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Lo spread e la Borsa italiana del 12 giugno in tempo reale

Lo spread e la Borsa italiana del 12 giugno in tempo reale

Piazza Affari chiude a -0,7%. Deboli le principali piazze europee e Wall Street. Il differenziale Btp-Bund poco mosso. Asia in ribasso.

12 Giugno 2019 06.03

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La Borsa di Milano ha chiuso in negativo la seduta del 12 giugno 2019, con il Ftse Mib a -0,71%. Borse europee tutte in calo: Londra -0,42%, Parigi -0,62% e Francoforte -0,33%. Debole anche Wall Street: Dow Jones -0,17%, Nasdaq -0,38%, S&P 500 -0,20%.

Sugli indici italiani hanno pesato il confronto tra governo e Commissione europea sui conti del Paese. Il calo del petrolio ha frenato i titoli legati all’energia con Saipem che ha lasciato sul terreno il 3,65%. Maglia nera è stata Tenaris (-4,36%) che ha dato l’addio alla Borsa di Buenos Aires mentre resta quotata a Milano. Sotto vendita anche Pirelli (-2,85%), Buzzi (-2,51%) e i bancari. Tra i peggiori Banco Bpm (-2,23%), Unicredit (-2,1%) e Ubi (-2,05%).

LO SPREAD CHIUDE A QUOTA 266

Mentre lo spread tra Btp e Bund ha chiuso vicino ai 266 punti base. Buon passo per Mediaset (+1,45%) sopra il diretto di recesso relativo alla superholding in Olanda con l’ad di Prosieben, di cui il Biscione ha da poco acquistato il 9,6%, che ha indicato come le partnership siano un fattore di successo. In evidenza anche Azimut (+1,71%).

ASIA IN RIBASSO, CEDE HONG KONG CON LE PROTESTE

Mercati asiatici in ribasso con l’indice Hang Seng di Hong Kong che ha ceduto l’1,9% mentre nella città continuano le proteste contro la controversa proposta di legge sulle estradizioni in Cina che molti abitanti temono possa ulteriormente erodere l’autonomia legale del territorio. I rinnovati nervosismi nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Pechino hanno pesato sul sentiment a Wall Street e di conseguenza anche i mercati a Est hanno tenuto un atteggiamento ribassista. A Tokyo il Nikkei ha chiuso con un calo dello 0,35%, in Cina Shanghai ha perso circa mezzo punto percentuale, Shenzhen poco meno. Giù anche il Kospi della Corea del Sud (-0,15%) insieme con Mumbai (-0,6%). In controtendenza solo Taiwan, che ha chiuso in lieve rialzo (+0,07%). Occhi degli investitori puntati su alcuni dati macro economici dagli Usa, come le richiesta di mutui, inflazione e le scorte di petrolio.

GLI AGGIORNAMENTI DI BORSA IN DIRETTA

22.05 – CHIUSURA NEGATIVA PER WALL STREET

Chiusura negativa per Wall Street con l’indice Dow Jones che cede lo 0,17% a 26.004,83 punti e il Nasdaq in ribasso dello 0,38% a 7.792,72 punti. Negativo anche lo S&P 500 che perde lo 0,20% a 2.879,84 punti. Affonda il petrolio, che chiude in calo del 4% a 51,14 dollari al barile. A pesare è l’aumento delle scorte petrolifere americane e i timori di un rallentamento della domanda.

18.00 – LE BORSE EUROPEE CHIUDONO IN FLESSIONE

Le Borse europee chiudono in calo. Parigi cede lo 0,62% con il Cac 40 a 5.374 punti. Francoforte perde un 0,33% con il Dax a 12.115 punti mentre Londra segna un -0,42% con il Ftse 100 a 7.367 punti.

17.30 – CHIUSURA IN ROSSO DELLA BORSA ITALIANA

Piazza Affari chiude in calo. Il Ftse Mib lascia sul terreno lo 0,71% a 20.463 punti.

16.00 – LE BORSE EUROPEE SI CONFERMANO FIACCHE

Restano fiacche le Borse europee dopo l’apertura in negativo di Wall Street con i dati macro cinesi deboli e le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Londra cede lo 0,58%. Sugli stessi livelli Parigi (-0,56%) mentre Francoforte cede un marginale 0,28%, listino dove Axel Springer vola (+11,7%) sul prezzo d’opa di Kkr. Milano perde lo 0,54%. Con il petrolio che è in calo (-2,76%) a New York, dove le quotazioni sono 51,80 dollari al barile, cedono le società legate all’energia. Saipem lascia il 3,23%, Tenaris il 4,09%. Il gruppo dà l’addio alla Borsa di Buenos Aires mentre resta quotata a Piazza Affari. Vendite poi sui bancari con Bper che lascia l’1,86% mentre lo spread è poco mosso a 264 punti. Buon passo per Azimut (+1,22%) dopo i dati della raccolta di maggio e per Mediaset (+1,2%) sopra il diretto di recesso relativo alla superholding in Olanda e con l’ad di Prosieben, di cui il Biscione ha da poco acquistato il 9,6%, che ha indicato come le partnership siamo un fattore di successo.

15.30 – APERTURA DI WALL STREET IN ROSSO

Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones arretra dello 0,03% a 26.040,46 punti, il Nasdaq perde lo 0,19% a 7.808,00 punti mentre lo S&P500 cede lo 0,03% a 2.884,89 punti.

12.30 – BORSA ITALIANA A -0,65%

La Borsa di Milano cede lo 0,65% seguendo il trend delle Borse del Vecchio continente: Londra infatti è in calo dello 0,62%, Parigi dello 0,65% e Francoforte dello 0,5%.

9.58 – EUROPA IN ROSSO CON FINANZA ED ENERGIA

L’indice d’area Euro Stoxx lasciare sul campo lo 0,35%: A far peggio sono i titoli legati all’energia (-0,65% la performance del comparto) visto anche il calo delle quotazioni del petrolio. Total cede lo 0,75%, Eni lo 0,51%, Repsol lo 0,6%. Male anche il comparto bancario (-0,65%), con le italiane a far peggio: Ubi perde il 2,1%, Unicredit l’1,3%. Vendite anche sul Banco di Bilbao (-1,35%), Commerzbank (-0,8%) e Credit Agricole (-1%). Bene invece il settore di media e intrattenimento (+0,65% a livello europeo), dove va di buon passo Prosieben (+0,65%) nel giorno dell’assemblea a Monaco di Baviera della società di cui da poco Mediaset detiene poco meno del 10%.

9.43 – SHANGHAI CHIUDE IN NEGATIVO

Le Borse cinesi chiudono gli scambi in territorio negativo scontando le incertezze sul negoziato commerciale tra Washington e Pechino e le turbolenze a Hong Kong, dove si stanno tenendo le proteste contro la controversa legge sulle estradizioni in Cina: l’indice Composite di Shanghai cede lo 0,56%, a 2.909,38 punti, mentre quello di Shenzhen perde lo 0,64%, a 1.528,40. A pesare sulla fiducia degli investitori c’è il dato sull’ inflazione, salito a maggio del 2,7% annuo, al livello più alto degli ultimi 15 mesi, in scia all’aumento dei prezzi degli alimentari portatisi ai massimi degli ultimi 7 anni e mezzo.

9.35 – MILANO IN CALO (-0,4%) CON BANCHE ED ENERGIA

La Borsa di Milano è in calo (-0,4%), in linea con l’Europa tutta “in rosso”. Le quotazioni del petrolio sotto i 53 dollari a New York pesano su utility ed energia, così cedono Tenaris (-1,2%), Saipem (-0,9%), Eni (-0,5%) e Italgas (-1,1%) nel giorno della presentazione del nuovo piano. Nonostante uno spread tra Btp e Bund stabile a 262 punti le vendite si concentrano sulle banche: Bper (-1,3%), Unicredit (-1,1%), Banco Bpm (-1,1%) e Intesa (-0,6%). Giù anche Buzzi Unicem (-1,7%). Così come Atlantia (-0,5%) indicata da Matteo Salvini come «partner naturale» dell’operazione Alitalia. In rialzo Fincantieri (+1,5%), Juventus (+0,7%), Ferrari (+0,55%), Banca Generali (+0,5%) e Tim (+0,25%) il cui amministratore delegato Luigi Gubitosi si prepara a portare in comitato strategico le opzioni per un’aggregazione con Open Fiber. Bene Illimity (+0,15%) con l’accordo sul direct banking con Azimut (+0,03%).

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