Bce, la crisi porta lavoro

Redazione
22/08/2012

I guai dell’eurozona portano occupazione: nuovi assunti alla Banca centrale europea. Il consiglio direttivo della Bce – secondo quanto riportato da...

Bce, la crisi porta lavoro

I guai dell’eurozona portano occupazione: nuovi assunti alla Banca centrale europea.
Il consiglio direttivo della Bce – secondo quanto riportato da La Stampa mercoledì 22 agosto – ha approvato un rafforzamento del proprio staff.
Nel 2013 verranno creati 40 nuovi posti, ha detto un portavoce, confermando così un’anticipazione della Die Welt.
Circa la metà dovrebbe finire al dipartimento di analisi politico-economica che svolge un ruolo chiave nella crisi: valuta la solidità dei Paesi dell’eurozona.
SINDACATI DELUSI. Il sindacato interno (Ipso), però, è rimasto un po’ delusi. Non solo perché l’aumento è stato deciso senza consultare i propri rappresentanti ma anche perché, a loro giudizio, servirebbero più assunzioni.
A Francoforte, del resto, si concentrano compiti sempre maggiori. Basta pensare solo al progetto per assegnare alla Bce la vigilanza sulle banche europee.

La richiesta era di almeno 60 assunzioni

I 40 posti in più sono solo «una goccia nel mare», hanno fatto dall’Ipso.
All’inizio si era parlato di 60 possibili assunzioni.
Lo stesso board avrebbe proposto al consiglio direttivo di creare molti più posti dei 40 decisi, ma avrebbe ottenuto un no. Stando ai sindacati interni per migliorare la situazione le nuove assunzioni dovrebbero essere di gran lunga di più delle 40 approvate (e persino delle 60 di cui si era vociferato finora).
LETTERA A DRAGHI. Insomma, una situazione non semplice. E il grido d’allarme era arrivato in una lettera aperta al presidente Mario Draghi e al board firmata il 27 giugno proprio dall’Ipso.
Chiaro il senso: di fronte alla crisi dell’Eurozona i compiti per la Bce si moltiplicano sempre di più, col risultato che i dipendenti dell’Eurotower lavorano ormai al limite delle loro possibilità.
«AVREMO SEMPRE PIÙ COMPITI». La Bce «non ha abbastanza personale per svolgere i suoi attuali compiti, per non parlare di quelli futuri, sempre più importanti», si legge nelle tre pagine della missiva.
Esiste quindi «un serio rischio operativo potenziale per la Bce», causato dal crescente numero di lunghe assenze dovute. 

Alla Bce ci sono 1.200 dipendenti. Per l’80% c’è troppo carico di lavoro

La Bce conta 1.200 dipendenti con contratto a tempo indeterminato, più altri 300 con contratto a tempo determinato. Sotto la guida del suo primo presidente, Wim Duisenberg, lo staff venne notevolmente ampliato, arrivando ai 1.500 dipendenti attuali.
Negli otto anni di JeanClaude Trichet, ha ricordato Die Welt, non è stato creato nessun posto in più, anche per l’opposizione delle banche centrali nazionali.
STRAORDINARI NON PAGATI. E a parlare del malcocontento generale ci sono i numeri. Stando a un sondaggio condotto tra 715 impiegati e allegato alla lettera indirizzata a Draghi, oltre l’80% ha lamentato un forte carico di lavoro e, tra questi, oltre il 75% ha ammesso che si tratta di una situazione permanente. Oltre il 75% fa degli straordinari, spesso senza alcuna compensazione. Per il 16% lo stress lavorativo ha «serie» ripercussioni sulla propria vita privata.