Berlusconi attacca i magistrati

Redazione
03/10/2010

«Siamo qui, ancora insieme, anche se qualcuno ha tentato di non farmi venire». Così il premier Silvio Berlusconi ha aperto...

Berlusconi attacca i magistrati

«Siamo qui, ancora insieme, anche se qualcuno ha tentato di non farmi venire». Così il premier Silvio Berlusconi ha aperto il suo discorso di chiusura della Festa nazionale del Pdl di Milano il 3 ottobre riferendosi a indiscrezioni, poi smentite, che fosse in forse la sua partecipazione alla Festa del Pdl al Castello sforzesco per motivi di sicurezza.
Poi il premier ha detto: «Dubitiamo dell’esistenza nel nostro paese di una vera e compiuta democrazia. Se una legge non piace a certi pm, la impugnano e la portano alla Corte costituzionale, che ha 11 componenti di una parte politica, e su pressione dei pm di sinistra la abroga. La sovranità in queste condizioni è trasferita dal popolo ai pm». Secondo Berlusconi «la Corte costituzionale è composta da quasi tutti esponenti della sinistra».
E ancora: «Sette mesi dopo la nostra vittoria delle elezioni, arrivò l’azione di una certa magistratura, con un presidente della Repubblica di parte che chiamò Umberto Bossi e gli disse che io ero sull’orlo del baratro. Fu la fine del primo governo democratico che avemmo subito dopo gli inizi della nostra azione politica. Io fui assolto, ma intanto ci fu un’eversione». 

Il colpevole della spazzatura è Rosa Russo Iervolino

Berlusconi ha poi proseguito negli attacchi personali ad alcuni pm, oltre a chiedere «come è nostro dovere oltre che nostro diritto» una «commissione parlamentare d’inchiesta» sull’operato di «certi magistrati». Il premier ha citato per nome «il famigerato De Pasquale», il pm del processo Mills.
Sul problema dei rifiuti a Napoli, Berlusconi ha detto: «La spazzatura ha un colpevole: ed è Rosa Russo Iervolino, sindaco di sinistra». Poi ha annunciato: «Bertolaso e io torneremo a Napoli». Nella crisi economica «nessuno è stato lasciato solo, lo Stato è ritornato a fare lo Stato. Generoso e amico dei suoi cittadini». Il Cavaliere ha anche confermato il proprio gradimento e quello del governo nell’opinione pubblica: «Avevo ed ho un gradimento del 60%».
Sulle polemiche estive e la scissione del Pdl ,che ha portato alla formazione dl gruppo di Gianfranco Fini, Futuro e libertà, ha detto: «Ci siamo uniti a chi faceva politica prima di noi facendosi prendere per mano. C’era una politica fatta di ideali, ricordiamo che anche la Chiesa sostiene che la politica è il più grande atto di carità. Abbiamo subito vinto le elezioni e abbiamo iniziato a cambiare l’Italia».
E ha anche aggiunto: «All’interno della nostra maggioranza si è verificato qualcosa che per me è ancora incomprensibile, e che ha portato a tre mesi di chiacchiere. Chiacchiere che hanno dato della politica un’immagine terribile, che hanno fatto del tutto dimenticare i successi del nostro governo». Alla fine non è mancata la battuta: «Dice la sinistra: “Mandiamo a casa Berlusconi”. Ma avendone venti non saprei in quale casa andare…».