Beatrice Venezi, l’orchestra sinfonica di Palermo la attacca: «Non sa dirigere, meglio suonare senza di lei»

Redazione
23/01/2024

I musicisti contro la direttrice d'orchestra dopo il doppio concerto al Politeama: «Ha solo complicato il nostro lavoro». Ma c'è anche chi l'ha difesa: «Una professionista seria e preparata che ha voglia di lavorare e di proporre le sue idee».

Beatrice Venezi, l’orchestra sinfonica di Palermo la attacca: «Non sa dirigere, meglio suonare senza di lei»

Sembra non esserci pace per Beatrice Venezi. Dopo il caso dell’imitazione di Virginia Raffaele, che ha fatto infuriare il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, la direttrice d’orchestra è finita nel mirino dell’orchestra di Palermo. Secondo quanto rivelato da Repubblica, ai musicisti dell’Orchestra sinfonica siciliana, reduci dal doppio concerto al Politeama, non è proprio piaciuta la direzione di Venezi. Tanto da non aver battuto i piedi sul palco, per il classico tributo che gli orchestrali riservano al direttore a fine concerto.

Beatrice Venezi, l'orchestra sinfonica di Palermo la attacca «Non sa dirigere, meglio suonare senza di lei»
Il teatro Politeama di Palermo (Imagoeconomica).

Le testimonianze: «Più facile suonare senza di lei»

Il quotidiano ha intervistato diversi musicisti, come il flautista Claudio Sardisco, che ha spiegato: «Se nessuno di noi si è mosso è perché la direttrice d’orchestra ha solo complicato il nostro lavoro: sarebbe stato più facile suonare senza di lei». L’orchestrale ha anche affermato che «abbiamo avuto dei problemi con la direttrice e abbiamo concordato con i colleghi più giovani di non guardarla in modo da riuscire a coordinarci concentrandoci solo sull’ascolto reciproco. Ce la siamo dovuta cavare da soli perché i gesti di Venezi non erano coerenti con l’esecuzione musicale».

Beatrice Venezi, l'orchestra sinfonica di Palermo la attacca «Non sa dirigere, meglio suonare senza di lei»
Beatrice Venezi (Imagoeconomica).

Sardisco ha ribadito che non si tratta di una questione politica: «La giudico solo per come lavora». Tra le testimonianze anche quella del violinista Luciano Saladino: «Posso non essere d’accordo con le sue idee, ma quando si suona conta solo la musica e la politica resta fuori. Il problema è che la vedi da fuori e ti sembra pure brava, poi però lavorandoci ti accorgi che non è in grado di seguire l’orchestra. La spinta mediatica l’ha portata più in alto di quello che merita e mi ha dato fastidio che, in un programma ricco come quello della Sinfonica di quest’anno, sia stata presentata come se fosse Bernstein». E così anche la violinista Ivana Sparacio: «Chiunque venga a dirigerci merita la nostra professionalità, ma Venezi non rientra certo tra i direttori d’orchestra con cui mi possa vantare di avere lavorato: è un fenomeno mediatico, spettacolarizza la musica».

Chi la difende: «Lavoro ben svolto»

C’è stato, però, anche chi l’ha difesa. Il primo violino Pasquale Faucitano l’ha definita «una professionista seria e preparata che ha voglia di lavorare e di proporre le sue idee». E così anche Stefania Tedesco, oboista, che ha parlato di un lavoro «ben svolto soprattutto nei tempi lenti, anche se dovrebbe migliorare alcuni dettagli a livello tecnico, specie per quanto riguarda il controllo dell’orchestra». Intanto, il 21 gennaio, su X la stessa Venezi ha polemizzato con Repubblica per aver modificato un titolo ironizzando: «Forse il primo mi era troppo favorevole?».