Berlusconi: «Quei due spariranno»

Redazione
16/12/2010

Silvio Berlusconi non è preoccupato del nuovo asse formato dai terzopolisti, tanto da averli paragonati a «De Mita e Forlani…...

Berlusconi: «Quei due spariranno»

Silvio Berlusconi non è preoccupato del nuovo asse formato dai terzopolisti, tanto da averli paragonati a «De Mita e Forlani… mamma mia com’erano vecchi. Fini si è aggrappato a Casini per mascherare la sua debolezza, ma vedrete che, alla prima occasione, Pier lo scaricherà».
Non ha dubbi il premier, per lui il “Polo della nazione” a cui hanno dato vita Fli, Api, Udc, Mpa, Liberaldemocratici, La Malfa e Guzzanti è un partito che «non ha possibilità di futuro» e soprattutto non esiste nell’elettorato.
In un’intervista rilasciata al direttore di Libero, Maurizio Belpietro, ha spiegato di non aver alcun dubbio sulla forza della sua maggioranza: «Al Senato c’è una buona maggioranza, alla Camera molti deputati si sono resi conto dell’inutilità di un’opposizione ideologica e personalistica…Dopo il voto di ieri l’ipotesi del terzo polo non ha più grandi prospettive. Ci sono tutte le condizioni per inaugurare una nuova fase, a partire dai parlamentari con cui condividiamo l’appartenenza al partito popolare europeo».
Il Cavaliere ha confermato, quindi, come già aveva fatto la sera del 15 dicembre a palazzo Grazioli l’inconsistenza del nuovo gruppo nato per fermarlo, e grazie al quale, anzi, riuscirà a ottenere nuove adesioni da parte di quelli che «hanno pagato ormai il loro debito di riconoscenza a Fini e sentono innaturale la permanenza del suo partito che è all’opposizione».
Diversi sono i finiani, che secondo il Cavaliere, avrebbero già manifestato l’intenzione di ritornare nella casa del Pdl. Silvano Moffa, una delle colombe «futuriste» che all’ultimo momento ha abbandonato il progetto finiano è uno di questi.
Il premier non dà numeri e non fa previsioni, e continua a non voler parlare apertamente della scelta di Fini, ma sottolinea come ormai «l’Assemblea ne ha già chiesto le dimissioni».
Nonostante non ci siano attacchi diretti, iniziano però le recriminazioni, come quelle sulle elezioni regionali della Puglia, dove secondo il presidente del Consiglio, «il candidato proposto dai finiani avrebbe portato la sconfitta».
Infine un ultimo sassolino dalla scarpa Berlusconi se lo toglie parlando della differenza tra il suo partito e quello di Fini: «Il Pdl è democratico, non come Alleanza nazionale che molti che ora stanno con noi hanno dipinto e dipingono come una caserma».

Per Bocchino il premier galleggerà

Intanto il capogruppo alla Camera di Futuro e libertà, Italo Bocchino, ha replicato a distanza al Cavaliere e in un’intervista a Repubblica ha detto: «Se anche il premier conquistasse altri cinque o dieci deputati, sarebbe costretto sempre a galleggiare, o a ricorrere alle urne. Ha un’unica alternativa: darci ascolto e dialogare».
Per Bocchino il gruppo futurista adesso è unito perché «chi doveva lasciare lo ha fatto e chi ha votato la fiducia non lo farà».
Nonostante questo, Fli resta «all’opposizione perché ha votato la sfiducia, ma saremo costruttivi, né pregiudizialmente a favore né contro».