Francesca Buonfiglioli

Borrelli, gli attacchi del M5s e il nuovo movimento

Borrelli, gli attacchi del M5s e il nuovo movimento

15 Febbraio 2018 12.38
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Anche nei confronti di David Borrelli è partita la solita e ben rodata «macchina del fango». Non ha dubbi chi conosce sia l'eurodeputato uscito dal Movimento 5 stelle sia le dinamiche pentastellate. Successe così anche con Federico Pizzarotti, accusato di «inciuciare col Pd». Ed è ancora fresco, in Veneto, il caso di Ferdinando Garavello, responsabile locale della Comunicazione, che in una chat WhatsApp creata con 75 candidati dettava la linea: «Ognuno di voi va a cercarsi diretti concorrenti e tira fuori tutto il peggio che si può tirar fuori», scriveva chiedendo ai pentastellati in corsa di scovare «nefandezze, foto imbarazzanti, dichiarazioni e tutto quello che può servire a fare campagna negativa su di loro».

DA MOTIVI DI SALUTE A MOTIVI DI POLTRONA? Non stupisce dunque che, come ha riportato La Stampa, fonti vicine a Luigi Di Maio abbiano dichiarato che Borrelli avrebbe lasciato il M5s dopo un secco rifiuto a un terzo mandato o un posto come dirigente. E che davanti a un no secco abbia deciso di sbattere la porta. Dunque, i «motivi di salute» dichiarati nella nota a firma della capo delegazione M5s e lontani dalla verità nel giro di poche ore si sono trasformati in «motivi di poltrona». Fumo negli occhi per l'elettore e l'attivista pentastellato.

«COSÌ MINANO LA SUA CREDIBILITÀ». «Così si mina la sua credibilità», spiega sempre chi conosce Borrelli, «del resto lui sa tanto e se decidesse di parlare…». Anche la voce di un presunto coinvolgimento in una Rimborsopoli europea sarebbe totalmente priva di fondamento. Gli eurodeputati sono tenuti a versare solo 1.000 euro al mese, nulla a che vedere con le "donazioni" e le rendicontazioni dei nazionali. Più realistico pensare che alla base della rottura ci sia stato un raffreddamento dei rapporti con Casaleggio. Il presidente di Rousseau si sarebbe legato al dito l'assunzione della fidanzata di Borrelli nello staff dell'europarlamentare Isabella Adinolfi. Di per sé non vietata dalle regole pentastellate, non trattandosi né di moglie né di una parente, senza contare che la stessa Adinolfi garantì di non aver subito alcuna influenza dal collega. Ma siamo sempre davanti a un'ipotesi che, per quanto verosimile, non è confermata.

A smentire le voci della richiesta di una nuova candidatura o di una poltrona sicura è intervenuto il diretto interessato con un post. «Non ho MAI chiesto, e dico MAI, pregato di fare il terzo mandato né di farmi trovare un posto da dirigente a Bruxelles!», ha messo in chiaro Borrelli. «Nel caso in cui il virgolettato attribuito a Di Maio fosse vero, vorrei che mi si spiegasse quando e in quale occasione avrei fatto tale richiesta. Le meschine illazioni sulla mia vita privata e sulla mia famiglia non hanno bisogno di commenti». Borrelli, tra l'altro, è storicamente un "movimentista", legato al M5s dalle origini. E si è sempre detto contrario all'abolizione del secondo mandato. Senza se e senza ma, a differenza di altri esponenti M5s più possibilisti, come Danilo Toninelli o Massimo Bugani entrambi dell'ala governista di Di Maio e Casaleggio.

Repetita iuvant…La Stampa pubblica anche oggi un articolo inventato di sana pianta. Sarà la prima testata a ricevere…

Geplaatst door David Borrelli op woensdag 14 februari 2018

Se Di Maio ha detto di non essere riuscito a mettersi in contatto con lui (almeno così era fino al 14 febbraio) – «Non l'ho sentito e nemmeno mi ha risposto al telefono. Dovete chiedere a lui», ha risposto secco – sicuramente l'eurodeputato si è fatto vivo con Milano. «David Borrelli ha comunicato all'Associazione Rousseau le sue dimissioni dall'incarico che ricopriva», ha fatto sapere dal Blog Davide Casaleggio. «Ne prendiamo atto. Entrano come nuovi soci Pietro Dettori ed Enrica Sabatini (leggi il profilo) che affiancheranno me e Massimo Bugani nel perseguimento degli scopi dell'Associazione». Borrelli dunque è stato sostituito con due new entry: il fedelissimo Dettori e Sabatini, consigliera comunale a Pescara, professoressa universitaria, ma soprattutto da qualche mese considerata l'astro nascente del Movimento. Non solo ha organizzato il Villaggio Rousseau nella sua città il 19, 20 e 21 gennaio, ma ha pure accompagnato Casaleggio nel viaggio in Brasile per presentare la piattaforma.

IL NUOVO MOVIMENTO. In futuro, archiviati Movimento e Rousseau, Borrelli aderirà a un nuovo progetto. «Un movimento, che nascerà a breve», ha scritto, «e che si occuperà proprio di imprenditori e risparmiatori. Lo devo a loro, lo devo alla mia vita». Borrelli, del resto, prima che un politico è un imprenditore del digitale (leggi i business dell'eurodeputato) ed è da sempre vicino a Confapri confluita in Salviamo L'Italia. «Una rete di decine di associazioni di produttori italiani», si legge sul sito, che hanno «divulgato una serie di “proposte di Legge” che, se attuate, permetterebbero all’Italia e ai suoi cittadini di rinascere e progredire». Con Gianroberto Casaleggio, Beppe Grillo e Vito Crimi figurava tra i fondatori del think tank Group dell'associazione guidata da Arturo Artom e Massimo Colomban. E pare sia stato propio Borrelli a convincere quest'ultimo ad accettare l'incarico di assessore delle Partecipate a Roma.

L'ASSE CON COLOMBAN. Colomban, dopo aver saputo dello strappo del pentastellato, al Fatto lo ha definito «un imprenditore con le mie stesse idee, una persona che stimo. […]. E come me crede nell'Italia degli imprenditori e dei risparmiatori, quella che produce». Imprenditori e risparmiatori: le stesse parole su cui ha insistito Borrelli. Fatti e indizi che portano a una sola conclusione: un progetto comune. Non è passato inosservato il fatto che l'ex assessore il 15 febbraio una intervista al Corriere sia tornato ad esprimersi sul M5s, criticando non solo la sindaca Virginia Raggi («stakanovista ambiziosissima» che non voterebbe) ma anche Grillo – «un istrione e un sognatore» che «di economia capisce poco. Adatta il socialismo reale al terzo millennio. Tende a mandare in vacca gli argomenti» – dipingendolo ancora come il vero e unico dominus del M5s.

IL RICHIAMO DEI LEGHISTI DELUSI. «Un nuovo partito?», sorride però chi conosce Borrelli. «Pare francamente un po' affrettato. Forse è un movimento di opinione». Sì, ma contro il Movimento? «Chiunque sa un poco di politica è consapevole che lanciare un movimento contro un altro partito non è un'operazione intelligente». Possibile invece che questo incubatore attiri leghisti delusi dalla gestione salviniana. Che nel Veneto di Luca Zaia non mancano certo, visto che i suoi uomini – come quelli del governatore lombardo Roberto Maroni – sono stati esclusi dalle liste del Carroccio. Ma per saperlo occorre aspettare il 5 marzo.

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