Bianca Berlinguer, il mezzo flop di Prima di Domani e la battaglia persa contro Lilli Gruber

Luca Di Carmine
12/01/2024

A Mediaset ogni suo desiderio è un ordine. Tanto che è riuscita a coronare il sogno di condurre una striscia quotidiana in access prime time. Ma il nuovo programma non decolla e nella prima settimana è stato regolarmente battuto da 8 e mezzo. Ecco spiegato il nervosismo della zarina e lo sfogo intercettato da Striscia. Anche se il Biscione ha puntato sull'ex Rai per ben altri motivi.

Bianca Berlinguer, il mezzo flop di Prima di Domani e la battaglia persa contro Lilli Gruber

Ha preteso il cambio di titolo. Ha ottenuto la riduzione della pubblicità durante la messa in onda. Ha ordinato che tutto fosse messo nelle mani della sua squadra. Ha fatto impazzire maestranze e truccatrici al centro Palatino. E ha finalmente realizzato un sogno professionale. Parliamo di Bianca Berlinguer, che questa settimana ha esordito col suo nuovo programma quotidiano, alle 20.30, orario clou da sempre presidiato solo dall’altra gran dama della tv, Lilli Gruber, e da Striscia La Notizia. Prima di domani, il titolo scelto, talmente brutto da andare di traverso al direttore dell’informazione Mediaset Mauro Crippa, ma tant’è: la “zarina”, come veniva appellata in Rai, gode della fiducia totale di Pier Silvio Berlusconi e ogni suo desiderio è un ordine. Voleva uno stacco da Stasera Italia, programma finora condotto da Nicola Porro, e prima ancora da Barbara Palombelli. «Ora arrivo io e tutto sarà diverso. Farò un nuovo programma, non mi carico di certo una trasmissione non entusiasmante fatta da altri», è stato l’input imposto da Berlinguer. Che da molto tempo, in Rai, sognava di condurre una striscia quotidiana di access prime time, che le è sempre stata negata. Le è toccato trasferirsi a Mediaset per veder coronato il suo desiderio.

Anche se il Biscione ha puntato sull'ex Rai per ben altri motivi.
Bianca Berlinguer (Imagoeconomica).

Lo sfogo di Berlinguer nel fuorionda tutto in favore delle telecamere di Striscia

Peccato però che la prima settimana sia stata tutt’altro che entusiasmante. Tanto che la zarina è sbottata in un fuori onda forse studiato, tutto in favore delle telecamere di Striscia, andato in onda giovedì sera. «I pezzi facevano pena. Tutti. Non ce n’era uno decente. Facevano pena questi e fanno pena anche quelli del settimanale. Domani fateli venire tutti perché glielo devo dire. Sto qui fino a venerdì poi è finita…», lo sfogo col suo staff e i dirigenti Mediaset presenti al Palatino. «Ma lei va in onda senza averli visionati prima?», si è chiesto qualcuno a Cologno. Un messaggio chiaro e forte, ma anche molta sceneggiata per strigliare i suoi e ottenere di più. Bianca non è nuova a queste cose. Un paio d’anni fa, quando l’ad Rai Carlo Fuortes le impose di stracciare il contratto col professor Alessandro Orsini perché considerato troppo “putiniano”, fece fuoco e fiamme, anche tramite interviste sui giornali, sostenendo che Fuortes voleva chiuderle il programma, «l’unico che in Rai fa informazione in prima serata».

La sfida persa contro Lilli Gruber e il suo 8 e mezzo

Ma torniamo ai risultati, che tanto la stanno facendo innervosire. Lunedì Gruber ha addirittura toccato punte record con il 9 per cento (oltre 2 milioni di telespettatori), che in quella fascia oraria valgono lingotti d’oro, mentre Berlinguer s’è fermata al 4,1 per cento (913 mila). Un esordio non disastroso ma nemmeno spettacolare. Il giorno dopo Lilli è calata all’8,1, ma Bianca non ne ha beneficiato, anzi è scesa al 4. Mercoledì, giorno di partite di Coppa Italia, 8 e mezzo s’è fermato al 6,9 per cento, ma Prima di domani è sceso a un drammatico 3,3. Numero confermato pure giovedì, mentre Lilli ha fatto il 6,9. E questo nonostante Berlinguer sia riuscita a convincere Pier Silvio a togliere i 5 minuti di pubblicità intorno alle 21, per non far scappare i telespettatori verso Lilli. Una bella perdita in termini di introiti per Cologno. Ma che non durerà: i 5 minuti di pubblicità in meno verranno ripristinati presto. «Mediaset non può permettersi di perdere centinaia di migliaia di euro in questo modo», racconta un fonte. Sempre doppiata, dunque. Stabili, invece, risultano 5 Minuti di Bruno Vespa (che viaggia sempre tra il 20 e il 22 per cento) e Il cavallo e la torre di Marco Damilano (tra il 6 e il 7 per cento). Nella prima settimana, dunque, la sfida tra le due gran dame dell’informazione è stata stravinta da Lilli Gruber, con Berlinguer che è andata addirittura sotto i numeri di Nicola Porro, che col suo Stasera Italia faceva una media del 4,2. «Oltre alla bravura di Gruber, lì conta che Lilli parte dal 7 per cento del Tg di Mentana, mentre su Rete4 si parte da una soap che fa 1,5», spiega una fonte del Biscione. Se a questa settimana di Prima di domani sommiamo anche l’opaco risultato di #èsemprecartabianca, la sua prima serata del martedì su Rete4, tra il 4 e il 5 per cento, si evince come finora, in termini prettamente numerici, l’operazione Berlinguer per il Biscione non sia stata un successo. Col settimanale tiene botta, sta nella “sua” media, ma viene sconfitta sempre e comunque da Giovanni Floris, come accadeva quando stava in Rai, dove però aveva pure come concorrente Mario Giordano.

Anche se il Biscione ha puntato sull'ex Rai per ben altri motivi.
Lilli Gruber con Guido Crosetto (Imagoeconomica).

I veri obiettivi dell’operazione Berlinguer a Mediaset

Se dunque i risultati non sono entusiasmanti, allora bisogna pensare che l’operazione Berlinguer stia servendo ad altro. Così assume valore la questione politico-editoriale, ovvero che Bianca sia utile a Pier Silvio per sganciarsi da un tipo di informazione solo ancorata a destra e sia strategica a Mediaset per accarezzare mondi sconosciuti, come quelli di area Pd ma soprattutto dei 5 stelle: al suo esordio, lunedì, la zarina s’è sparata come ospite d’onore Giuseppe Conte. Insomma, avere in squadra Berlinguer consente al Biscione di dare un colpo al cerchio e uno alla botte: restare vicino al mondo governativo di centrodestra, ma stabilire pure un filo rosso con l’opposizione. E poi Pier Silvio da tempo auspicava una Rete4 non monopolizzata dai melonian-salviniani. Per questo è arrivata Bianca. Poi, come canta De Gregori, magari «la ragazza si farà» e arriveranno anche i risultati. Per la gioia dei capataz di Cologno, che al momento piangono per la sforbiciata alla pubblicità in access prime time in favore della “zarina”.