Bond: Mussari smussa

Redazione
20/01/2011

di Marco Valle La crescita nell’Eurozona prosegue ma l’incertezza resta elevata e nei prossimi mesi aumenterà insieme con l’inflazione. Lo...

Bond: Mussari smussa

di Marco Valle

La crescita nell’Eurozona prosegue ma l’incertezza resta elevata e nei prossimi mesi aumenterà insieme con l’inflazione. Lo ha scritto la Banca centrale europea (Bce) nel bollettino mensile (leggi la notizia), nel quale avvertiva inoltre della necessità di intervenire subito per riforme strutturali e che le tensioni sul debito sovrano esistono anche per Italia, Spagna e Belgio.
L’Eurotower ha avvertito che a dicembre «le tensioni nei mercati del debito sovrano dell’area sono rimaste elevate e, come in novembre, non si sono limitate soltanto a Grecia, Irlanda e Portogallo, ma si sono manifestate anche in altri Paesi dell’area euro, quali Spagna, Italia e Portogallo».

Anche l’Italia nel mirino degli speculatori

L’Italia, insomma, non si è mostrata immune dalla speculazione sui bond dell’area euro e non lo sarà a maggior ragione nei prossimi mesi. I numeri mostrano che la Bce non mente. Il primo dicembre scorso, lo spread (differenziale) tra i buoni del tesoro poliennali (Btp) e il Bund tedesco, considerato un riferimento per il mercato obbligazionario, ha toccato il record di 210 punti. È stata la prima e non sarà l’ultima volta. D’altra parte, con un rendimento del 5% lordo sulle scadenze a dieci anni, i titoli italiani fanno gola.
SERVONO REGOLE. La speculazione fa innervosire il ministro Giulio Tremonti, ma non preoccupa il presidente dell’Associazione bancaria italiana (Abi) Giuseppe Mussari.
«Non c’è alcun rischio per i nostri titoli di Stato, ma è ovvio che c’è invece una speculazione internazionale che a volte colpisce anche l’Italia, come il bollettino della Bce di oggi recita» ha commentato Mussari. «Mi sembra che fino a oggi abbiamo retto bene sia per la qualità dei nostri fondamentali sia per aver saputo contrastare le ondate speculative. Certo qualche regola in più per frenare la speculazione non sarebbe male».

Risparmi al sicuro, ma solo per chi non vende

La maggior parte degli analisti italiani è d’accordo con Mussari e pensa che il debito pubblico del nostro Paese non sia a rischio. Perché è la sua struttura a essere salda: poco meno della metà dei 1.500.000 milioni è in mano agli italiani stessi.
Questo è un buon segnale. Siamo al terzo posto in Europa, secondo i calcoli dell’associazione dei consumatori Aduc. Pur non mettendoci completamente al riparo dalla speculazione dei mercati internazionali, il Btp resta insomma una garanzia. Soprattutto se si tiene in portafoglio fino alla scadenza.
OCCHIO ALLA FLUTTUAZIONE. Il discorso è diverso per chi è abituato a negoziare i titoli sul mercato secondario prima della scadenza. In questo caso bisogna mettere in conto le fluttuazioni dei prezzi, che appaiono molto probabili nei mesi a venire: la volatilità si mangia il rendimento se si vende prima della scadenza.
Un rischio che è stato esplicitato dagli analisti di Raffeisen Capital. «Se la situazione del debito europeo e soprattutto di quello spagnolo diventerà insostenibile, una nuova ondata speculativa si abbatterà sui bond governativi del Vecchio Continente, compresi quelli italiani», hanno scritto in un report. Come dire: speculate gente, speculate.