Inps, via al bonus da 600 euro: sito in tilt

Redazione
01/04/2020

Dalle 13 circa non è stato possibile accedere alla piattaforma dell'ente. Ma è sorto un ulteriore problema: la privacy di alcuni utenti è stata violata per oltre un'ora. La vicepresidente dell'ente Maria Luisa Gnecchi: «È una cosa gravissima che non deve succedere. Sarà oggetto di verifica». Ma la colpa, per il presidente Tridico, è degli «attacchi hacker».

Inps, via al bonus da 600 euro: sito in tilt

Cento domande al secondo. Circa 300 mila richieste dall’una alle 8.30. Il primo giorno del bonus da 600 euro per i lavoratori autonomi e i liberi professionisti è iniziato col botto, secondo quanto riferito dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico. «Una cosa mai vista sui nostri sistemi». E, infatti, per molto tempo, non è stato possibile accedere al servizio: il sito risultava inaccessibile.

Ma il problema non è stato soltanto l’accesso alla piattaforma. Come ricostruito da Lorenzo Pregliasco, co-fondatore di YouTrend, sul sito dell’Inps sono stati «visibili i dati di altre persone. Inclusi dati come invalidità, maternità ecc. Mi sembra gravissimo». Un grosso problema di violazione della privacy, quindi, che ha spinto a Pregliasco a chiedersi: «Ma se un’azienda facesse una cosa del genere, quali sarebbero le conseguenze? Le regole sono le stesse per un ente pubblico?».

La risposta è arrivata da Lucio Scudiero, avvocato specializzato in materia di diritto della protezione dei dati personali, diritto Ue e delle nuove tecnologie: «Il quadro giuridico è il gdpr anche per la P.A. con questo data breach Inps rischia richieste risarcitorie e sanzione Garante Privacy». Secondo Repubblica, la violazione dei dati personali è durata circa un’ora: dalle 12 alle 13.

GNECCHI: «È UNA COSA GRAVISSIMA CHE NON DOVEVA SUCCEDERE»

Il “buco” sul sito dell’Inps con lo scambio di identità tra gli utenti «è una cosa gravissima che non deve succedere» e «sarà oggetto di verifica», ha detto la vicepresidente dell’ente Maria Luisa Gnecchi sottolineando che il problema è durato cinque minuti. Gnecchi ha detto comunque che nessuno perderà il sussidio e che se le risorse dovessero esaurirsi saranno rifinanziate. Nessuno, ha detto, «resterà senza bonus. Cerchiamo di collaborare».

Il messaggio sull’homepage del sito Inps, comparso intorno alle 13

TRIDICO: «ABBIAMO SUBITO ATTACCHI HACKER»

«Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi, e anche stamattina, violenti attacchi hacker», ha spiegato Tridico, «questa mattina si sono sommati ai molti accessi e il sito non ha retto. Per questo abbiamo ora sospeso la piattaforma. Ovviamente, nei giorni scorsi, abbiamo informato le autorità di sicurezza nazionale, polizia e ministri vigilanti». Ma la riapertura della piattaforma è già in programma per il 2 aprile. Con orari alternati per evitare ulteriori blocchi. «Dalle 8.00 alle 16.000 per patronati e consulenti e dalle 16.00 per i cittadini», ha spiegato il presidente dell’Inps.

Prima c’hanno riprovato col #clickday mascherato, comunicando che le domande per il contributo – comunque insufficiente…

Posted by Luciano Nobili on Wednesday, April 1, 2020

NOBILI (ITALIA VIVA): «INVECE DI SCUSARSI, TRIDICO SFOTTE AUTONOMI E PARTITE IVA»

C’è chi non ha gradito l’organizzazione dell’Inps, lamentando anche un problema di accesso al sito dell’ente. «Prima c’hanno riprovato col clickday mascherato», attacca sulla sua pagina Facebook il deputato di Italia viva Luciano Nobili, «comunicando che le domande per il contributo – comunque insufficiente – di 600 euro ai lavoratori autonomi sarebbe stato comunque assegnato in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande: il contrario di quanto assicurato dal Governo. Poi», continua il deputato, «dopo le nostre proteste, l’Inps in serata si smentisce e corregge. Ma la frittata è ormai fatta e il sito è in tilt da ore, anche a causa del prevedibile alto flusso di domande, vista l’incivile corsa al contributo provocata. E stamattina», conclude Nobili, «il presidente Tridico invece di scusarsi, sfotte autonomi e partite Iva dichiarando che “non c’è fretta”.‬ Davvero un capolavoro di confusione e un record di faccia tosta che gli italiani non meritano».