Polemiche a Bologna per la proiezione di un film russo sulla guerra in Ucraina

Redazione
10/01/2024

Si tratta de Il Testimone, pellicola di propaganda uscita nel 2023 e finanziata dal ministero della Cultura di Mosca. Il sindaco Matteo Lepore ha condannato l'evento, previsto per il 27 gennaio, e ha espulso un consigliere dei Verdi che lo ha difeso. Ma l'iniziativa pare sia ancora in programmazione.

Polemiche a Bologna per la proiezione di un film russo sulla guerra in Ucraina

A Bologna sta facendo discutere la scelta del centro culturale Villa Paradiso di proiettare, in occasione del 27 gennaio, il film russo Il Testimone.  Il film è considerato parte della propaganda filo putiniana sulla guerra in Ucraina, e da tempo viene fatto circolare in vari eventi organizzati da associazioni e persone filorusse in Italia. Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, esponente del Partito democratico, ha condannato l’evento e ha espulso dalla maggioranza Davide Celli, il consigliere dei Verdi che ha difeso la proiezione del film. Il primo cittadino ha anche minacciato di cancellare la concessione all’associazione che gestisce il centro culturale.

Nel film si accusa l’Ucraina di essere responsabile dei crimini russi a Bucha e Mariupol

Il Testimone è un film uscito in Russia nell’agosto del 2023 e finanziato dal ministero della Cultura di Mosca. Secondo quanto riferisce Il Post, il film segue la storia di un violinista belga che si trova in Ucraina il giorno dell’invasione russa, ma che invece di assistere alla brutale operazione militare del Cremlino assiste a «crimini inumani e sanguinarie provocazioni» da parte dei soldati ucraini. Inoltre, alla fine del film appaiono delle scritte che accusano l’Ucraina di essere responsabile dei massacri di Bucha e Mariupol, perpetrati in realtà dalla Russia come ampiamente provato da diverse inchieste e documentazioni.

Davide Celli: «Io andrò a vederlo per farmi un’idea di che tipo di propaganda sia»

Il consigliere dei Verdi che è stato espulso ha spiegato di essere «contrario a ogni forma di censura», perché «credo che tutti noi siamo grandi abbastanza per potere giudicare, per capire che cos’è propaganda e che cosa non lo è, e mi spaventa se vengono messe delle censure e viene detto che certi film non devono essere mostrati in pubblico. Io lo andrò a vedere, perché voglio farmi un’idea di che tipo di propaganda portano avanti». Il sindaco Matteo Lepore ha incontrato i gestori del centro culturale per chiedere loro di annullare l’evento, ma pare che al momento la proiezione risulti ancora in programma.