Cosa dice il bollettino della Bce

Cosa dice il bollettino della Bce

27 Dicembre 2018 09.12
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Il debito pubblico nell'Area euro preoccupa. Con particolare attenzione alla situazione italiana. Lo scrive la Banca centrale europea nel suo bollettino. «Le prospettive relative al disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell'area dell'euro per i prossimi due anni sono peggiorate», si legge nel documento, e «il più elevato disavanzo è in parte il risultato di un notevole peggioramento del saldo di bilancio previsto in Italia, in seguito all'espansione fiscale inserita nei documenti programmatici di bilancio che violerebbe gli impegni presi nell'ambito del Patto di stabilità e crescita». Per questo secondo Francoforte «è necessario proseguire gli sforzi di risanamento delle finanze pubbliche nel pieno rispetto del Patto di Stabilità e Crescita».

Particolarmente preoccupante, continua il bollettino, «la circostanza che la più ampia deviazione rispetto agli impegni assunti si riscontri in Italia, un Paese in cui il rapporto tra debito pubblico e Pil è notevolmente elevato». La Bce ricorda che «il forte indebitamento» rende tali Stati «vulnerabili a eventuali futuri episodi di flessione economica o di instabilità dei mercati».

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INFLAZIONE VERSO I LIVELLI DEL 2%

La Banca centrale europea si attende anche che «l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli coerenti» col suo obiettivo vicino al 2% e che «tale convergenza persista anche dopo la conclusione» del Quantitative easing. L'istituto ha però sottolineato che il «Consiglio direttivo è pronto, ove opportuno, ad adeguare tutti i suoi strumenti per assicurare che l'inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello previsto».

SPREAD STABILI TRANNE QUELLO ITALIANO

«I differenziali di rendimento dei titoli di Stato dell'area dell'euro», si legge nel bollettino della Bce relativo al periodo settembre-dicembre, «si sono mantenuti sostanzialmente stabili, a eccezione di quelli italiani che hanno evidenziato una notevole volatilità».

LA CRESCITA NELL'AREA EURO

La crescita è ulteriormente diminuita nel terzo trimestre «principalmente a causa di andamenti settoriali specifici». Ma, aggiunge la Bce, «ha conservato, nel complesso, una buona capacità di tenuta nonostante la lieve contrazione in alcuni Paesi dell'area». I rischi per le prospettive di crescita, sottolinea il bollettino, «si possono tuttora ritenere sostanzialmente bilanciati». Francoforte avverte tuttavia che «si stanno orientando al ribasso per effetto delle persistenti incertezze connesse a fattori geopolitici, alla minaccia del protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità nei mercati finanziari». Le proiezioni macroeconomiche per l'eurozona formulate a dicembre 2018 dagli esperti dell'Eurosistema prevedono una crescita annua del Pil dell'1,7% nel 2019, dell'1,7% nel 2020 e dell'1,5% nel 2021.

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LA FINE DEL QUANTITATIVE EASING

Il 13 dicembre scorso, Francoforte aveva formalizzato la decisione di interrompere a fine dicembre il Quantitative easing, cioè il programma di acquisto dei titoli di Stato sul mercato secondario e confermato tutti i livelli dei tassi di interesse, lasciando a zero le principali operazioni di rifinanziamento e ribadendo che i tassi saranno mantenuti «su livelli pari a quelli attuali almeno fino all'estate del 2019», e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine. La Bce aveva quindi ripetuto che intende reinvestire, per intero, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Qe per un prolungato periodo di tempo, dopo il primo rialzo dei tassi di interesse e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

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I bond verranno reinvestiti in titoli dello stesso Paese che li ha emessi, ma con un aggiustamento per riportare il portafoglio vicino alle quote detenute da ciascun Paese nel capitale della Bce, con l'Italia che ha appena perso mezzo punto percentuale. Draghi, inoltre, non ha escluso che in futuro la Bce possa lanciare nuove aste di liquidità Ltro, operazioni a lunghissimo termine dedicate alle banche, per iniettare liquidità nel sistema. Con le aste Ltro la Bce offre denaro alle banche dell’Eurozona per un importo illimitato e per un periodo massimo di tre anni, al tasso dell’1% annuo.

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