Berlusconi: «Abbiamo posti liberi nel governo»

Redazione
15/12/2010

Come pensa di allargare la maggioranza? «Penso ai singoli deputati che militano nei partiti di cui non condividono più la...

Berlusconi: «Abbiamo posti liberi nel governo»

Come pensa di allargare la maggioranza? «Penso ai singoli deputati che militano nei partiti di cui non condividono più la linea». Così il premier Silvio Berlusconi, nel corso della trasmissione , su Canale 5, ha spiegato la sua straegia di scouting per ricreare una solida maggioranza alla Camera, dopo il voto di fiducia del 14 dicembre.
Il 14 dicembre è stata «sconfitta una manovra di palazzo che si proponeva di rovesciare il governo scelto dagli elettori», ha commentato il premier, che ha annuciato: «Ora il governo va avanti» visto che «il ribaltone è stato sconfitto».
Ma non sarà una caccia al tesoro nè un’asta: «Abbiamo diversi posti liberi nel governo e quindi possiamo rinforzare la squadra, ma non offriamo posti per convincere qualcuno: se vi sarà la disponibilità di altri gruppi parlamentari a partecipare al nostro progetto offriremo loro la possibilità di lavorare con noi anche in ruoli di governo».
Per il deputato del Fli, Benedetto Della Vedova, la sconfitta del gruppo futurista sul piano anche simbolico «è stata durà, ma tra due giorni i problemi tornano ad essere di Berlusconi».
Invece il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, crede che i deputati eletti con il centrosinistra che il 14 dicembre hanno dato votato contro la sfiducia a Berlusconi «hanno accelerato verso le elezioni» perché il  governo è debole: «Ci sarà un vivacchiamento che non porterà alcuna decisione utile». Secondo il leader democratico, Berlusconi «è uno che non scherza, che non si ferma davanti a nulla: abbiamo visto cose invereconde».

Frattini apre ai cattolici

Ha auspicato l’apertura ai cattolici anche il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che si dice convinto di un ritorno all’ovile di molti finiani: «Ora inizia un percorso per l’allargamento della maggioranza. Lo sguardo andrà all’Udc ma anche ai tanti colleghi del cattolicesimo democratico che dal dibattito parlamentare di queste giornate sono stati del tutto emarginati. Penso a Fioroni, e non dimentico che per questa stessa ragione Rutelli è andato via».
Intervistato sul Mattino, il titolare della Farnesina è convitno che la decisione di alcuni deputati di votare contro la sfiiducia al governo il 14 dicemre sia stata favorita dall’interveno di Italo Bocchino che ha dato «un contributo forte a far capire ai suoi colleghi che la scelta di Fli si orientava verso l’opposizione: le sue parole erano quelle di Di Pietro. E alcuni non si sono sentiti di seguirlo».