Citroën C4 Picasso, spazio alla comodità

07 Ottobre 2015 10.03
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Se siete alla ricerca di una vettura davvero comoda per
cinque persone (anche se tutte giocano a basket), con tanto
spazio anche per i bagagli, allora la C4 Picasso
potrebbe fare al caso vostro. A caratterizzarla è, innanzi
tutto, l’estetica originale, con l’anteriore che spicca per
le luci diurne orizzontali, poste ai lati della sottile
mascherina con il marchio dei “double Chevron”.

L’abitacolo, poi, è davvero luminoso
(soprattutto con il tetto panoramico), grazie anche al parabrezza
molto alto e alle alette parasole che possono scorrere in avanti
e indietro. Degna di Star Trek la strumentazione, tutta digitale:
sul fondo della plancia, il display da 12
pollici
ha funzioni (tachimetro, contagiri eccetera)
personalizzabili in tre diverse modalità, mentre lo
schermo a sfioramento di 7 pollici sulla console
raggruppa le principali funzioni di bordo (climatizzatore,
navigatore, sistema multimediale). Alla voce comodità bisogna
poi ascrivere le tre poltrone posteriori singole e scorrevoli che
consentono di modulare il baule fra i 537 e i 630
litri
, davvero parecchi per un’auto lunga 443 cm. Tra
gli optional, inoltre, troviamo anche l’appoggiapiedi per il
passeggero anteriore, oltre alla funzione massaggiante per i
sedili anteriori (entrambi dispongono di un cassetto posto sotto
la seduta).

Le motorizzazioni (tutte Euro 6) comprendono, tra quelle a
benzina, il 1.2 PureTech da 131 cv e il 1.6 THP da 165
cv
, e, tra quelle a gasolio, il 1.6 BlueHDi da
99 o 120 cv, e il 2.0 BlueHDi da 150 cv
. Su strada, la
C4 Picasso sorprende per la comodità con cui affronta anche
lunghi viaggi (noi l’abbiamo messa alla prova con un
Milano-Lecce): ottima insonorizzazione, sospensioni capaci di
assorbire ogni asperità (solo le posteriori soffrono le buche
più profonde), climatizzazione perfetta.

Tra le curve, lo sterzo è abbastanza diretto e
preciso
, e assicura una buona tenuta di strada,
insospettabile per una vettura con carrozzeria alta. Nel traffico
e in manovra, si apprezza poi la visibilità: non esistono
praticamente angoli bui, anche se dietro, in parcheggio, i
sensori si sono rivelati utili in più di un’occasione. La
vettura in prova disponeva anche dell’assistenza in parcheggio:
l’auto trova lo spazio sufficiente e ruota il volante in
autonomia; al pilota non resta che dosare acceleratore e freno.
Infine, in città il raggio di sterzata di 10,8 metri ha
consentito di manovrare con agilità nel traffico.

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