Berlusconi certo di arrivare a fine mandato

Redazione
17/12/2010

«Sono certo di portare a termine la legislatura e di avere i numeri per governare». Così Berlusconi da Bruxelles in...

Berlusconi certo di arrivare a fine mandato

«Sono certo di portare a termine la legislatura e di avere i numeri per governare». Così Berlusconi da Bruxelles in occasione del Consiglio europeo ha commentato il suo “governo del fare” dopo avere ottenuto la fiducia, e la sua intenzione di «riprendere il cammino del buongoverno». Per farlo ha anche lanciato un appello ai moderati attraverso un messaggio web ai miltanti del Pdl nella mattina del 17 dicembre attraverso il sito Forzasilvio.it.
«Abbiamo vinto per tre voti però ne ho recuperati altri otto», aveva detto lo stesso Berlusconi incontrando i giovani del Ppe nella serata del 16 dicembre (leggi l’articolo sulle dichiarazioni di Berlusconi).
Fra i punti chiave per il premier anche la digitalizzazione della pubblica amministrazione e le riforme istituzionali. Al presidente del Consiglio interessa soprattutto completare i cinque punti strategici sui quali l’esecutivo ottenne la fiducia il 29 settembre scorso. «Voglio sperare», ha sottolineato Berlusconi, «che su questi cinque provvedimenti tutti i parlamentari che li hanno votati poche settimane fa siano coerenti con l’impegno assunto allora».
Belrlusconi ha anche aperto la strada del dialogo con i moderati. Un passo «altrettanto decisivo per il futuro del nostro Paese». Cioè dare finalmente all’Italia istituzioni in grado di funzionare in modo adeguato ai tempi, superando il bicameralismo perfetto, riducendo il numero dei parlamentari, rinforzando i poteri del premier per garantire stabilità al governo e impedire ribaltoni e colpi di palazzo, una legge elettorale che garantisca bipolarismo e governabilità.
Il premier è poi tornato sulle accuse di compravendita ai parlamentari: «voglio proseguire il cammino per riunificare i veri moderati in un unico grande movimento politico, ovviamente senza quei pasdaran che si schierano con Di Pietro e usano i toni, le calunnie e le false argomentazioni del Fatto quotidiano e di Repubblica».