I figli di Berlusconi e la strategia di liquidare l’impero di Silvio

Paolo Madron
14/12/2023

I 400 COLPI. De Benedetti sbaglia: gli eredi del Cav non sono così innamorati di ciò che hanno ereditato. Smantellati i 40 mila e passa quadri, si stanno sbarazzando pure dell'enorme patrimonio immobiliare (stimato sugli 800 milioni), a parte la storica villa di Arcore. E c’è chi scommette che, davanti a offerte irrinunciabili, siano pronti a mettere in discussione anche il tabù Mediaset.

I figli di Berlusconi e la strategia di liquidare l’impero di Silvio

Marina Berlusconi dice che quello che da sempre è l’arcinemico della sua famiglia, Carlo De Benedetti, si ripete come un disco rotto. Allude al giudizio molto critico su suo padre reiterato nell’intervista pubblicata mercoledì 13 novembre dal Foglio, giudizio che non è mai cambiato dal tempo in cui i due si sfidavano a colpi di roboanti operazioni e cause in tribunale. Dal suo punto di vista magari ha ragione, anche se a 89 anni, la bella età che ha raggiunto l’Ingegnere, c’è il rischio che si diventi un po’ tutti dei dischi rotti. E in questo il Cavaliere ultima maniera non ha fatto eccezione.

I figli di Berlusconi e la strategia di liquidare l'impero di Silvio
Marina Berlusconi (Imagoeconomica).

Quel protocapitalista del Cav, che comprava per accumulare roba

Là dove però l’ex editore di Repubblica sbaglia è nel sostenere che gli eredi di Silvio siano talmente innamorati del padre da tenersi stretto tutto l’impero solo in omaggio alla sua memoria. In realtà, tolta Mediaset che resta il core business, i figli di primo e secondo letto non hanno aspettato molto a liquidare buona parte degli asset bulimicamente collezionati nel tempo dal padre. Hanno cominciato con i 40 mila e passa quadri, la gran parte vere e proprie croste, che Berlusconi comprava nottetempo seguendo le aste televisive. Ma questo è niente, in confronto alla decisione di sbarazzarsi di gran parte dell’enorme patrimonio immobiliare (stimato poco meno di 800 milioni) fatto di una miriade di appartamenti e ville, in molte delle quali il leader di Forza Italia non ha mai messo piede. Lui le comprava sicuramente perché gli piacevano le belle dimore, ma soprattutto per il gusto di comprare, perché da protocapitalista gli piaceva accumulare la roba.

Tra le dimore resterà solo Arcore: Fascina presto sfrattata

Chi ha visto Quarto potere ha sicuramente presente il castello di Candalù pieno di opere d’arte e paccottiglia dove abitava Orson Welles, alias Citizen Kane. Non è un caso, ovviamente, che anche Kane fosse un editore (il film è ispirato alla biografia di William Randolph Hearst). Tra le ville resterà solo Arcore, assurta a metafora del potere berlusconiano e che perciò, proprio in quanto tale, suonerebbe sacrilego vendere. Attualmente, come le cronache hanno in lungo e in largo raccontato, villa San Martino è abitata da Marta Fascina, l’ultima compagna di Silvio, che per non rischiare lo sfratto (cosa che è toccata alla pletora di Olgettine a cui lui generosamente forniva vitto e alloggio) l’ha fatta diventare la sede della sua segreteria politica. Ma se ne dovrà presto andare, almeno se, dopo aver preso 35 milioni – prima tranche del generoso lascito di 100 del suo finto marito – vorrà intascare anche i restanti 65.

I figli di Berlusconi e la strategia di liquidare l'impero di Silvio
Villa San Martino ad Arcore (Imagoeconomica).

Televisioni intoccabili? Un tabù che rischia di cadere

Tanto basta a dimostrare che i Berlusconi di seconda generazione, pur vivendo nel mito del padre, hanno una concezione molto più moderna e laica nel gestire il patrimonio. Al punto che, qualora si presentasse un’opportunità per loro molto vantaggiosa (ipotesi al momento lontana mille miglia), c’è chi scommette – e De Benedetti è tra questi – che potrebbero mettere in discussione anche il tabù per cui le televisioni sono intoccabili.