Le fibrillazioni fra Lega e M5s dopo il voto in Basilicata

Le fibrillazioni fra Lega e M5s dopo il voto in Basilicata

25 Marzo 2019 16.00
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Non siamo proprio al celebre «Enrico stai sereno» rivolto via tweet da Matteo Renzi a Letta, prima di defenestrarlo da Palazzo Chigi, ma poco ci manca. Dopo i risultati delle elezioni regionali in Basilicata, che hanno visto la Lega trionfare in una coalizione di centrodestra, Matteo Salvini ha detto che «i cinque stelle hanno avuto comunque un buon risultato. Se fossi Luigi Di Maio non mi preoccuperei». Secondo il ministro dell'Interno «la sommatoria dei nostri voti col M5s è ancora la maggioranza assoluta in questo Paese, quindi abbiamo entrambi da essere contenti».

DI MAIO: «CITTADINANZA A RAMY, SENZA GIRARCI ATTORNO»

Di Maio dal canto suo in effetti ha provato a dimostrarsi contento, però, a dimostrazione che le fibrillazioni tra gialloverdi ci sono, ha lanciato delle provocazioni a Salvini: «Su Ramy confido in una rapida risoluzione per quanto riguarda la cittadinanza per meriti speciali. Come sapete nei giorni scorsi ho scritto anche ai ministeri competenti per fare in modo che la sua pratica arrivi presto al Consiglio dei ministri. Mi aspetto che accada. Anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è d'accordo. Non stiamo a girarci troppo intorno. Diamo la cittadinanza a quel bambino». Salvini aveva prima addirittura sfidato il ragazzino, invitandolo a candidarsi e farsi eleggere se voleva cambiare le norme. Poi ha smorzato i toni, ma chiudendo comunque all'introduzione dello ius soli.

TENSIONE COL MEF SUI RIMBORSI AI TRUFFATI DELLE BANCHE

Altro terreno di scontro fra grillini e Carroccio è stato poi il tema dei rimborsi ai truffati delle banche. Salvini ha detto che «i rapporti con il ministro dell'Economia Giovanni Tria sono eccezionali. Se poi mi firma i decreti attuativi per i rimborsi ai risparmiatori truffati lo porto via per il week end». Poi è arrivato il "però": «O li firma entro questa settimana, e lo dico nel modo più costruttivo possibile, oppure li andiamo a scrivere noi. Non credo si possa aspettare mezz'ora in più». Sulla vicenda è intervenuto ancora Di Maio: «Qui non basta che il Mef firmi subito il decreto per rimborsare i risparmiatori truffati dalle banche. Qui bisogna anche fare chiarezza su come quelle povere famiglie sono state truffate. Il rimborso deve arrivare subito, questo non va messo nemmeno in discussione. Lo dico forte e chiaro: su questo punto non accetteremo compromessi. Invito il Mef a firmare subito il decreto e su tutto il resto mettiamoci al lavoro. Con responsabilità e senso dello Stato, mettendo da parte le parole. E arrivando ai fatti».

IL PD: «TEATRINO SULLA PELLE DEI RISPARMIATORI»

Andrea Ferrazzi, senatore del Partito democratico eletto in Veneto, ha attaccato la maggioranza: «Se il governo M5s-Lega avesse dato attuazione al fondo per i risparmiatori truffati istituito con la legge di bilancio 2018, a quest'ora le famiglie avrebbero già avuto i soldi da un pezzo. La notizia di oggi è che il leader del Carroccio scarica la colpa sul Mef, mentre Di Maio fa distrazione di massa. Litigano sulla pelle dei risparmiatori, va in scena un teatrino vergognoso».

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