Berlusconi: «Fiat, accordo storico»

Redazione
24/12/2010

Il premier Silvio Berlusconi è intervenuto il 24 dicembre alla trasmissione televisiva Mattino cinque condotta da Maurizio Belpietro. Berlusconi ha...

Berlusconi: «Fiat, accordo storico»

Il premier Silvio Berlusconi è intervenuto il 24 dicembre alla trasmissione televisiva Mattino cinque condotta da Maurizio Belpietro.
Berlusconi ha salutato come «storico e positivo» l’accordo tra Fiat e sindacati su Mirafiori: «Quello di ieri della Fiat é qualcosa che conforta. È una intesa innovativa. È un investimento importante per il Paese, riprende a lavorare un impianto storico per l’Italia».
MAGGIORANZA IN AMPLIAMENTO. Il premier è poi passato a temi politici, parlando diffusamente del futuro della legislatura. «Sono convinto che andremo avanti. Dobbiamo ampliare i numeri della nostra maggioranza alla Camera e lo stiamo facendo. Abbiamo buone prospettive, credo che avremo i numeri per portare termine le riforme. Se non sarà possibile non ci sarà altra soluzione che andare alle urne ma faremo di tutto perché ciò non accada. Sarebbe negativo per tutto il paese, e per tutta l’Europa e la zona dell’euro», ha detto il primo ministro. 
Interrogato sul presidente della Camera Gianfranco Fini e la possibilità di sue dimissioni, ha risposto: «È una valutazione che attiene alla
sua coscienza ed alla sua dignità, lui ormai è all’opposizione contro la sua maggioranza». E ha poi continuato: «Speriamo che Casini si ravveda. Vedremo se lui ha perso una grande occasione: poteva sostituire con i sui parlamentari i parlametari di Fli».
RIFORMA GELMINI. Berlusconi ha anche definito «storica» la riforma dell’Università varata ieri dal Senato. «L’approvazione della riforma Gelmini manda in pensione il ’68 e mette al centro dell’università il merito, elimina le parentopoli e gli sprechi», ha commentato il premier. «I giovani che manifestano sono solo una minoranza rumorosa che va contro il loro stesso futuro. L’Italia non poteva più permettersi un sistema inefficente e frutto di una riforma sbagliata della sinistra».