Gli indici di Borsa e spread del 12 marzo 2019

Gli indici di Borsa e spread del 12 marzo 2019

12 Marzo 2019 05.07
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Nuova seduta nervosa quella del 12 marzo per la Borsa di Milano. L'indice Ftse Mib ha aperto in rialzo (-0,52%) per poi perdere terreno durante la mattinata, assestandosi a -0,16% ma recuperando leggermente nel finale e chiudendo a -0,03%. Ad appesantire Piazza Affari è stata sopratutto Tim (-5,93%), che ha pagato la guerra tra soci in vista dell'assemblea. Male la Juventus (-2,7%), per il rischio di un'uscita dalla Champions, e Ferragamo (-2%), che ha diffuso i conti. Fuori dal listino principale, sotto pressione Tod's (-3,2%), per il non brillante bilancio 2018, e Mps (-2,77%). Male il comparto banche (-0,39%), con Banco Bpm che ha perso l'1,95% e Bper lo 0,6%. Sono cresciuti invece Buzzi (+1,7%), Recordati (+1,9%), Campari (+1,8%) e Tenaris (+1,4%). I principali mercati europei, sui timori per la Brexit anche se la Borsa di Londra ha comunque fatto meglio degli altri listini (+0,29%), tutti piatti tranne Francoforte (-0,17%), mentre la sterlina, in rosso su tutte le altre valute, viene scambiata a 1,3 sul dollaro e a 1,158 sull'euro. Wall Street in difficoltà sotto il peso di Boeing, col Dow Jones che in chiusura perde lo 0,34%, mentre il Nasdaq guadagna invece lo 0,44% e l'indice S&P500 lo 0,31%.

APERTURA IN CALO PER LO SPREAD

Chiusura stabile per lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale ha segnato 248, in lieve rialzo dopo l'apertura a 246 punti, contro i 249 della chiusura del giorno precedente. Il rendimento espresso è pari al 2,54%.

IL TESORO FA IL PIENO ALL'ASTA DEI BOT A 1 ANNO

Il Tesoro ha venduto tutti i 6,5 miliardi di euro di Bot a un anno offerti in asta, con tassi ancora in discesa. Il rendimento medio è calato allo 0,060% dallo 0,181% del collocamento di febbraio. La domanda è stata pari a 1,51 volte l'importo offerto, in calo da 1,65 precedente.

RIMBALZO DELLE BORSE ASIATICHE

RImbalzo significativo in Asia, sulla scia del rally dei tecnologici in America. I listini cinesi hanno toccato un rialzo del 2% in mattinata e ora si avviano a chiusura in rialzo Shanghai dell'1,1% e Shenzhen dell'1,68%, Tokyo ha segnato un guadagno dell'1,79%, Hong Kong è salita dell'1,4%. Il mercato resta sempre in attesa di notizie dalle negoziazioni tra Usa e Cina sul fronte commerciale.

GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN TEMPO REALE

21.00 – CHIUSURA BORSA DI NEW YORK CONTRASTATA

Chiusura in altalena per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,34% a 25.563,44 punti, il Nasdaq sale dello 0,44% a 7.591,03 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,31% a 2.791,95 punti.

17.38 – CHIUSURA BORSA DI MILANO IN PARITÀ

Piazza Affari ha chiuso la seduta sulla parità (-0,03%) con l'indice Ftse Mib a 20.631 punti.

14.32 – APERTURA DI WALL STREET CONTRASTATA

Apertura in altalena per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,21% a 25.593,84 punti, il Nasdaq sale dello 0,22% a 7.575,75 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,18% a 2.788,79 punti. Boeing ha bruciato 27 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato nelle ultime due sedute, perdendo complessivamente l'11%.

13.30 – MILANO PERDE LO 0,36%

Piazza Affari in affanno a metà seduta con l'indice Ftse Mib che perde lo 0,36%, sostanzialmente in linea con le altre Borse europee in attesa del voto del Parlamento britannico sulla Brexit.

12.45 – L'EUROPA PERDE SLANCIO

Le Borse europee girano in calo e la sterlina inverte la rotta, scivolando ai minimi di una giornata cominciata bene, dopo che è stato reso noto il parere rilasciato dall'attorney general Goeffrey Cox al governo britannico sulla Brexit, parere che non esclude rischi legali dalle nuove intese al voto del Parlamento Uk. Parigi cede lo 0,24%, Francoforte lo 0,28%, Milano lo 0,46% e Madrid lo 0,19% mentre Londra si muove in controtendenza e sale dello 0,44%. La sterlina, in rosso su tutte le altre valute, viene scambiata a 1,3047 sul dollaro (-0,75% sulla piazza di Londra) e a 1,1596 sull'euro (-0,85%).

12.30 – I TIMORI SULLA BREXIT AFFONDANO LA STERLINA

Balzo indietro della sterlina dopo il parere legale prudente dell'attorney general Geoffrey Cox sul valore delle intese allegate all'accordo sulla Brexit raggiunte da Theresa May a Strasburgo con i vertici Ue e sul rischio legale "ridotto" ma non cancellato del cosiddetto backstop. La valuta britannica ha perso subito uno 0,7%, trascinata all'ingiù anche dalle prime reazioni scettiche di deputati Tory brexiteer ultrà come John Redwood e Mike Francois sulla possibilità di far rientrare il loro dissenso rispetto al voto di ratifica.

9.48 – PIAZZA AFFARI GIRA IN NEGATIVO

Piazza Affari, dopo un avvio positivo in linea con gli altri mercati europei, gira in calo. Il Ftse Mib cede lo 0,16% e prevalgono gli ordini in vendita in particolare su Tim (-2,28%), Eni (-0,4%) e Unicredit (-0,5%). Deboli banche ed energia con Bpm in calo dell'1,1%, Snam dello 0,6%. Segno meno anche per la Juventus (da dicembre nel paniere dei 40 titoli più liquidi e capitalizzati di Piazza Affari) che cede l'1,5%, Ferragamo che presenta i conti scivola in calo dell'1,14%. Fuori dal paniere principale Mediaset, in attesa dei conti sale con cautela (+0,5%); soffre Tod's (-3,88%) che con i risultati 2018 ha deluso gli analisti e viene 'downgradata' da Fidentiis. Banca Ifis, dopo l'inaspettato cambio al vertice, cede il 2,34% anche se in meno di 48 ore l'azionista di maggioranza ha garantito il successore. Maire Tecnimont guadagna l'1,85% ma gli operatori sottolineano i forti volumi, 10 volte superiori alla media degli ultimi 20 giorni.

9.23 – LONDRA APRE IN ROSSO, IN RIALZO IL RESTO D'EUROPA

La Borsa di Londra avverte la tensione in vista del voto sulla Brexit. Il Ftse 100, che in apertura ha segnato -0,03% a quota 7.130, è l'unico indice in ribasso in Europa. Salgono tutti gli altri listini con Parigi in rialzo dello 0,5%, Francoforte dello 0,6%, Madrid dello 0,4% e Milano dello 0,45%.

9.15 – APERTURA POSITIVA PER LA BORSA DI MILANO

La Borsa di Milano apre in rialzo la seduta. L'indice Ftse Mib guadagna lo 0,52% a 20.746 punti. Sugli scudi sul listino principale le banche: Ubi (+1,11%), Intesa Sanpaolo (+0,9%), Finecobank (+0,7%) e Unicredit (+0,5%). Cauto rialzo per Tim (+0,2%) mentre infuria la battaglia tra i suoi soci per la governance. Bene Fca (+0,5%). Debole Ferragamo (-0,49%) in attesa dei conti, scivolano anche Snam (-0,3%) e Atlantia (-0,4%). Cir e Cofide che hanno annunciato la fusione per l'accorciamento della catena di controllo salgono rispettivamente dello 0,37% e del 2,78%.

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