La Bce lascia i tassi di interesse invariati al 4,5 per cento: è la terza volta consecutiva

Redazione
25/01/2024

Il tasso sui rifinanziamenti principali resta al 4,5 per cento, quello sui depositi al 4 e quello sui prestiti marginali al 4,75. Prima dei tre stop di fila c'è stata una serie di dieci rialzi. La Banca centrale europea: «La tendenza al ribasso dell'inflazione è proseguita».

La Bce lascia i tassi di interesse invariati al 4,5 per cento: è la terza volta consecutiva

Il tanto atteso annuncio della Bce è arrivato: i tassi di interesse restano fermi per la terza volta di fila, dopo i dieci rialzi consecutivi partiti nel luglio 2022. Il tasso sui rifinanziamenti principali resta al 4,5 per cento, quello sui depositi al 4 e quello sui prestiti marginali al 4,75. Il secondo stop ai tassi era arrivato il 14 dicembre 2023.

La Bce lascia i tassi di interesse invariati al 4,5 per cento è la terza volta consecutiva
La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde (Getty Images).

La Bce: «L’inflazione tende al ribasso»

Nella nota diffusa dalla Banca centrale europea al termine della riunione si legge: «Le nuove informazioni hanno confermato sostanzialmente la valutazione precedente circa le prospettive di inflazione a medio termine. A parte un effetto base al rialzo sull’inflazione complessiva legato all’energia, la tendenza al ribasso dell’inflazione di fondo è proseguita e i passati incrementi dei tassi di interesse continuano a trasmettersi con vigore alle condizioni di finanziamento. Le condizioni di finanziamento restrittive frenano la domanda, contribuendo al calo dell’inflazione».

La Bce lascia i tassi di interesse invariati al 4,5 per cento è la terza volta consecutiva
La Banca centrale europea (Getty Images).

Il consiglio direttivo: «Inflazione al 2 per cento possibile»

Poi la comunicazione prosegue tornando sull’obiettivo dell’inflazione al 2 per cento a medio termine: «In base alla sua attuale valutazione, ritiene che i tassi di interesse di riferimento si collochino su livelli che, mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al conseguimento di tale obiettivo. Le decisioni future del consiglio direttivo assicureranno che i tassi di riferimento siano fissati su livelli sufficientemente restrittivi finché necessario. In particolare, le decisioni del consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla sua valutazione delle prospettive di inflazione, considerati i nuovi dati economici e finanziari, della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria».