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Caos in Forza Italia: per Berlusconi tentazione sovranista

Caos in Forza Italia: per Berlusconi tentazione sovranista

Pungolato da Meloni e dall’ala salviniana, il Cav avrebbe pensato di uscire dal Ppe per unirsi al super gruppo del leader della Lega al parlamento Ue. Bloccato dagli Azzurri europeisti.

30 Maggio 2019 19.21

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Dopo il mancato raggiungimento della fatidica soglia del 10% alle Europee, dentro Forza Italia è il caos totale. Sia per quanto riguarda la rotta da seguire per salvare il salvabile che per rinnovare la leadership del partito.

LA LINEA SU SALVINI

Alla riunione dei capigruppo di Camera e Senato del 29 maggio, la questione chiave è stata quella di come porsi nei confronti del grande vincitore delle elezioni, Matteo Salvini, per evitare di soccombere del tutto all’avanzata della Lega. Chi proponeva di mettersi in scia al leader del Carroccio veniva azzittito dagli Azzurri moderati. A chi invece sosteneva di dover ripartire distanziandosi da Salvini veniva risposto dal gruppo che guarda da tempo al leader del Carroccio di non cogliere lo spirito del tempo.

LA TENTAZIONE SOVRANISTA

Lo stesso Berlusconi avrebbe ventilato addirittura l’idea di uscire dai Popolari europei e unirsi al nuovo super gruppo sovranista che Salvini sta cercando di formare al parlamento Ue. Proposta subito rientrata, ma che dà l’idea della confusione all’interno del partito.

Altra grana rigurda poi i vertici di Forza Italia. Il 30 maggio, il Cav ha riunito a Palazzo Grazioli il Comitato di presidenza con l’obiettivo di organizzare una nuova cabina di regia per risollevare i destini azzurri. Si è trovato davanti un partito in rivolta, con correnti interne totalmente inconciliabili. La prima proposta del Cav è stata quella di formare un quadrumvirato composto dalle capogruppo in Camera e Senato (Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini), dal presidente del parlamento Ue Antonio Tajani e da Mara Carfagna. Idea stoppata sul nascere dal cerchio magico Azzurro, che ha rilanciato proponendo un triumvirato Licia Ronzulli, Mara Carfagna e Sestino Giacomoni. Ma a questo punto sono stati i forzisti istituzionali a bloccare tutto. La Ronzulli, in particolare, è nel mirino perché la sua vicinanza al Cavaliere è sempre più sospetta. Nella lotta senza esclusione di colpi in corso qualcuno l’ha anche accusata di stilare comunicati senza farli preventivamente approvare da Berlusconi.

L’IPOTESI CONGRESSO

Passi avanti sulla richiesta, che ha trovato nuova spinta all’indomani delle Europee, per la convocazione di un Congresso del partito. Che nella sua storia sarebbe una novità di rilievo, visto che dal 1994 di congressi ne sono stati celebrati uno. «Per farci trovare pronti in vista delle prossime sfide», ha dichiarato il Cav alla fine del vertice, «e anche per mettere immediatamente fine a sterili quanto inutili polemiche interne, abbiamo ritenuto di avviare un percorso condiviso di rinnovamento del Movimento, che si compirà con lo svolgimento in autunno del Congresso Nazionale».

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