Proteste a Bologna contro il comizio di Forza Nuova

Proteste a Bologna contro il comizio di Forza Nuova

Circa 500 manifestanti si sono radunati in piazza Maggiore per contestare l'intervento del leader Roberto Fiore. Tensione con le forze di polizia. Cariche e un fermo.

20 Maggio 2019 16.30

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Tensioni a Bologna tra forze dell'ordine e centri sociali, scesi in piazza per protestare contro il comizio del leader di Forza Nuova, Roberto Fiore. I manifestanti, partiti da piazza Verdi, dopo essere passati sotto le Due Torri, hanno cercato di raggiungere piazza Galvani dove, alle 18.30, era in programa il comizio elettorale in vista delle elezioni europee. In via dell'Archiginnasio alcuni attivisti che volevano portare in piazza uno striscione ('La strage del 2 agosto oggi grida ancora più forte') si sono spintonati con gli agenti della Digos. Il corteo poi è ripartito verso via Farini, dove davanti al tribunale ha trovato la strada sbarrata dagli agenti in tenuta antisommossa e dalle camionette della polizia. Le forze dell'ordine hanno poi respinto con una carica, in piazza Maggiore, il corteo dei collettivi bolognesi. I manifestanti hanno cercato di sfondare il cordone di polizia, protetto con delle grate e a quel punto è partita la carica.

CIRCA 500 I MANIFESTANTI ACCORSI IN PIAZZA MAGGIORE

Sono circa 500 gli attivisti dei centri sociali che si sono radunati in piazza Maggiore per la contromanifestazione organizzata in occasione dell'iniziativa elettorale di Forza Nuova in Piazza Maggiore. 'Fiore l'università non ti vuole' si legge su uno dei cartelloni, in un altro 'A Bologna saranno sempre le 10.25'. Dall'alto sorvola la piazza l'elicottero della polizia. I mezzi blindati delle forze dell'ordine in tenuta anti sommossa presidiano la piazza. Una persona è stata fermata dalla polizia dopo gli scontri. Il corteo dei collettivi è ripartito lungo via Rizzoli, scortato dalla Digos. Intanto una ventina di militanti di Forza Nuova si sono radunati in piazza Galvani, in attesa dell'arrivo di Fiore. I forzanovisti sono arrivati intonando "Boia chi molla" e sventolando bandiere dell'Italia e del movimento di estrema destra.

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