La Bce lascia i tassi invariati al 4,5 per cento per la seconda volta consecutiva

Redazione
14/12/2023

Resta fermo il tasso sui rifinanziamenti principali. E così anche quello sui depositi al 4 per cento, e quello sui prestiti marginali al 4,75 per cento. E sull'inflazione: «Ci sarà una crescita temporanea nel breve periodo prima del graduale calo durante il 2024».

La Bce lascia i tassi invariati al 4,5 per cento per la seconda volta consecutiva

La Banca centrale europea ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse. Si tratta della seconda pausa consecutiva dopo l’annuncio del 26 ottobre scorso e un ciclo di dieci rialzi di fila cominciato nel luglio 2022. Il tasso sui rifinanziamenti principali resta fermo al 4,50 per cento, quello sui depositi al 4 per cento, e quello sui prestiti marginali al 4,75 per cento.

Le proiezioni sulla crescita dallo 0,6 all’1,5 per cento

La Bce, inoltre, ha spiegato che si attende una crescita economica contenuta nel breve periodo. E ha tagliato le stime sull’inflazione. Superato quest’orizzonte temporale, secondo la Banca centrale europea l’economia dovrebbe segnare una ripresa. Sarà l’effetto dell’incremento dei redditi reali e del miglioramento della domanda esterna, poiché le famiglie beneficiano del calo dell’inflazione e dell’aumento delle retribuzioni. Le proiezioni parlano di una crescita in aumento da una media dello 0,6 per cento nel 2023 allo 0,8 del 2024. Nel 2025 e nel 2026, invece, la stima è dell’1,5 per cento.

La Bce lascia i tassi invariati al 4,5 per cento per la seconda volta consecutiva
Christine Lagarde, la presidente della Banca centrale europea (Getty Images).

La Bce: «L’inflazione aumenterà, poi il calo graduale dal 2024»

In una nota, la Bce ha spiegato: «L’inflazione, pur essendo diminuita negli ultimi mesi, tornerà probabilmente a registrare un temporaneo incremento nel breve periodo. Secondo le ultime proiezioni per l’area dell’euro dovrebbe ridursi gradualmente nel corso del prossimo anno, per poi avvicinarsi all’obiettivo del Consiglio direttivo del 2 per cento nel 2025. Nell’insieme gli esperti si attendono che l’inflazione complessiva si collochi in media al 5,4 per cento nel 2023, al 2,7 nel 2024, al 2,1 nel 2025 e all’1,9 nel 2026. Rispetto all’esercizio di settembre, sono state riviste al ribasso le proiezioni per il 2023 e soprattutto per il 2024».