La Bce lascia fermi i tassi al 4,5 per cento dopo dieci rialzi consecutivi

Redazione
26/10/2023

Resta la preoccupazione sull'inflazione. Il tasso sui depositi al 4 per cento e quello sui prestiti marginali al 4,75 per cento. A comunicarlo è stato l'Istituto centrale al termine della riunione che si è tenuta ad Atene.

La Bce lascia fermi i tassi al 4,5 per cento dopo dieci rialzi consecutivi

La Bce ha deciso di lasciare i tassi d’interesse invariati. Si tratta della prima pausa dopo la serie di dieci aumenti consecutivi. Il tasso sui rifinanziamenti principali resta fermo al 4,50 per cento, quello sui depositi al 4 per cento, e quello sui prestiti marginali al 4,75 per cento. Lo comunica l’Istituto centrale al termine della riunione che si è tenuta ad Atene.

L’ultimo rialzo a settembre

L’ultimo rialzo, con cui la Banca centrale europea ha portato i tassi d’interesse a 4,5 per cento (alzandoli di un quarto di punto), risale allo scorso settembre. In quel caso il Consiglio direttivo ha sottolineato la necessità di «mantenere per un periodo sufficientemente lungo» i tassi per «un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo».

La Bce lascia fermi i tassi al 4,5 per cento dopo dieci rialzi consecutivi
Il palazzo della Bce (Getty Images).

La Bce ancora preoccupata per l’inflazione

Nel comunicato di oggi questa preoccupazione per l’inflazione è stata confermata. Si legge: «Ci si attende tuttora che l’inflazione resti troppo elevata per un periodo di tempo troppo prolungato. Inoltre perdurano le forti pressioni interne sui prezzi». La pausa è arrivata grazi al fatto che «l’inflazione ha registrato un netto calo a settembre, ascrivibile anche ai forti effetti base, e gran parte delle misure dell’inflazione di fondo ha continuato a diminuire. I passati aumenti dei tassi di interesse decisi dal Consiglio direttivo seguitano a trasmettersi con vigore alle condizioni di finanziamento, frenando in misura crescente la domanda e contribuendo pertanto alla riduzione dell’inflazione».

L’obiettivo della Bce è il ritorno al «2 per cento»

Il Consiglio direttivo, si legge ancora, «è determinato ad assicurare il ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo del 2 per cento a medio termine. In base alla sua attuale valutazione, il Consiglio direttivo ritiene che i tassi di interesse di riferimento della Bce si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo. Le decisioni future del Consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario». Per questo la Bce resta «pronta ad adeguare tutti i suoi strumenti nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione ritorni all’obiettivo del 2 per cento».