Il governo cancella il bonus baby sitter Inps per il 2019

03 Aprile 2019 13.06
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Addio al beneficio per il servizio di baby sitter per le mamme che rinunciano al congedo parentale: la legge di bilancio per il 2019 non ha prorogato la norma che consentiva alle mamme di "scambiare" il congedo parentale con un bonus fino a 600 euro mensili per un massimo di sei mesi (quelli previsti per il congedo parentale facoltativo) per pagare la baby sitter o l'asilo nido. Lo scrive l'Inps in un messaggio nel quale chiarisce che chi lo ha già chiesto entro l'anno scorso deve usarlo entro il 31 dicembre 2019.

LA CIRCOLARE DELL'INPS

La legge di bilancio per il 2019 – scrive l'Inps – non ha previsto il rinnovo del beneficio «contributo per i servizi di baby-sitting e per i servizi all'infanzia» introdotto in via sperimentale per il triennio 2013-2015 e prorogato per il biennio 2017-2018. Pertanto dal 1° gennaio 2019, le madri lavoratrici non possono più presentare domanda per l'accesso al beneficio. Le madri beneficiarie potranno usufruire delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting entro il 31 dicembre 2019, con possibilità di dichiararle entro il 29 febbraio 2020 nell'apposita sezione del Libretto Famiglia. Non è possibile – sottolinea l'Inps – lo svolgimento delle prestazioni lavorative per i servizi di baby-sitting oltre la data del 31 dicembre 2019. Qualora residuassero mesi interi di beneficio non fruito, questi saranno considerati oggetto di rinuncia con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi interi di congedo parentale (il beneficio è divisibile solo per mesi).

PER I MESI NON USUFRUITI SI PUÒ CHIEDERE IL CONGEDO

Ad esempio – prosegue il messaggio – «nel caso di lavoratrice che abbia ottenuto un contributo baby-sitting di tre mesi (importo 1.800 euro) e abbia utilizzato il contributo, al 31 dicembre 2019, per un importo pari a 610 euro, si considera oggetto di rinuncia un solo mese, mentre gli altri due si considerano entrambi fruiti in ragione del superamento dell'importo di 600 euro, che determina l'impossibilità di frazionare il secondo mese di fruizione». Il contributo per far fronte agli oneri degli asili nido invece potrà essere fruito fino al 31 luglio 2019. Gli eventuali mesi interi di beneficio non fruiti entro il termine suddetto saranno considerati oggetto di rinuncia, con conseguente ripristino dei corrispondenti mesi di congedo parentale.

RIMPALLO TRA LEGA E M5S

Fonti della Lega, intanto, hanno fatto sapere che «il cosiddetto voucher babysitter è sempre stato gestito dal ministero del Lavoro di Luigi Di Maio». Il Carroccio, nell'ultima sessione di bilancio, «ha presentato emendamenti per il rifinanziamento della misura sia alla Camera, sia al Senato. Ci auguriamo che Di Maio voglia porre rimedio al mancato rinnovo». Il M5s ha espresso sorpresa per l'attacco rivolto contro Di Maio, definito «illogico visto che come maggioranza in commissione Bilancio non abbiamo votato mai in difformità». Dunque gli emendamenti citati dalla Lega, «se la Lega li ha presentati come dice poi deve averli ritirati». Il voucher baby sitter, secondo fonti pentastellate, «non è stato rifinanziato nel 2019 perché vi aderivano pochissime famiglie, nemmeno 10 mila mamme».

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