Berlino, città chiusa

Redazione
20/12/2010

Da Berlino Pierluigi Mennitti A differenza di altri Paesi europei, gli studenti appaiono piuttosto tranquilli in Germania. Non così, però,...

Berlino, città chiusa

Da Berlino
Pierluigi Mennitti

A differenza di altri Paesi europei, gli studenti appaiono piuttosto tranquilli in Germania. Non così, però, la scena della sinistra giovanile radicale, gli autonomi e gli anarchici. A Berlino, secondo indiscrezioni riportate dal Tagesspiegel, si preannuncia un 2011 caldo e i gruppi alternativi avrebbero idea di prendere di mira uno dei fattori economici di maggior successo della capitale: il turismo.
È solo di qualche giorno fa la notizia che con il 20 milionesimo pernottamento dell’anno, accuratamente festeggiato dal sindaco Klaus Wowereit ormai in piena campagna elettorale, Berlino ha superato Roma, scippando alla Città Eterna il terzo posto nella classifica europea fra le capitali più visitate: 9 milioni di visitatori coronano un 2010 d’oro per una città che solo nell’ultimo decennio si è riscoperta una vocazione turistica e ora punta a scalzare due altre capitali sacre come Parigi e Londra. Data la latitanza dei grandi gruppi industriali, per l’economia berlinese si tratta di un vero e proprio tesoro da sviluppare e curare con tutte le attenzioni possibili.
Per i circoli antagonisti, però, è un fenomeno da combattere e ridimensionare: «Il turismo accentua il problema della gentrificazione», annunciano sull’ultimo numero della rivista Interim, «la trasformazione dell’ambiente sociale della città, negli ultimi anni, è stato impressionante, specie nei quartieri in cui si svolge la lotta per gli spazi liberi».

Berlino, ai primi posti tra le mete turistiche europee

L’ascesa di Berlino come capitale di tendenza ha attirato in città molti tedeschi dalle regioni ricche dell’Ovest, molti vip e tanti stranieri con buone disponibilità economiche che, assieme alla notorietà, hanno portato un aumento dei prezzi delle abitazioni e in generale del costo della vita.
Per assecondare le esigenze di questo nuovo tipo di popolazione, così come dei tanti turisti, la città si è riempita di caffè e ristoranti, eventi più commerciali, negozi di souvenir. Molti quartieri, un tempo popolari, si sono trasformati nelle nuove residenze di questa gioventù dorata, da Mitte a Prenzlauer Berg e Friedrichshein, fino a insidiare il tempio della scena anarchica, Kreuzberg, il quartiere ancor oggi teatro delle manifestazioni più accese del primo maggio, dove di mese in mese spuntano come funghi nuovi palazzi per una clientela ricca e benestante.
Su Interim gli anarchici preannunciano nei dettagli la campagna anti-turisti, una sorta di guerriglia urbana senza quartiere: «Rubare portamonete e telefonini dai tavoli di ristoranti e caffé, incendiare auto di grossa cilindrata, organizzare spedizioni negli alberghi, seminare le strade di spazzatura, attaccare gli autobus dei turisti». Fenomeni come attentati incendiari alle auto sono già oggi una costante delle notti infuocate di Kreuzberg o dei quartieri alternativi di Amburgo. «Per questo» conferma il Tagesspiegel «le autorità di sicurezza di Berlino prendono le minacce molto sul serio e le agenzie turistiche della città sono allarmate». È sceso in campo anche l’ufficio per la sicurezza della Costituzione, i cui esperti sono sorpresi per la qualità della minaccia «non tipica di quell’ambiente, tanto più che gli attacchi a turisti stranieri sono difficilmente spiegabili».

Guerriglia urbana contro i turisti: la minaccia di Interim

Interim, scrive il quotidiano berlinese, non è un foglio clandestino, passa al contrario per essere una rivista riflessiva e culturalmente impegnata, capace di avere grande influenza nell’ambiente della sinistra radicale e che va presa molto seriamente. Oltre alla riflessione però, la rivista di tanto in tanto contiene anche istruzioni pratiche su come costruirsi ordigni artigianali, nella migliore tradizione dei periodici radicali che negli anni Settanta affollavano la scena dell’estremismo rosso europeo. E in passato, non sono mancate perquisizioni delle forze dell’ordine in librerie di sinistra alla ricerca dei numeri incriminati: «Il collegamento con gli attentati incendiari alle auto degli scorsi anni è esplicitamente fatto anche nel numero appena uscito», ricorda il Tagesspiegel.
Una guerriglia urbana contro i turisti rischia di essere di per sé una cattiva pubblicità, in grado di arrestare il boom del settore. I dati sulla presenza nei mercatini di Natale di quest’anno non sono ancora stati ufficializzati, ma si parla di un calo sensibile dovuto all’allarme terrorismo che dalla metà di novembre è stato lanciato per la Germania. E i gruppi radicali intendono cavalcare la psicosi.
Sempre nel numero di Interim, oltre agli incendi di auto e agli assalti a hotel e autobus, propongono esplicitamente di diffondere falsi allarmi per seminare il terrore tra cittadini e turisti e far aumentare la presenza della polizia per le strade della città. Può sembrare una contraddizione, ma i ribelli sono sicuri: «La maggiore presenza della polizia rende un quartiere meno lucrativo per investitori e speculatori».