Berlusconi: «Bersani è un insolente»

Redazione
31/01/2011

Bersani? Un insolente. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha definito così il leader del Pd, Pierluigi Bersani, reo di...

Berlusconi: «Bersani è un insolente»

Bersani? Un insolente. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha definito così il leader del Pd, Pierluigi Bersani, reo di aver rispedito al mittente la sua proposta di un patto per la crescita: «Prendo atto delle risposte propagandistiche e degli atteggiamenti irresponsabili e insolenti di una parte delle opposizioni di fronte all’unica proposta seria in campo per rilanciare l’economia e la società italiana e per curare nel solo modo possibile, e cioè con un grande piano nazionale per la crescita, il debito pubblico», ha detto Berlusconi, precisando che «il governo e la maggioranza faranno comunque la loro parte nel Parlamento e nel Paese con il rigore istituzionale necessario e auspicato da tutti, a partire dal Presidente della Repubblica. Entro la fine del mese di febbraio», ha annunciato il premier, «il governo riunirà gli Stati Generali dell’Economia e presenterà il suo rapporto per la crescita, con l’obiettivo di raggiungere entro cinque anni livelli di incremento del prodotto interno lordo del 3-4%».
LA RIFORMA DELL’ARTICOLO 41 DELLA COSTIRUZIONE. Berlusconi ha parlato anche della riforma dell’art.41 della Costituzione sulla libera iniziativa economica: «Venerdì prossimo iscriverò all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri la proposta di riforma costituzionale in senso liberalizzatore dell’articolo 41, già definita dal Ministro dell’Economia: in sei mesi dobbiamo arrivare a stabilire che è lecito intraprendere e fare tutto quello che non è espressamente vietato dalla legge».
BERSANI: BERLUSCONI FACCIA UN PASSO INDIETRO. L’affondo di Berlusconi è arrivato dopo le reazioni delle opposizioni alla lettera che il presidente del Consiglio ha inviato il 31 gennaio al Corriere della Sera. Alla proposta di «lavoro comune» avanzata dal premier dalle colonne del quotidiano di via Solferino, Pier Luigi Bersani ha risposto così: «Per rivolgersi credibilmente all’opposizione Berlusconi dovrebbe rivolgersi credibilmente al Paese e alla Comunità internazionale. Così non è. Noi nel ruolo che abbiamo siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità, ma lui deve fare un passo indietro e togliere dall’imbarazzo se stesso e il Paese». Porte chiuse alla proposta anche da parte di Pierferdinando Casini: «Chi sta al governo fa, non scrive sui giornali», ha detto il leader del Terzo Polo.
ALFANO: OPPOSIZIONE IRRESPONSABILE. L’opposizione e il Pd dimostrano di essere «irresponsabili», perché interessati solo «a mandare a casa Berlusconi» e non ad affrontare i problemi del Paese. Così il ministro della giustizia Angelino Alfano, ha commentato il no del Pd alla proposta di Berlusconi. «Le opposizioni dicono di no perché non gli va bene il proponente. Quando Berlusconi parla dei problemi che lo hanno riguardato dicono che egli non si occupa dei problemi del paese; se invece il premier parla dei problemi della crescita dicono che non va bene Berlusconi. Siamo alle solite, e cioè l’unico tema della sinistra è mandare a casa Berlusconi. Non ci sono riusciti il 14 dicembre con una mozione di sfiducia che non aveva ragione di riuscire, e ci stanno riprovando ancora. Il tema reale è che Berlusconi ha dimostrato di avere i voti in parlamento numerose volte e di avere anche i voti nel paese come dimostra il successo alle elezioni europee, a quelle regionali e in numerose altre tornate».