Bassanini contro Pompei, duello in Open Fiber sulla partita Telecom

Redazione
09/08/2017

Il presidente di Open Fiber Franco Bassanini apre le porte a un'acquisizione della rete Telecom. A loro volta i proprietari...

Bassanini contro Pompei, duello in Open Fiber sulla partita Telecom

Il presidente di Open Fiber Franco Bassanini apre le porte a un'acquisizione della rete Telecom. A loro volta i proprietari francesi (Vivendi, azionista con il 23,68%) dell'ex monopolista danno all'esterno sempre più segnali di volersi liberare di un'infrastruttura che appare sempre obsoleta rispetto alle tecnologie già disponibili.

IL GOVERNO BENEDIREBBE L'ACCORDO. Un accordo non è vicino, eppure il governo già lo benedice, nella speranza che salvaguardare la rete possa portare non pochi benefici in termini elettorali. Tutti sarebbero d'accordo a celebrare le nozze del secolo, tranne uno: Tommaso Pompei, padre e ideatore di Open Fiber.

All’ex amministratore delegato e fondatore di Wind non sono piaciute le dichiarazioni rilasciate al quotidiano La Stampa da Bassanini. Il quale, sul futuro alla rete, avrebbe spiegato che l'ipotesi più percorribile «prevede che gli azionisti di Tim decidano che conviene a tutti, non solo al Paese ma anche a loro, liberarsene, poiché comporta oggi investimenti molto costosi, soprattutto una volta che il colosso dei telefoni non sarà più monopolista. Naturalmente cercando di valorizzare al massimo l’asset che hanno».

«VANTAGGI ANCHE PER I CLIENTI FINALI». E ancora: «Open Fiber, o i suoi azionisti, sono in questo caso ben posizionati per acquisire la rete Telecom, potendo sfruttare al meglio le sinergie tra le due reti e accelerare la migrazione di tutti dal rame alla fibra, con vantaggi importanti anche per i clienti finali».

Per Pompei Open Fiber, che punta tutto sulla fibra, non ha alcuna convenienza da un'operazione del genere. Concetto che sarebbe stato ribadito anche ai vertici di Enel e Cassa depositi e prestiti, i due azionisti paritetici (50% a testa). Telecom valuterebbe non meno di 12-13 miliardi l'asset (che è in rame) incurante del fatto che quest'infrastruttura permette all'ex monopolista di raggiungere le case degli italiani con il doppino.

AI FRANCESI FA COMODO LA CESSIONE. Senza contare che i francesi guardano alla cessione della rete sia per trasformare Tim in un'internet company più facile da vendere sia per poter piazzare su quell'asset parte dei dipendenti e dei debiti in esubero.

POMPEI PERÒ FA AFFARI CON ACEA. Da qui il fastidio di Pompei per l'uscita del suo presidente. Senza contare che l'ad di Open Fiber continua a seguire la sua strategia per indebolire Telecom: ossia fare accordi come quello appena firmato con Acea per entrare nelle grandi città e offrire un servizio migliore nelle aree bianche.

Soltanto nei 3 mila comuni assegnati dopo il primo bando di Infratel l'azienda si è vantata di avere «migliorato sensibilmente i requisiti minimi e si è impegnata a connettere oltre 4,2 milioni di unità immobiliari alla velocità massima con tecnologia Ftth (Fiber to the home) in grado di garantire velocità fino anche a 1 Gigabit/s (Gbps), mentre la restante quota di unità immobiliari facoltative saranno coperte con tecnologia over 30 Mbps».

CDP NON DISPOSTA A STACCARE ASSEGNI. Una linea, questa, appoggiata anche dall'azionista Cassa depositi e prestiti. Gli attuali vertici (Fabio Gallia e Claudio Costamagna) avrebbero già fatto sapere al governo che non sono pronti a staccare un assegno per la rete dell'ex monopolista.

ACQUISIZIONE O CONCORRENZA TOTALE? Secondo Pompei la concorrenza a Telecom deve essere totale. In quest'ottica Open Fiber starebbe anche sondando con gli alleati (Vodafone) la possibilità che i gestori possano sfidare Tim anche sui diritti televisi. Ma prima di fare progetti concreti su questo versante bisogna aspettare il nuovo bando della Lega calcio.

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