Benedizioni alle coppie gay, le resistenze all’apertura del Papa

Francesco Peloso
09/01/2024

A opporsi alla dichiarazione Fiducia supplicans sono soprattutto le chiese africane, Paesi dove la comunità Lgbtq è costantemente discriminata e l'omosessualità punita anche con la morte. Dal Kenya, i cui vescovi sono preoccupati per «l'ansia» e la «confusione» generate tra i cristiani al Malawi che ne ha vietato l'applicazione. Il punto.

Benedizioni alle coppie gay, le resistenze all’apertura del Papa

Si possono benedire le coppie omosessuali? La Chiesa cattolica, dallo scorso dicembre, a sorpresa, ha detto di sì. Non solo: visto il fiume di reazioni positive e negative suscitate dal pronunciamento del Dicastero per la dottrina della fede approvato dal Papa, all’inizio del 2024 ha pubblicato una nota esplicativa su come applicare Fiducia supplicans, il documento che apre alla possibilità, per ogni sacerdote, di benedire le coppie in «situazioni irregolari», comprese quelle dello stesso sesso.

L’apertura vaticana sulle coppie irregolari e la parziale retromarcia

Va ricordato che l’ex Sant’Uffizio è oggi guidato da un teologo e cardinale argentino, Victor Fernandez, uomo di assoluta fiducia di Francesco, nominato alla guida del dicastero che fu a lungo lo spauracchio di ogni teologo che provava a seguire strade nuove, allo scopo appunto di mettere la teologia al servizio dell’uomo. Scriveva il Papa nella lettera con la quale assegnava a Fernandez il Dicastero che fu del cardinal Ratzinger: «Sarà sempre vero che la realtà è superiore all’idea. In questo senso, occorre che la teologia sia attenta a un criterio fondamentale: considerare inadeguata ogni concezione teologica che, in definitiva, metta in discussione l’onnipotenza di Dio e, soprattutto, la sua misericordia». «Abbiamo bisogno», aggiungeva Bergoglio, «di un pensiero che sappia presentare in modo convincente un Dio che ama, che perdona, che salva, che libera, che promuove le persone e le chiama al servizio fraterno». Detto fatto, a distanza di pochi mesi dalla nomina, Fernandez, nel frattempo nominato cardinale, procedeva a motivare il sì alle benedizioni delle coppie gay.  Un’apertura che ha suscitato le critiche e le contestazioni da parte di esponenti dell’ala conservatrice dell’episcopato mondiale e di alcune importanti chiese “periferiche” tanto care a Bergoglio. Così la Santa Sede è intervenuta per chiarire con una nota che le benedizioni alle coppie cosiddette irregolari «siano molto brevi, di 10-15 secondi, senza l’uso del Rituale e del Benedizionale». E questo perché non vengano confuse con «le benedizioni liturgiche e ritualizzate» né tantomeno con i matrimoni (concetto già espresso per altro nel documento originale). Su cui la Chiesa resta ferma: «Sono inammissibili riti e preghiere che possano creare confusione tra ciò che è costitutivo del matrimonio, quale unione esclusiva, stabile e indissolubile tra un uomo e una donna, naturalmente aperta a generare figli e ciò che lo contraddice. Questa convinzione è fondata sulla perenne dottrina cattolica del matrimonio. Soltanto in questo contesto i rapporti sessuali trovano il loro senso naturale, adeguato e pienamente umano». Tuttavia, la stessa nota confermava per intero anche la decisione assunta dal Papa.

Benedizioni alle coppie gay, le resistenze all'apertura del Papa
Victor Manuel Fernandez creato cardinale da Francesco (Getty Images).

Le reazioni alla Fiducia supplicans: il sì dei vescovi tedeschi e la resistenza delle chiese dell’Europa dell’Est

Le reazioni di maggiore contrarietà sono arrivate dagli episcopati africani; l’Africa, infatti, resta una delle aree del mondo in cui l’omosessualità è punita come un reato con pene anche severe che arrivano, in alcuni casi estremi, alla condanna a morte. D’altro canto, diverse chiese nazionali hanno approvato la svolta impressa al tema dalla Santa Sede, facendo salvo il principio che tiene insieme Fiducia supplicans, ovvero che le benedizioni delle coppie omosessuali non devono mai essere confuse con il matrimonio fra uomo e donna, in tal senso si stabilisce una differenza fra benedizioni rituale e benedizione pastorale, quest’ultima è quella che appunto riguarda le coppie dello stesso sesso. Per questo hanno dato il loro appoggio alla svolta vaticana i vescovi tedeschi (per i quali anzi le benedizioni erano un passo dovuto da tempo), quelli canadesi, gli episcopati di chiese importanti come quella messicana, filippina, dell’India, ma anche in Brasile, Spagna, Francia, prevalgono i giudizi positivi. All’opposto, troviamo le chiese ucraina, polacca, ungherese. Divisi ma prudenti appaiono i vescovi degli Stati Uniti che badano soprattutto a sottolineare come il documento vaticano confermi l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio. In ogni caso le differenze di giudizio sono più articolate di quanto non possa sembrare a prima vista.

Benedizioni alle coppie gay, le resistenze all'apertura del Papa
Piazza San Pietro (Getty Images).

L’opposizione dell’Africa e le discriminazioni nei confronti della comunità Lgbtq

Di certo il caso più clamoroso di rifiuto della nuova direttiva del Papa arriva dall’Africa dove i vescovi di Nigeria, Camerun, Benin, Malawi, Togo, Costa d’Avorio, Zambia, Gana, Kenia e Congo si sono opposti alle benedizioni delle coppie omosessuali. In Kenya i vescovi hanno espresso la preoccupazione che «alcuni aspetti della dichiarazione causano ansia e persino confusione tra i cristiani e in generale nel popolo di Dio». Quindi hanno affermato che «pur riconoscendo la confusione esistente nei Paesi più sviluppati, riguardo a nuovi modelli non cristiani di ‘unione’ e ‘stili di vita’, noi abbiamo molto chiaro cosa siano la famiglia e il matrimonio». L’episcopato del Malawi ha diffuso una nota nella quale, di fatto, si dichiara che Fiducia supplicans non deve essere applicata. Mentre più recentemente si è espresso anche il cardinale guineano Robert Sarah che su X ha appoggiato la «ferma opposizione» alla dichiarazione. Si tratta però, in molti casi, degli episcopati di Paesi in cui gli omosessuali hanno vita particolarmente dura.

 

In Nigeria, secondo i gruppi per i diritti umani, ricordava l’Associated press, lo scorso ottobre le forze dell’ordine hanno effettuato arresti di massa di persone gay, utilizzando la legge che vieta le relazioni omosessuali per prendere di mira la comunità Lgbtq+. Inoltre, più di 30 dei 54 Paesi africani criminalizzano l’omosessualità con leggi che godono di ampio sostegno popolare, nonostante il fatto che le costituzioni proibiscano la discriminazione e garantiscano il diritto alla privacy e alla vita familiare.  In tempi recenti, il presidente dell’Uganda Yoweri Museveni, ha approvato una norma che prevede la pena di morte per “omosessualità aggravata”, da lui definita come l’avere rapporti sessuali con persone infette dal virus hiv, con minori e con altre categorie di persone vulnerabili.

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Una chiesa in Nigeria (Getty Images).

La prudenza del Dicastero perla dottrina della fede per non mettere in pericolo le persone omosessuali

Da ricordare poi che negli Stati Uniti, secondo l’organizzazione Human rights watch, sono stati presentati circa 650 progetti di legge a livello statale discriminatori verso le persone Lgbtq+. Questo tipo di scenario non è esente dalle considerazioni contenute nel chiarimento diffuso dal Dicastero per la dottrina della fede: «Se ci sono legislazioni che condannano con il carcere e in alcuni casi con la tortura e perfino con la morte il solo fatto di dichiararsi omosessuale», afferma infatti il dicastero, «va da sé che sarebbe imprudente una benedizione. È evidente che i vescovi non vogliono esporre le persone omosessuali alla violenza. Resta importante che queste conferenze episcopali non sostengano una dottrina differente da quella della Dichiarazione approvata dal Papa, in quanto è la dottrina di sempre, ma piuttosto che propongano la necessità di uno studio e di un discernimento per agire con prudenza pastorale in un tale contesto». «In verità, non sono pochi i Paesi», proseguiva la nota vaticana, «che in varia misura condannano, proibiscono e criminalizzano l’omosessualità. In questi casi, al di là della questione delle benedizioni, vi è un compito pastorale grande e di largo respiro che include formazione, difesa della dignità umana, insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa e diverse strategie che non ammettono fretta». Insomma, la Chiesa si schiera apertamente contro ogni discriminazione degli omosessuali e anzi fa rientrare questo impegno a pieno titolo nella sua dottrina sociale.