Berlusconi contro tutti

Redazione
28/01/2011

Assediato dalle inchieste giudiziarie e dalle rivelazioni di stampa sullo scandalo delle feste ad Arcore, nelle quali sarebbero state coinvolte...

Berlusconi contro tutti

Assediato dalle inchieste giudiziarie e dalle rivelazioni di stampa sullo scandalo delle feste ad Arcore, nelle quali sarebbero state coinvolte prostitute minorenni, Silvio Berlusconi serra i ranghi e attacca: «respingeremo gli attacchi dei giudici» ha detto il premier riunito con i ministri del suo governo il 28 gennaio mattina. «Io sono tranquillo e anche voi non dovete farvi demoralizzare», ha aggiunto: «Dobbiamo andare avanti, pensando alle cose concrete, ai problemi quotidiani che hanno gli italiani».
BERLUSCONI: NO A UNO STATO DI POLIZIA. Riferendosi poi al Rubygate, Berlusconi ha tuonato contro quella che a suo parere è una vera e propria persecuzione giudiziaria nei suoi confronti: «Siamo in una democrazia non in uno stato di Polizia, non dobbiamo farci travolgere e gli atti di questi pm sono stati già respinti dalla Giunta per le autorizzazioni alla Camera».
Durante il consiglio dei ministri, il presidente si è scagliato anche contro la trasmissione televisiva Annozero e contro il il suo conduttore, Michele Santoro che giovedì 27 ha dedicato la puntata all’inchiesta milanese che vede coinvolto il Cavaliere: «È la solita trasmissione faziosa», ha tuonato il premier che, secondo fonti ministeriali, avrebbe anche chiesto l’intervento del ministro delle Comunicazioni Paolo Romani per evitare trasmissioni di questo genere. In un videomessaggio ai Promotori della libertà il premier ha poi assicurato che il suo governo andrà avanti e che lui si farà giudicare solo dal tribunale dei ministri.
PM: PRESTO IL PROCESSO. Ma la battaglia con i pm che a Milano stanno indagando sul presunto giro di prostituzione e ricatti costruito intorno al premier, continua. La procura del capoluogo lombardo ha intenzione infatti di richiedere il giudizio immediato nei confronti di Berlusconi, indagato per concussione e prostituzione minorile, «presto, prestissimo». A quanto si è appreso da fonti giudiziarie, la richiesta potrebbe essere presentata al gip Cristina Di Censo già entro la prossima settimana.
MINETTI DAI PM. Nicole Minetti intanto, la consigliera regionale della Lombardia indagata nel caso Ruby per favoreggiamento della prostituzione, ha comunicato che si presenterà davanti ai magistrati di Milano il prossimo 1 febbraio. Il suo avvocato Daria Pesce, ha espresso però non poca preoccupazione per l’interrogatorio in procura: «Spero soltanto di riuscire ad evitare l’assalto mediatico», ha detto.
ANM: IL PREMIER AGGREDISCE I GIUDICI. L’associazione nazionale dei magistrati, intanto, ha replicato duramente alle parole del Cavaliere: «Non c’è uno scontro istituzionale. C’è un’aggressione alla magistratura da parte di chi rifiuta il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge», ha dichiarato il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini. E nella mattinata del 28 gennaio è tornata ad esprimersi sulle vicende politico giudiziarie di questi giorni anche la conferenza episcopale italiana.

Cei: «disastro antropologico». Bossi: «abbassiamo i toni»

Dopo le parole del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che pochi giorni fa aveva parlato di «disagio morale del paese» di fronte alle cronache delle ultime settimane, anche il segretario generale della confederazione, monsignor Mariano Crociata, ha comunicato il suo imbarazzo: «Siamo di fronte a un disastro antropologico: fermiamoci in tempo prima che degeneri ancora di più», ha detto il porporato, invitando la classe dirigente del paese «a superare le risse, le guerre di tutti contro tutti, senza cadere in ‘partigianerie’». Nel Paese «c’é una questione morale, ma ci riguarda tutti», ha proseguito Crociata, «è troppo facile indignarsi senza coinvolgersi». Riferendosi poi all’inchiesta giudiziaria che coinvolge il premier, il monsignore ha precisato: «Non c’è contrapposizione tra l’indignazione e la pacatezza. La pacatezza riguarda il modo in cui affrontare i problemi che indignano». Nel Paese c’è una questione morale, ma riguarda tutti. «Questi fatti ci coinvolgono, non ci vedono solo spettatori. Ci interpellano tutti: è troppo facile indignarsi senza sentirsi coinvolti».
IL SENATUR FRENA SULLE DIMISSIONI DI FINI. Sul conflitto che vede contrapposti il presidente del consiglio Silvio Berlusconi da un lato, e il presidente della camera, Gianfranco Fini dall’altro, al quale il Pdl ha chiesto le dimissioni per la faccenda della casa a Montecarlo, è intervenuto invece Umberto Bossi, leader della Lega e alleato di ferro di Berlusconi, mostrando un certo imbarazzo e tentando di riportare la calma: «Io penso che bisogna fare meno casino e abbassare i toni», ha dichiarato il senatùr rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano la sua opinione sulla richiesta di dimissioni di Gianfranco Fini. Anche su un possibile allargamento della maggioranza, il ministro delle Riforme ha frenato: «Vediamo su che basi e per che cosa». Dubbioso Bossi anche sulla manifestazione convocata dal Pdl, alla quale parteciperà Silvio Berlusconi: «Non ne abbiamo ancora parlato, non lo so. Prima devo parlare con i miei perché io sono ancora segretario di partito».