l’Islam di Gerusalemme è stata già bocciata dallo stesso segretario di Stato Usa Mike Pompeo

Un pasticcio – la negazione del carattere di città santa per l’Islam di Gerusalemme – che non a caso è stato già clamorosamente e recisamente bocciato dallo stesso segretario di Stato Usa Mike Pompeo (ex direttore della Cia). Dunque, un fallimento certo dei piani di Trump, del quale gode appieno Benjamin Netanyhau che da sempre ha dato prova di saper usare da maestro le tensioni tra Hamas e la Olp di Abu Mazen (sempre sull’orlo della guerra inter-palestinese) per godere all’infinito dello status quo. Nessuna pace in Terra Santa.

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