Bonomi senza laurea non molla la presa sulla Luiss

Paolo Madron
10/10/2023

I 400 COLPI. Giallo all'ateneo romano. L'ancora per poco capo di Confindustria, che senza "pezzo di carta" non può guidarlo, sembra uscito di scena dopo la nomina di Luigi Gubitosi alla presidenza. Ma è tutt'altro che rassegnato: potrebbe rientrare come ad o cambiare all'ultimo obiettivo e puntare al vertice del Sole 24 Ore.

Bonomi senza laurea non molla la presa sulla Luiss

Lodevole anche se bizzarra scoperta dell’importanza della laurea. Era dai tempi de L’avvelenata di Francesco Guccini («Mia madre non aveva poi sbagliato a dir che un laureato conta più di un cantante», lontano 1976) che il “pezzo di carta” non riceveva tanta attenzione. In quasi simultanea sono emersi due casi di cui si è molto parlato. Quello di Dario Fabbri, analista geopolitico sbugiardato dalla maniacale campagna di un professore di Pavia. E quello di Carlo Bonomi, presidente di Confindustria, che essendo privo del titolo si è visto sbarrare la strada al vertice della Luiss, l’università romana per tradizione cimitero degli elefanti degli ex presidenti che vanno a svernare con tutti gli agi dopo ave guidato l’associazione.

Bonomi senza laurea non molla la presa sulla Luiss
Carlo Bonomi (Imagoeconomica).

Qui è il secondo caso che ci interessa, vuoi per i personaggi coinvolti che ambiscono a essere crema della classe dirigente, vuoi perché protagonista è un sindacato degli imprenditori in subbuglio. C’è da scegliere il nuovo leader e la corsa verso maggio 2024, data dell’incoronazione di quello nuovo, già da tempo è partita. Con mosse prevedibili e qualche colpo di scena. Come appunto questo della Luiss.

Bisogna mettersi il cuore in pace e tornare a lavorare, ma Bonomi non ha un’azienda…

Succede che Carlo Bonomi, l’attuale capo di viale dell’Astronomia, essendo sprovvisto di laurea, non possa ambire a guidarla. C’è una norma governativa per cui solo un laureato può farlo. Cosa si fa in questi casi? Ci si mette il cuore in pace e si torna a lavorare. Ma Bonomi, catalogato secondo la definizione agnelliana tra i professionisti di Confindustria che fanno carriera nel potere confindustriale senza avere alle spalle un’attività che lo giustifichi, non ha una sua azienda per poterlo fare.

Gubitosi ha vinto la concorrenza dell’ex ministra Severino

Oppure si cerca di cambiare la norma, ma da questo punto di vista la soluzione costituirebbe un precedente pericoloso. Tertium, ci si fa nominare amministratore delegato. Ed è di questo che si parla nei corridoi del potere romano anche alla luce del fatto che, colpo di scena, alla presidenza dell’ateneo è stato nominato Luigi Gubitosi, manager di lungo corso e dai solidi legami (ma sì, per una volta diciamolo) con i poteri forti, che alla fine ha vinto la concorrenza dell’ex ministra Paola Severino.

Bonomi senza laurea non molla la presa sulla Luiss
Luigi Gubitosi (Imagoeconomica).

L’idea: il cda del Sole 24 Ore scade ad aprile 2024, Bonomi a maggio…

E Bonomi che fa? Abbozza o medita il clamoroso rientro? Per il momento il quasi ex presidente se ne sta sottotraccia anche se, a guardare bene i nuovi organigrammi della A-Luiss, l’associazione controllata da Confindustria a sua volta controllare l’università romana, ha piazzato quasi tutti suoi fedelissimi. Se tanto mi dà tanto, vuol dire che non ha alcuna intenzione di mollare la presa. E se invece alla fine la presa dovesse scivolargli di mano? Le malelingue, che negli ambienti confindustriali non difettano, sostengono che potrebbe andare a fare il presidente del Sole 24 Ore. L’attuale consiglio di amministrazione del giornale rosa scade ad aprile dell’anno prossimo, lui a fine maggio. Ci sarebbe quindi lo spazio per autonominarsi, privando il suo successore del piacere/diritto di metterci becco. Troppo audace? Forse, ma Bonomi tra tante debolezze ha una dote che non gli fa difetto: la determinazione. Finora però gli è andata male due volte: Lega Calcio ed Enel. Una terza sarebbe esiziale.