Bernabè l’incompreso

Gli analisti si dividono sulle scelte del manager.

Bernabè l’incompreso

Telecom Italia dimagrisce. E con la cessione delle quote nella cubana Etecsa, affronta un 2011 che per molti analisti sarà a trazione sudamericana. Il 24 febbraio arriveranno i conti del quarto trimestre e dell’intero 2010, ma la comunità finanziaria già si divide tra le apprensioni per l’ultimo “quarter” e le speranze su un 2011 che vedrà il colosso delle telecomunicazioni alleggerito da ogni zavorra.
RIDUZIONE DEL DEBITO. Nel 2009 i ricavi sono calati del 6,3% a 27,16 miliardi di euro e la previsione di un anno fa per il 2010 contemplava un ulteriore decremento del 2-3% con un indebitamento netto ridotto a 32 miliardi. Fra meno di quattro settimane si vedrà se i numeri dell’esercizio sono in linea o meno con le attese. E saranno rivelati gli eventuali aggiornamenti del business plan in vista dell’obiettivo chiave di riduzione del debito a 28 miliardi nel 2012.
OPERAZIONE ETECSA. L’amministratore delegato di Telecom Franco Bernabè ha rassicurato tutti sostenendo che l’operazione su Etecsa «chiude la fase delle dismissioni e di razionalizzazione del portafoglio e ne apre una nuova». Ha parlato di una riduzione dei costi di 4 miliardi e di un taglio al debito vicino ai 5 miliardi di euro, ha promesso un futuro costruito «su basi solide» e ha snobbato l’allarme lanciato dal report di Jp Morgan (leggi la notizia). L’istituzione finanziaria newyorchese aveva mandato giù il titolo in Borsa inserendolo nella short conviction list con potenziale abbassamento del 10%, abbassando il rating a “sell” e mantenendo però il target price a 1,15 euro.

La comunità finanziaria punta gli occhi sull’ultimo trimestre

Sondando la comunità finanziaria, qualche analista dà pienamente ragione al numero uno di Telecom. «Sì, magari il manager trentino ha ogni tanto atteggiamenti un po’ eccentrici», ha detto in modo ufficioso uno di loro a Lettera43.it, «ma il titolo è salito parecchio dall’inizio dell’anno e si sa che i broker le tentano tutte pur di portare a casa la performance. In più, la società sta parlando in queste ore con gli analisti del non felice ultimo trimestre 2010 e dunque ci sta qualche reazione delusa. D’altra parte, però, i target di bilancio sono raggiunti completamente sia a livello di domestico che di gruppo e di conseguenza è comprensibile il comportamento di Bernabè».
UN TAGLIO ANNUNCIATO. Sull’uscita dal mercato cubano, gli esperti fanno notare che si trattava di un’operazione ampiamente annunciata, il taglio di un ramo secco, visto che la maggior parte del fatturato nell’isola caraibica è in pesos non convertibili e comunque Telecom non avrebbe mai potuto raggiungere il controllo di Etecsa.
«C’era aria di nazionalizzazione sulla scia di casi tipo Bolivia o Algeria. È stato meglio portare a casa la plusvalenza sicura», aggiungono gli analisti. D’altronde, scelte di “ripulitura” erano già state effettuate poco tempo fa in Olanda o in Germania l’anno scorso.
BRASILE E ARGENTINA NEL MIRINO. Sono altri i Paesi che interessano a Bernabè. L’amministratore delegato ha parlato di Brasile e Argentina e Pablo Iacopino, di Banca Profilo, ha spiegato: «Il Brasile nel 2011 andrà meglio del 2010 per Telecom e l’Argentina rappresenta un business interessante, un asset in più che verrà consolidato. Il nostro colosso delle tlc dovrà contare molto su questi due pezzi, perché il terzo, ossia il mercato italiano, offre poco spazio per migliorare. Soprattutto sul mobile, che è il vero tasto dolente, non ci sono grossi margini per incrementare il fatturato. Il mercato è saturo, c’è molta concorrenza e la torta ogni anno si restringe».
EFFICIENZA DEI COSTI. L’analista comunque è fiducioso: «Il quarto trimestre 2010 sarà ancora negativo sulla parte italiana. Io mi aspetto un ulteriore calo del fatturato, ma i target su debito ed ebitda, che poi sono i più importanti per Telecom, saranno centrati. Tra l’altro, quello che viene meno sui ricavi, l’azienda lo sta recuperando sull’efficienza dei costi. Io, infatti, sono andato in senso contrario rispetto a Jp Morgan, aumentando a 1,20 il target price del titolo». 
LA FORZA DAI MERCATI SUDAMERICANI. Iacopino ha quindi chiosato: «Probabilmente il mercato finanziario riceverà un’altra delusione dall’ultimo trimestre del 2010, ma penso che sia necessario guardare lo scenario di prospettiva. Nel 2011 Telecom riceverà forza dai business sudamericani», ha aggiunto l’analista, e in Italia, comunque, avrà margini vicini al 50% malgrado il declino dei ricavi. Sarà un’azienda che potrà dunque agire con rinnovato vigore».
In effetti, i tagli della forza lavoro nella penisola sono stati pari al 10% negli ultimi anni e il processo di dimagrimento non si arresterà. Gli investimenti previsti sono di 12 miliardi nel triennio 2009-2012, ma Bernabè conta di vincere comunque la sfida della riduzione dell’indebitamento netto. Iacopino ha chiuso «i 28 miliardi alla fine del 2012 sono un obiettivo del tutto alla portata».