Bongiorno: «Donne, non sostenete Berlusconi»

Redazione
21/01/2011

«Lo stile e la filosofia di vita di un uomo che riveste la carica di presidente del Consiglio non possono...

«Lo stile e la filosofia di vita di un uomo che riveste la carica di presidente del Consiglio non possono non ripercuotersi sulla vita pubblica. Lo dimostra il fatto che Berlusconi, con le sue parole e i suoi comportamenti, ha inferto una ferita a tutte le donne italiane», a ciascuna delle quali, «nel momento in cui le donne vengono scelte e premiate in base non al merito ma a qualcos’altro che con la professionalità, l’impegno, l’intelligenza ha poco o nulla a che fare, è stata riversata addosso l’inutilità del loro sacrificio». Così, Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera, in una lettera indirizzata al direttore di Repubblica, Ezio Mauro, è intervenuta sugli scandali sessuali di Silvio Berlusconi.
«Se prima di condannare è necessario aspettare che si faccia chiarezza sulla sussistenza di certi reati, non si può ignorare che non tutto quanto è emerso in questi giorni è in attesa di giudizio», ha scritto l’avvocato e deputata finiana.
«Il contesto oggettivo in cui sarebbero maturate le vicende processuali non ha improvvisamente squarciato un velo e mostrato un profilo imprevisto e del tutto inedito del premier», perché l’opinione di Berlusconi sul gentil sesso, che «ha un’enorme rilevanza politica», è stata «da lui stesso espressa in modo inequivocabile con battute, barzellette, colloqui pubblici e privati».
NON COPRIRE CON L’ALIBI DEL SEGRETO A questo si aggiunge che «mai le battaglie del presidente del Consiglio hanno coinciso con le battaglie delle donne». L’avvocato ha invitato a «non coprire con l’alibi del segreto istruttorio o con il fragile scudo della privacy ciò che segreto non è, e nemmeno riservato». In questo contesto, ha sostenuto Bongiorno, «sono le donne che per prime devono farsi forti della loro dignità e della consapevolezza del loro valore per esprimere a voce alta lo sdegno che questa mentalità suscita nella stragrande maggioranza di noi. Se credono, gli uomini continuino pure ad ammirare e a sostenere Silvio Berlusconi; le donne, per favore, no».