Silvio Berlusconi all’attacco dei sovranisti europei

Redazione
28/04/2020

Il leader di Forza Italia sulla lentezza dell'Ue nel dare risposte sulla pandemia: «Se vi sono stati ritardi nell'intervenire è stato a causa delle resistenze dei partiti che sono forti in alcuni Paesi del Nord». Per l'ex premier Bruxelles «sta rispondendo all'emergenza meglio di quanto abbia fatto il nostro governo». E sul Mes: «Chi lo critica vuole il nostro Paese fuori dall'Unione e dall'euro».

Silvio Berlusconi all’attacco dei sovranisti europei

Una stoccata agli Stati europei del Nord, ma che nei fatti suona come una critica neanche troppo indiretta agli alleati del centrodestra Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, intervistato a Radio24, parlando dei ritardi dell’Ue nel prendere decisioni riguardo l‘epidemia, ha detto di non sentirsi di «dare un giudizio tanto severo sull’Europa. Se vi sono state lentezze nell’intervenire a favore dell’Italia è stato proprio a causa delle resistenze dei partiti sovranisti che sono forti in alcuni Paesi del nord-Europa». Il Cavaliere ha specificato che «il sistema Europa, dopo qualche incertezza iniziale che io per primo ho condannato, sta rispondendo all’emergenza meglio di quanto abbia fatto il nostro governo».

Berlusconi, parlando di Forza Italia, ha sottolineato come il partito rappresenti «con orgoglio e coerenza in Italia il Ppe, la maggiore famiglia politica d’Europa. Siamo lontani dal sovranismo che io considero responsabile di molti dei mali che affliggono l’Europa». Soffermandosi sul Mes, su cui Lega e Fratelli d’Italia hanno mosso durissimi attacchi al governo Conte e all’Unione europea, Berlusconi ha specificato: «Immagino che per alcuni sovranisti opporsi al Mes sia anzi proprio un pretesto per allontanare il nostro Paese dall’euro e dalla stessa Ue, rendendo impossibile di aiutarci ai nostri partner. Tanto accanimento da parte dei M5s altrimenti non si spiegherebbe. Non posso neppure immaginare, però, che i nostri alleati siano mossi dalle stesse ragioni dei grillini». Poi ha precisato: «Non si spaccherà certo su questo la nostra coalizione, che si fonda su un progetto globale molto chiaro per l’Italia».

Parlando più in generale del lavoro dell’opposizione, il Cav ha affermato che l’atteggiamento di Fi «di un’opposizione responsabile, che non cessa di essere opposizione, e infatti siamo molto critici del modo nel quale il governo sta gestendo questa fase, soprattutto per quanto riguarda l’emergenza economica e le difficoltà in cui si trovano cittadini e imprese». Pi si è smarcato dalle voci insistenti che lo vedono pronto a fare una stampella del governo: «Un conto è la collaborazione istituzionale nell’emergenza, che noi abbiamo garantito dal primo giorno e continueremo ad assicurare all’Esecutivo in carica, un altro conto è un sostegno politico al presidente Conte e al suo governo, per il quale non vi sono e non vi saranno mai le condizioni».

IL CAV SUL GOVERNO CONTE: «LA FASE 2 È PIENA DI CONTRADDIZIONI»

Il leader di forza Italia non ha mancato però di criticare anche il governo Conte: «Non mi convince affatto l’impostazione della Fase 2: mi pare molto confusa, incerta e piena di contraddizioni. Se c’è una cosa che fa male alle persone e alle imprese è l’incertezza». Per Belusconi poi, «non è sano per un bambino o per un adolescente rimanere chiuso in casa, essere sottratto alla frequentazione dei suoi coetanei, e la didattica viene danneggiata da questa situazione. A ciò si aggiunge il disagio di molte famiglie che – ricominciando a lavorare – non sanno a chi affidare i figli minor». Il Cav però ha specificato di essere consapevole del fatto «che occorre molta prudenza: la scuola è un luogo ideale di contagio e il distanziamento negli istituti scolastici è molto difficile, soprattutto per i più piccoli, che poi a loro volta possono infettare gli adulti e gli anziani in famiglia. È un tema sul quale dobbiamo fidarci del parere dei sanitari. Però una cosa è davvero intollerabile, l’incertezza sul futuro. Per molte famiglie – conclude l’ex premier – questo è il danno peggiore».