Bersani dice no alla proposta del Cav

Redazione
01/02/2011

«Nessuna partita si può giocare a tempo scaduto». Tradotto: nessun patto bipartisan per la crescita (leggi l’articolo), come proposto da...

Bersani dice no alla proposta del Cav

«Nessuna partita si può giocare a tempo scaduto». Tradotto:
nessun
patto bipartisan per la crescita
(leggi l’articolo), come
proposto da Silvio Berlusconi. Il leader del Partito Democratico,
Pier Luigi Bersani, sbatte ufficialmente la porta in faccia al
presidente del Consiglio dalle colonne del Corriere della
Sera
. «Se la proposta è un astuto diversivo per parlare
d’altro, mostra di essere davvero tempestiva; se è sincera,
suona singolarmente estemporanea!», scrive Bersani nella lettera
pubblicata dal quotidiano di via Solferino. 
«SPREZZANTE INDIFFERENZA». Il segretario del
Pd poi ricorda che «Berlusconi ama gettare ponti quando è in
difficoltà per abbatterli un minuto dopo», oltre alla
«sprezzante indifferenza con cui sono state ignorate dalla
maggioranza in questi due anni le proposte pragmatiche
dell’opposizione». 
L’IMPEDIMENTO. Insomma, «il presidente del
Consiglio non è in condizione di aprire una fase nuova: ne è
anzi l’impedimento». E quindi «Ormai il Paese non chiede al
presidente Berlusconi un programma: gli chiede un gesto». E
cioè, le dimissioni. Se dovessero giungere, ammonisce Bersani,
«tutti dovrebbero garantire, e ciascuno nel suo ruolo, senso di
responsabilità e impegno».
UNA «SCOSSA RIFORMATRICE». Ma «se questa non
sarà l’intenzione, il nuovo progetto per l’Italia dovrà
essere presentato agli elettori». Un progetto fatto non della
«retorica oppiacea dei cieli azzurri che ha colpevolmente
paralizzato le enormi energie potenziali del Paese» ma di «una
scossa riformatrice» a 360 gradi, dalla riforma del
funzionamento delle Istituzioni alla legge elettorale, passando
per federalismo «credibile», giustizia, conflitto
d’interessi, immigrazione, concorrenza. 
Per ottenere tutto questo, conclude Bersani, serve l’impegno
di tutte le forze di opposizione. Una «operazione comune» che
guardi non «contro», ma «oltre» Berlusconi.