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Boris Johnson ha lanciato la sua campagna per Downing Street

Boris Johnson ha lanciato la sua campagna per Downing Street

L’ex ministro degli Esteri è il favorito per la sfida tra i Tory alla successione di Theresa May. E sulla Brexit assicura: «Il 31 ottobre usciamo, con o senza accordo».

12 Giugno 2019 17.14

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Basta rinvii della Brexit, nessuna proroga oltre il 31 ottobre. Boris Johnson rilancia la sua parola d’ordine – insistendo di volere un buon accordo di divorzio dall’Ue, ma d’esser pronto anche al no deal – nel primo evento pubblico oggi a Londra della sua gara per la successione a Theresa May come leader Tory e premier britannico.

L’ex ministro degli Esteri brexiteer, accusato finora di essere sfuggito al confronto, ha tra l’altro accettato alcune domande dai media. E si è detto convinto di essere il candidato più capace di sconfiggere in una futura sfida elettorale il laburista Jeremy Corbyn, essendo stato già in grado di «vincere due volte» in passato le elezioni a sindaco di Londra. Johnson resta il favorito per il dopo May e continua a veder crescere il consenso interno al gruppo parlamentare conservatore: oggi è stata la volta dell’endorsement del ministro per la Brexit in carica, Stephen Barclay. Ma è stato anche preso di mira all’esterno dell’evento e accusato di dire bugie da un drappello di contestatori pro Remain.

«IL NO DEAL ULTIMA RISORSA»

«Il mio obiettivo non è un no-deal», ma il no deal deve restare sul tavolo come «ultima risorsa», ha detto Johnson rispondendo ai media, «è uno strumento vitale dei negoziati» per cercare «un accordo molto migliore di quello attuale», dice Johnson, insistendo che «il modo migliore d’evitare un divorzio senz’accordo è prepararsi» e che comunque un ulteriore rinvio dell’uscita dall’Ue «significa sconfitta, significa Jeremy Corbyn» al governo.

GLISSATE LE DOMANDE SULLA COCAINA

Johnson si è presentato al primo appuntamento pubblico della sua campagna, sotto lo slogan ‘Back Boris‘ (sostieni Boris), indossando i panni del favorito. Ha ribadito il suo messaggio ottimistico e senza compromessi sulla Brexit, ma restando sulle generali e abbassando un po’ i toni. Ha glissato poi sulla domande personali, da quella sull’uso della cocaina (ammesso 11 anni fa una singola volta ai tempi dell’università) a quella sui suoi tradimenti e fallimenti coniugali.

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