Utilizzo dei beni russi congelati per la ricostruzione dell’Ucraina: c’è il sì degli Usa, frena l’Europa

Redazione
16/01/2024

A Davos la rappresentante speciale degli Stati Uniti per la ripresa economica del Paese attaccato dalla Russia ha parlato di «facile finanziamento». Manca però l’accordo tra i Paesi del G7: questioni legali e non solo. Zelensky in pressing: il destino degli asset di Mosca, ha ribadito, è «una questione urgente».

Utilizzo dei beni russi congelati per la ricostruzione dell’Ucraina: c’è il sì degli Usa, frena l’Europa

Durante il primo giorno del World Economic Forum di Davos, la rappresentante speciale degli Stati Uniti per la ripresa economica dell’Ucraina, Penny Pritzker, ha dichiarato che i beni russi congelati potrebbero diventare un «facile finanziamento» per Kyiv, a patto che i Paesi del G7 riescano a raggiungere un accordo in tal senso.

Utilizzo dei beni russi congelati per la ricostruzione dell'Ucraina: c'è il sì degli Stati Uniti, frena l’Europa. Pressing di Zelensky.
Penny Pritzker (Getty Images).

Per Zelensky il destino degli asset russi è «una questione urgente»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, presente a Davos, dopo i colloqui con la presidente svizzera Viola Amherd a Berna ha dichiarato che il destino degli asset russi è «una questione urgente». Da tempo l’Ucraina spinge per poter usare i 300 miliardi di euro in beni russi congelati dall’Occidente, per pagare la sua ricostruzione. Gli Stati Uniti sarebbero d’accordo: a mordere il freno sono però i Paesi europei del G7, timorosi che a seguito di tale mossa la Russia possa smettere di fidarsi dell’Europa appunto come luogo sicuro per investire i propri soldi. E poi, in generale, congelare i beni di un Paese non significa comunque poterli utilizzare liberamente.

Utilizzo dei beni russi congelati per la ricostruzione dell'Ucraina: c'è il sì degli Stati Uniti, frena l’Europa. Pressing di Zelensky.
Volodymyr Zelensky e Ursula von der Leyen a Davos (Getty Images).

Pritzker: «Ci stiamo lavorando, ma siamo lontani da un accordo»

«Ci stiamo lavorando, c’è la volontà, ma siamo lontani da un accordo», ha detto Pritzker. Pierre Heilbronn, rappresentante speciale della Francia per la ripresa economica dell’Ucraina, ha sottolineato che due terzi dei 300 miliardi di euro di asset russi sono concentrati in Europa e che dunque per il via libera è essenziale il benestare dei Paesi del Vecchio Continente. Pritzker ha poi parlato dello stallo sugli aiuti militari statunitensi a Kyiv: «È facile che si creino divisioni. Dobbiamo stare attenti, perché è esattamente ciò che vuole il presidente russo. Voglio rassicurare il popolo ucraino: l’America è con voi, anche se la politica può complicare le cose».