Johnson insiste con l’idea di rinegoziare la Brexit

Il neo premier britannico continua a dire che l'intesa va cambiata, ma che lui vuole l'accordo con l'Ue. La Francia di Macron lo avverte: «Niente giochetti». Angela Merkel lo ha invece direttamente invitato a Berlino per un confronto.

26 Luglio 2019 17.23
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Boris Johnson insiste con l’idea di rinegoziare l’intesa raggiunta con l’Ue sulla Brexit, dunque si mostra disposto a volere un accordo e a non puntare su una hard Brexit, ma non vuole accettare l’intesa che 27 Paesi Ue e il suo guidato allora da Theresa May hanno sottoscritto. Il punto dolente è sempre lo stesso: il backstop sul confine irlandese, se non dovesse essere trovata un’alternativa all’attuale intesa, ha spiegato un portavoce del governo britannico, il Regno Unito «uscirà» comunque. «Non ho date» di nuovi colloqui, ha detto, ma «le basi per discutere sono chiare: l’accordo di recesso non passerà in Parlamento e va riaperto». Johnson «sarà energico nel cercare un (nuovo) deal, ma se un deal non è possibile, noi usciremo».

Borsi Johnson durante il suo primo discorso al parlamento britannico, il 25 luglio 2019.

PARIGI: «NO A GIOCHETTI E PROVOCAZIONI NEI NEGOZIATI»

La Francia ha però messo in guardia Johnson da eventuali «giochetti», «posture» o «provocazioni» nei negoziati sulla Brexit: intervistata questa mattina dalla tv di Stato France 2, la segretaria di Stato francese agli Affari europei, Amélie de Montchalin, ha auspicato che «nelle settimane a venire» si negozi «in moldo calmo» e «in condizioni serene» sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Johnson? «Preferisco commentare gli atti piuttosto che i discorsi, soprattutto i discorsi elettorali o di ingresso al governo. Preferisco che si possa lavorare» con lui, ha spiegato, aggiungendo che oggi «abbiamo l’accordo sul tavolo» riguarda le nostre «relazioni future» e «bisogna essere responsabili». «Questo», ha avvertito, «significa che bisogna essere chiari, prevedibili, bisogna riuscire a creare una relazione di lavoro, che non sia nei giochetti, nelle posture, nelle provocazioni». «Se non c’è accordo», ha concluso Montchalin, «ciò significa che non avremo relazioni di fiducia».

INVITATO A BERLINO DA MERKEL

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha invece direttamente invitato a Berlino il nuovo primo ministro britannico, Johnson, «per parlare di Brexit», come ha scritto su Twitter la portavoce del governo tedesco, Ulrike Demmer, riferendo di un colloquio telefonico tra i due premier. Johnson ha accettato l’invito della cancelliera.

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