La Scala e Il Piccolo e quei veti incrociati su Fuortes e Fontana

Bazoli non gradisce il nome del sovrintendente dell'Opera di Roma e Del Corno ha messo una croce sull'uomo sponsorizzato dal Mibact per lo Strehler. 

24 Maggio 2019 13.41
Like me!

Quando Giovanni Bazoli pronuncia un no nei salotti della Milano bene, il suo è un no che più che contare si pesa. Se il niet, poi, viene posto da membro del comitato a tre teste chiamato ad approvare la scelta del futuro sovrintendente de La Scala che prenderà il posto di Alexander Pereira in scadenza a febbraio 2020, superarlo non è affatto semplice. Il vecchio banchiere, patriarca di Intesa San Paolo e Ubi, avrebbe storto il naso di fronte al possibile arrivo di Carlo Fuortes, l'attuale sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma e commissario straordinario dell'Arena di Verona, che era invece apprezzato sia dal sindaco Beppe Sala – che di Bazoli è pure “genero” visto che è il compagno della figlia Chiara – sia da Alberto Meomartini, che assieme a Francesco Micheli compone il comitato che dovrà proporre al cda scaligero i nomi per la successione a Pereira.

LEGGI ANCHE: Fuortes e Fontana in pole per guidare Scala e Piccolo Teatro

PER LA SCALA UNA GARA A DUE TRA CHIAROT E MEYER

Nello scartare il fin qui super favorito Fuortes, Bazoli ha trovato una sponda nel direttore musicale Riccardo Chailly, impegnato a salvare la sua poltrona più che preservare la qualità del sovrintendente. Infatti dall'Opera di Roma, Fuortes non avrebbe portato in dote a Milano soltanto la sua esperienza, ma anche il suo direttore musicale Daniele Gatti. Così nel caos calmo che si muove dietro le quinte de La Scala, la triade Bazoli-Micheli-Meomartini ha ristretto ormai la rosa dei papabili a due: Cristiano Chiarot sovrintendente del Maggio Fiorentino e Dominique Meyer dell'Opera di Vienna. Le lancette intanto corrono, visto che da palazzo Marino è arrivato un ultimatum: per il tempio della musica milanese la selezione e le polemiche devono chiudersi al massimo a giugno. Peccato che nel frattempo si sia aperto un altro fronte di conflitto tra i papaveri della cultura meneghina che ha fatto già una seconda vittima.

DEL CORNO SILURA L'UOMO CHE IL MINISTERO VOLEVA AL PICCOLO

Al Piccolo Teatro, tempio della prosa ugualmente circondato da ambizioni e malelingue, l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno ha messo una pietra tombale sulle aspirazioni di Carlo Fontana, fin qui favorito per la presidenza del teatro e quindi per scegliere il sostituto del direttore artistico Sergio Escobar, in uscita dallo Strehler dopo 20 anni di onorato servizio (il suo candidato era il regista Mario Martone). Fontana, presidente Agis, già amministratore del Regio di Parma e sovrintendente de La Scala, con una esperienza anche da senatore per l'Ulivo era sponsorizzato nientemeno che dal ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli. Eppure né lui né il Mibact avevano evidentemente fatto i conti con il protagonismo di Del Corno che ha deciso di confermare nel consiglio di amministrazione in scadenza Salvatore Carrubba, già presidente dal 2015, e di nominare Marilena Adamo, una esperta politica di professione, ex senatrice Pd ed ex capogruppo in Regione Lombardia. Senatore, insomma, mangia senatore: Fontana nella lista del cda non è pervenuto. E anche nella cultura Milano sembra pronta a rivendicare la sua indipendenza da Roma.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *