La sconfitta in Basilicata del candidato Pd che ascoltava Almirante

25 Marzo 2019 06.51
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«Farmacista di strada», come si è definito lui stesso, Carlo Trerotola, di 62 anni, ha accettato di essere il candidato governatore del centrosinistra «perché c'è del buono in Basilicata». All'indomani del voto, il centrosinistra si è ritrovato secondo dopo 24 anni al governo della Regione. Il candidato del centrodestra Vito Bardi ha vinto con oltre il 42% delle preferenze.

Il Movimento 5 stelle è crollato invece rispetto alle scorse politiche, ma resta primo partito (19,3%) in un testa a testa con la Lega (18,7%). Trerotola secondo poco sotto il 35%. Male il Partito democratico, che si ferma all'8,5%.

LA GAFFE SU ALMIRANTE

Trerotola non ha mai fatto politica, ma è figlio di uno storico dirigente lucano del Msi: lui stesso durante la campagna elettorale, ha ammesso di ascoltare comizi di Giorgio Almirante ma di non aver mai avuto la tessera missina. «Non ho mai fatto politica. Non sono mai andato ai comizi, tranne quando c'era Almirante. Ogni tanto lo ascolto ancora, anche se non è una scelta politica». La foto della tessera era stata pubblicata dal secoloditalia.it, ma Trerotola ha replicato «con fermezza e in piena sincerità» dicendo di non aver «mai richiesto nessuna tessera a nessun partito». Il candidato del Pd in Basilicata ha aggiunto che, «se fosse vera la foto che circola sul web», potrebbe trattarsi dell'«opera di qualche segretario un po' furbetto che, come avviene a volte sia a destra che a sinistra, faceva tessere di partito a persone inconsapevoli». Nel sottolineare che, «se la tessera fosse mia, dovrei averla io», Trerotola ha aggiunto che «se questa tessera esiste vi pregherei di restituirmela perché è un reperto storico, anche di qualche valore». Alla guida di una grande e frequentata farmacia situata in uno dei quartieri più popolari di Potenza, Trerotola ha insistito sull'importanza del «gioco di squadra: la mia politica», ha detto nei comizi in giro per la Basilicata, «sono le persone, le loro necessità e i loro bisogni».

NON BASTA L'EFFETTO ZINGARETTI

Dal voto lucano sembra uscire così così il Pd, intorno al 9%, non spinto più di tanto dall'effetto Nicola Zingaretti, due volte nell'ultima settimana in regione. Alla prima prova elettorale da segretario, che ha chiuso la campagna in una piazza gremita di Matera, si può parlare al massimo di un'altra sconfitta onorevole come in Abruzzo e Sardegna. «Il voto ribadisce, con il crollo del M5s, il riproporsi di un nuovo bipolarismo, con un centrodestra guidato dalla Lega di Salvini ed un centrosinistra che conferma la sua netta ripresa rispetto alle politiche», ha commentato Marina Sereni, responsabile Enti locali Pd, « pochi giorni dal voto c'erano quattro candidati e sembrava impossibile per noi recuperare. La strada è ancora lunga, ma è quella giusta: cambiare, ricostruire e radicare una nuova alleanza».

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