Peppino Caldarola

Quelle frasi orrende di Bersani contro Napolitano

Quelle frasi orrende di Bersani contro Napolitano

L’ex leader del Pd attacca il presidente emerito della Repubblica. Ma farebbe bene a tornare a pettinare le bambole ed evitare critiche verso chi ha dato alla sinistra più di quanto abbia mai dato lui.

19 Giugno 2019 09.35

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Pier Luigi Bersani è uno di quei leader della sinistra molto amati e pochissimo votati. Lo ascolti, ti fa simpatia, poi vai a votare e metti la “x” su un partito diverso dal suo. Molte sue trovate sono state divertenti. Il gergo politico che ha portato nella vita quotidiana e nei media non ha sfondato perché troppo elegante e vile nei tempi attuali in cui, se non sei un violento, non vali una ceppa. Tuttavia anche al molto amato Bersani (io non sono fra i suoi innamorati, resto, faticosamente, su Massimo D’Alema), qualche volta scappa di dire una o talvolta due di troppo, fino alla villania.

GLI ATTACCHI A ZINGARETTI SUL CASO LOTTI

Prendiamo il caso di ieri 18 giugno. Si presentava alla libreria Mondadori di Roma il libro di Chiara Geloni sugli anni trascorsi dalla sinistra a dividersi e farsi del male. Tema intrigante, cronista molto di parte ma assai informata. Leggo sul Fatto che Bersani, nel corso di un intervento, al solio molto seguito, ha detto due cose che avrebbe fatto bene a non dire. La prima rivolta all’attuale segretario del Pd: «Di questo passo, tra un altro po’, Nicola Zingaretti dovrà chiedere scusa a Luca Lotti». Quel Zingaretti, che (l’ho scritto altre volte dopo lo spunto del direttore del Foglio, il caro Claudio Cerasa), io sostituirei, non c’è fretta, con una Zingaretta.

IL SEGRETARIO DEL PD HA EVITATO L’ENNESIMA RISSA

In tanti imputano al segretario del Pd (anche il sottoscritto) una eccessiva prudenza, una sorte di predilezione per quel quieta non movere che potrebbe affondare lui e il suo partito. La gestione del “caso Lotti non era semplice perché si trattava di tenere assieme due cose importanti: la prima è il modo con cui Lotti è stato intercettato che solleva, per dirla eufemisticamente, dubbi gravi. La seconda è che Lotti appartiene a quella genìa di politici che credono che fare il “lavoro sporco” sia una mission. Ce ne sono stati tanti prima di Lotti e Matteo Renzi, alcuni sono stai miei amici, però Lotti ha superato ogni soglia di dignità. Zingaretti ha incassato l’autoesclusione di Lotti e ha evitato di precipitare il Pd nella guerra mondiale. È poco, caro Bersani? Se è poco, delle due l’una: o sei matto tu o sono matto io che sono soddisfatto che i titoli dei quotidiani non siano sull’ennesima rissa nel Pd.

LE PAROLE INFELICI DI BERSANI SU NAPOLITANO

La seconda frase detta da Bersani è più grave anche perché investe una personalità di grande rilievo dello Stato e della sinistra con un giudizio che ha il sapore dell’infamia. Dice Bersani, ovvero il cronista del Fatto riporta questa sua frase: «Napolitano appartiene a quel filone nobile del migliorismo per cui hanno sempre ragione gli altri». Prego notare quel «appartiene al filone nobile» – e quello ignobile che fa? – che precede l’accusa di tradimento. Qui si capisce come sarebbe un bene se Bersani tornasse a pettinare le bambole.

L’EX PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, FIGURA COMPLESSA

Giorgio Napolitano è figura complessa. Lo è stato sia nel modo in cui ha interpretato il ruolo presidenziale, sia nella collocazione dentro il Pci e il post-Pci. Io non sono mai stato migliorista, né ingraiano. Finchè c’era Enrico Berlinguer sono stato berlingueriano e ho accettato, dopo, di prendere l’etichetta di un ragazzo più giovane di me diventato uomo potente nella sinistra, sempre avendo in testa che nei suoi momenti di potere sarebbe stato mio dovere criticarlo anche aspramente. Come è avvenuto. Carta canta.

BERSANI SI SCUSI CON NAPOLITANO

Con questa precisazione posso scandalizzarmi per questi giudizi sul migliorismo e sui miglioristi? Non sul giudizio su singoli atti, ma sul giudizio di assieme. Il gioco delle ritorsioni sarebbe facile. La storia di Giorgio Napolitano è lì con le luci e i punti su cui si può discutere, ma Napolitano ha dato cose alla sinistra che Bersani ancora oggi non riesce a dare. Io farei punto qui. Sarebbe opportuno che Bersani chiedesse scusa per il carattere proditorio dell’attacco all’ex presidente della Repubblica. Per quanto riguarda me, sto con Giorgio Napolitano.

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