Berlusconi: «Dimissioni? Non faccio gestacci»

Redazione
18/01/2011

Il 18 gennaio il premier Silvio Berlusconi  è andato al Quirinale accompagnato dal sottosegretario Gianni Letta. Dopo un’ora di colloquio...

Berlusconi: «Dimissioni? Non faccio gestacci»

Il 18 gennaio il premier Silvio Berlusconi  è andato al Quirinale accompagnato dal sottosegretario Gianni Letta. Dopo un’ora di colloquio con il presidente Napolitano, è rientrato a palazzo Grazioli.
Ufficialmente l’incontro è legato all’organizzazione dei festeggiamenti per l’Unità d’Italia. Un appuntamento che però era stato annullato dal premier e che invece è stato riconfermato. Berlusconi nel suo incontro con Napolitano avrebbe ribadito la propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati dalla procura di Milano. Dal premier sarebbe arrivata l’assicurazione di non aver commesso alcun reato, non c’è stato nessun festino, e che questa vicenda, così come è accaduto altre volte in passato, finirà nel nulla. Al termine dell’incontro il presidente del Consiglio ha evitato le domande sui contenuti dell’incontro con Napolitano: «Chiedete al Capo dello Stato». Il Presidente della Repubblica avrebbe ribadito a Berlusconi le preoccupazioni espresse nella nota della mattina per le gravi ipotesi di reato che investono il premier e che creano «turbamento nell’opinione publica». Napolitano sarebbe quindi tornato a manifestare l’auspicio che si faccia in fretta a verificare i risultati delle indagini nelle sedi istituzionali proprie.

Famiglia cristiana attacca: «Crede che gli sia permesso tutto»

Nella vicenda della «minorenne Ruby», «marocchina che si tentò di far passare per nipote del presidente egiziano», «risalta la personalità di un politico che, forse, ha sbagliato secolo, immaginandosi simile ai signori rinascimentali ai quali tutto era permesso, grazie all’assenza di un’opinione pubblica informata e all’acquiescenza delle gerarchie circostanti». È l’opinione di Famiglia cristiana, in un intervento intitolato I diritti dei lavoratori e dei politici pubblicato sul sito online, sulle vicende che riguardano il premier Silvio Berlusconi. Il settimanale dei Paolini parla anche di «una politica stretta intorno alla presenza di una sola persona, fino a un devastante conflitto fra le istituzioni».
Anche il direttore di Avvenire aveva chiesto chiarezza sul caso.
Il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, ha fatto sapere: «Come cattolico non esito a dire che gli editoriali di Famiglia Cristiana non sono accettabili, soprattutto perché denotano una assoluta mancanza di rispetto dei fatti e dei diritti di ogni cittadino».

Berlusconi non si presenterà in Tribunale a Milano

«È stato fatto un blitz dove sono stati usati mezzi imponenti. È stato fatto un abuso di legge». Lo avrebbe detto Niccolò Ghedini, avvocato del premier, nel corso della riunione con i deputati-avvocati del Pdl, sul caso Ruby, in corso alla Camera.
«Non faccio gestacci in pubblico». Ha risposto così Berlusconi entrando a Montecitorio per partecipare ad una riunione del Pdl, ai cronisti che gli chiedono cosa risponde all’opposizione che lo ha invitato a dimettersi. «Sono assolutamente sereno, mi sto divertendo». Nel corso della riunione, Berlusconi avrebbe detto che tutto questo è uno «scandalo, una costruzione mediatica, si tratta di uno spionaggio continuo». Quello che è in corso, per il premier, non è un processo giuridico ma «mediatico a fini eversivi». E ancora avrebbe commentato: «Le ragazze sono state trattate malissimo, in queste ore alcune aggredite: per quanto mi riguarda ho solo dato disponibilità a chi aveva grandi bisogno». Secondo Berlusconi la riforma della magistratura è stata sempre frenata dai finiani di An. «Fini» avrebbe detto il premier, «non ci ha fatto fare la riforme».
Sulla possibilità di presentarsi davanti ai pm milanesi, avrebbe detto: «I miei avvocati mi hanno detto che non essendo Milano il tribunale competente non è logico che io vada».

La sua versione delle cene ad Arcore

«A casa mia ci sono solo state feste con tanti invitati, molteplici presenze, cantanti e camerieri» e dove «non è successo nulla che non potesse succedere in casa mia», ha spiegato ai giornalisti il presidente del Consiglio, secondo il quale «tutto il resto non esiste» così come «non esiste il reato di concussione, che è stato sollevato solo per portare la competenza a Milano». Quanto all’altro reato, quello di prostituzione minorile, «c’e una persona che ha fatto affermazioni precise di non aver mai avuto da parte mia avances nè atti di sesso con me e, oltretutto, è una persona che aveva dichiarato urbi et orbi, come dimostrato da numerosissime persone, da testimonianze, di avere 24 anni di eta». Per questo, continua il premier «c’è solo l’obiettivo della procura di dare un colpo alla credibilità del Paese» portando anche una «offesa alla democrazia». Per Berlusconi, tuttavia, ci sarà «l’intervento del Parlamento che toglierà alla procura di Milano il caso e lo farà trasferire al Tribunale dei ministri». Infine, insiste, «miei avvocati mi hanno detto che non essendo Milano il tribunale competente non è logico che io vada».
Per il leader di Alleanza per l’Italia Francesco Rutelli: «Le repliche arroganti di Berlusconi suonano come un insulto». Quindi «se ai richiami alla responsabilità il premier risponde che ‘si sta divertendo’ vuol dire che la misura è superata».