Berlusconi e la sfida impossibile di far risorgere Forza Italia

21 Febbraio 2019 09.01
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Eloquio sciolto, parole scandite senza biascicamenti (evidentemente frutto della sistemazione di una dentiera mal sistemata), prontezza di risposta alle domande con cui i suoi interlocutori lo incalzavano. Il Silvio Berlusconi visto la sera del 20 febbraio a Otto e mezzo aggiunge un’ennesima vita alle tante che l’uomo ha già speso, smentendo ancora una volta chi strologava sul suo irreversibile declino, fisico oltre che politico.

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Che cosa ci sia alla base dell’ennesima rigenerazione (se le severissime diete di Chenot a Merano o un ricambio del suo sangue con quello di giovani vergini, magari quelle che secondo l’implacabile atto d’accusa della sua ex moglie Veronica ai tempi delle cene eleganti si offrivano al drago) nessuno, tranne il suo medico curante, lo sa. Sta di fatto che il risultato ha del miracoloso: Silvio is back, complici le imminenti elezioni europee è di nuovo in mezzo a noi, e tutte le televisioniin primis le sue – ne propagano l’immagine a ogni ora del giorno. Perché il bello del Cavaliere quando decide di tornare è che non si sottrae ad alcun invito a comparire (nemmeno a quelli dei magistrati), fosse Porta a porta o il casereccio talk show di una tivù locale.

LA RIDISCESA IN CAMPO DI BERLUSCONI RAVVIVA LO SCENARIO POLITICO

La cosa, diciamolo, ha molto di rassicurante. Quando il leader di Forza Italia ridiscende in campo, la scena si ravviva, il suo istrionismo dà la stura a esilaranti siparietti, il suo essere un impudente ma adorabile bugiardo lenisce il anche il giudizio del più severo detrattore. Non importa che il meccanismo sia risaputo e l’artifizio retorico sempre lo stesso. Ovvero Silvio che se ne stava tranquillo nelle sue ville a giocare con i nipoti quando, novello Cincinnato, l’impellente dovere di salvare l’Italia sull’orlo del baratro lo obbliga a mollare gli ozi e tornare ai negozi. E lui nell’ora fatale non si sottrae alla chiamata. Anzi, si spende ancora più di prima riproponendo la sua consumata abilità nel coniugare i vizi privati alle pubbliche virtù.

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SILVIO È CONVINTO DI RIPORTARE SALVINI NEL CENTRODESTRA

Essendo poi un campaign runner di razza, il risultato in termini di ripresa è sempre garantito. Tant’è che anche l’obiettivo dell’ennesimo ritorno è ambizioso: portare Forza Italia al 20% dall’attuale 8% in cui veleggia. Tre mesi di tempo per farlo, quelli che mancano da qui al voto europeo, e un’agenda di impegni che ammazzerebbe un toro. Perché lo faccia, se per soddisfare le pulsioni di un ego che vuole sempre primeggiare, o perché ci crede veramente, non è dato sapere. Certo, la politica c’entra poco se è vero che la leadership del centrodestra, ammesso che ancora l’ensemble esista, è saldamente nelle mani di Matteo Salvini che, come dicono a Roma, con le istanze moderate ed europeiste di Forza Italia «ce spiccia casa». Eppure Silvio è convinto di riportare il capo della Lega sulla retta via, di trasformare l’alleato perduto in un amico ritrovato. Naturalmente separando i suoi destini da quello dei cinque stelle, gente a cui, fu la mitica definizione, lui non farebbe pulire nemmeno i cessi di Mediaset. L’illusione è sovente motore di grandi impese, perché togliergliela?

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