Adriana Belotti

Macché Boldrini, le priorità dei disabili sono altre

Macché Boldrini, le priorità dei disabili sono altre

22 Settembre 2018 12.00
Like me!

La notizia della polemica relativa al posto a sedere riservato a persone disabili a bordo di un aereo di Alitalia e occupato invece dall’ex presidente della Camera Laura Boldrini ha fatto molto rumore mediatico nei giorni scorsi. Inizialmente avevo erroneamente capito che il passeggero a cui Laura Boldrini aveva “rubato” il posto fosse disabile e mi ero molto arrabbiata. I sedili che da regolamento Alitalia riserva ai passeggeri “a ridotta mobilità” sono generalmente a lato del corridoio per facilitare la deambulazione di chi ha difficoltà motorie. Se a un viaggiatore disabile sono assegnati quei posti particolari, dunque, non è per sfizio ma per rendere più confortevole il suo viaggio. Quindi il sospetto che una rappresentante politica, di sinistra, per giunta, avesse potuto abusare dei suo potere, negando ad un cittadino le condizioni per poter godere di un viaggio confortevole mi aveva fatta imbufalire. Quando ho capito che la “vittima” del sopruso disabile non è, devo ammettere di essere rimasta un po' perplessa da tutta la risonanza mediatica che ha avuto l’episodio.

Chiarisco: un abuso di potere, reale o sospettato, non è mai piacevole. Se la deputata di LeU, in virtù del suo ruolo, avesse realmente (ma a quanto pare non è stato così) chiesto e ottenuto il consenso di occupare un posto di un altro, sarebbe stato deplorevole. Posso capire il disappunto del signore che si è visto negare un servizio per il quale aveva pagato, anche se dagli articoli che ho letto non si evince nulla rispetto a eventuali esigenze specifiche (di salute o altro) che gli abbiano reso necessario prenotare proprio quel sedile. Possiamo presumere che non ci fossero bisogni particolari, altrimenti i media lo avrebbero reso noto. Penso che Alitalia abbia commesso un errore e che abbia fatto bene a scusarsi: non comprendo per quale motivo abbia accampato una giustificazione non vera, visto che appunto non c’era nessun disabile bisognoso del “sedile della discordia”. Al netto di tutte queste considerazioni mi sembra il caso di ridimensionare il peso di tutta la vicenda.

LA STORIA DI SALVATORE CIMMINO? IGNORATA DA TUTTI I MEDIA

Tanto rumore e indignazione per “quel posto riservato al disabile” e il “disabile” manco era a bordo! Ripeto, risulta antipatico il comportamento di Alitalia ma sinceramente non mi sembra che sia stato leso alcun diritto fondamentale di nessuno. Se vogliamo indignarci per i diritti negati delle persone con disabilità facciamolo in modo pertinente. Non occorre un grande sforzo, basta digitare le giuste parole chiave sul motore di ricerca in internet. Scrivete “disabili” e, uragano Boldrini a parte, vi si aprirà un mondo: genitori disperati e (giustamente) arrabbiati perché ai loro figli con disabilità viene negata l’assistenza igienico-sanitaria a scuola o per la mancanza di insegnanti di sostegno, auto parcheggiate su rampe e marciapiedi, autisti di autobus che si rifiutano di azionare le rampe per la salita delle persone in sedia a rotelle, tanto per citare alcuni esempi. E mentre tutti siamo occupati e preoccupati di stabilire se la Boldrini è una strega cattiva o la vittima di una fake news (preciso di non essere una sua fan), altre notizie molto più degne di nota ci sfuggono completamente da sotto gli occhi.

Quanti di voi sanno chi è Salvatore Cimmino, cos’ha fatto e perché? È un nuotatore privo di una gamba che compie imprese sportive fenomenali e usa la visibilità mediatica che ne deriva per portare all’attenzione pubblica i diritti delle persone con disabilità. L’Associazione Coscioni lo ha scellto come simbolo 2018 per le battaglie a tutela della disabilità. L’ultima sfida l’ha vinta questa settimana nuotando da Ponza a Ventotene in 16 ore e mezzo per “portare a galla” alcuni importanti diritti come l’attuazione dei Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (Peba), l’autonomia e l’inclusione, l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e il rispetto della Convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità. È un grande attivista eppure la notizia della sua traversata non compare nelle prime 10 pagine di google sotto la voce “disabile”. La news della Boldrini invece è tra le prime dell’elenco. Come lettori, se vogliamo, possiamo influenzare la qualità dell’informazione (per lo meno quella on line) attraverso i nostri “click”. Utilizziamo questo potere per portare l’attenzione su ciò che conta davvero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ARTICOLI CORRELATI

Commenti: 0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *