Imane Fadil? Mai vista né sentita

18 Marzo 2019 08.33
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Imane Fadil, la modella marocchina testimone chiave nel processo Ruby ter, deve aver fatto una morte atroce. Il Corriere della Sera parla di un test di laboratorio in mano alla procura che evidenzia nel suo corpo la presenza di sostanze radioattive che attaccando gli organi vitali ne hanno determinato velocemente la consunzione. Un’agonia, la sua, durata oltre un mese. Imane infatti è stata ricoverata all’Humanitas di Rozzano il 29 gennaio e sarebbe morta il primo marzo. Il condizionale è d’obbligo, perché sulla vicenda pesano troppi misteri, a partire dal presunto ritardo con cui i sanitari, pur non trattandosi di paziente comune ma di una delle protagoniste di un processo di grande risonanza mediatica (Silvio Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari dei testimoni), avrebbero avvisato le autorità della sua malattia.

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La sua tragica scomparsa naturalmente ha riaperto una vicenda ben nota alle cronache, quella delle olgettine (dal nome della via del residence milanese dove le modelle alloggiavano) ovvero quel folto gruppo di ragazze che partecipavano in frotta alle cene eleganti con cui Silvio Berlusconi passava molte delle sue serate. Un innocuo e dopolavoristico trastullo secondo la sua difesa, un colossale giro di prostituzione tacitato a suon di soldi secondo la procura. L’inchiesta, che faceva perno sulla figura di Ruby Rubacuori, minorenne all’epoca dei fatti, rimbalzò con grande eco dalle aule giudiziarie a quelle parlamentari, dove si concluse con un ineffabile voto in cui si certificò la giovane marocchina essere la nipote di Mubarak, oggetto di violenza e discriminazione religiosa nel suo Paese tanto da essere affidata proprio dal Rais alla compassionevole protezione del’amico Silvio.

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Imane Fadil, che di Ruby era intima al punto da essere coinvolta in molte di quelle cene, era considerata l’olgettina ribelle, quella che rifiutando il compromesso e il remunerato invito al silenzio, si era costituita parte civile nei vari processi contro Berlusconi, e i procacciatori di ragazze che Nicole Minetti ed Emilio Fede accompagnavano alla corte del capo.

PERCHÉ BERLUSCONI HA NEGATO DI CONOSCERE IMANE?

Basta questo ad associare alla misteriosa e terribile morte della ragazza il nome del fondatore di Forza Italia? Certo che no, su quanto accaduto ci sono tante e tali zone d’ombra su cui forse nemmeno gli inquirenti riusciranno a fare piena luce. Non si capisce perciò la reazione sopra le righe dei media di Berlusconi, alcuni dei quali hanno preso le sue difese senza che nessuno lo avesse accusato, mentre altri hanno preferito ignorare bellamente il fatto. Né francamente che il Cavaliere si sia subito precipitato a dire che Imane non la conosceva né l’aveva mai vista, quando la sua presenza alle cene eleganti era stata rilevata da numerosi testimoni. Se non ci sono accuse non servono negazioni e scuse, anche se la morte di Imane arriva nel momento in cui Berlusconi, candidatosi alle prossime Europee, tentava il rilancio politico. E questo spiega, forse, la sua reazione immediata e la bugia.

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