La Borsa italiana e lo spread del 22 maggio 2019 in tempo reale

La Borsa italiana e lo spread del 22 maggio 2019 in tempo reale

Milano chiude a -0,61%. Il differenziale Btp-Bund a 272 punti base. In sofferenza i titoli i bancari, bene la Juventus. Mercati europei contrastati. Giù Wall Street.

22 Maggio 2019 04.04

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Giornata fiacca per la Borsa italiana quella del 22 maggio 2019. L'indice Ftse Mib ha chiuso a -0,61% (20.573 punti), dopo essere stata in ribasso per tutta la seduta – tranne una breve parentesi in mattinata a +0,5%. Nei mercati azionari hanno influito le stime economiche al ribasso sul Pil Italiano dell'Istat.

A Piazza Affari male le banche: Bper (-2,13%), Ubi (-1,8%), Intesa (-1,79%), Unicredit (-1,01%), Banco Bpm (-0,82%). In negativo anche Tenaris (-3,14%), oggi il titolo peggiore del Ftse Mib, Ferragamo (-2,81%), Telecom Italia (-2,69%), Mediobanca (-2,23%), Pirelli (-1,9%) e Poste (-1,77%). In positivo invece Juventus (+5,68%), Amplifon (3,85%), Moncler (+2,98%), Atlantia (+1,67%). Meglio le altre Borse europee, anche se contrastate dalle tensioni sui dazi-Usa Cina: la migliore è stata Francoforte (+0,21%) con il Dax a 12.168 punti, seguita da Londra (+0,07%) con il Ftse 100 a 7.334 punti. In negativo invece Parigi (-0,12%) con il Cac 40 a 5.378 punti. Wall Street in ribasso: Dow Jones -0,39%, Nasdaq -0,45%, S&P 500 -0,28%.

SPREAD BTP BUND POCO MOSSO

Lo spread BtpBund ha chiuso a 271,8 punti base, (nella chiusura di martedì 21 maggio era a 271 punti). Il rendimento del decennale del Tesoro è al 2,63%.

BORSE ASIATICHE IN ORDINE SPARSO

La seduta del 22 maggio ha visto le principali Borse di Asia e Pacifico chiudere in ordine sparso, in vista di novità sul fronte della guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti, cui si è aggiunta la vicenda Huawei. Poco mossa Tokyo (+0,05%), insieme a Seul (+0,18%) e Sidney (+0,16%). In calo invece Shanghai (-0,5%), ancora aperta insieme a Hong Kong (+0,15%) e Mumbai (+0,14%). Negativi i futures sull'Europa e su Wall Street.

GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN TEMPO REALE

22.00 – CHIUSURA WALL STREET IN NEGATIVO

Chiusura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,39% a 25.775,68 punti, il Nasdaq cede lo 0,45% a 7.750,84 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,28% a 2.856,25 punti.

17.30 – CHIUSURA BORSA DI MILANO IN NEGATIVO

Chiusura in calo (-0,61%) per Piazza Affari. L'indice Ftse Mib termina a 20.573 punti.

17.15 – WALL STREET PROCEDE IN ROSSO

Wall Street procede in territorio negativo. Il Dow Jones perde lo 0,38% a 25.778,07 punti, il Nasdaq cede lo 0,46% a 7.750,00 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,25% a 2.857,09 punti.

17.06 – IL VECCHIO CONTINENTE MIGLIORA, MILANO IN AFFANNO

Migliorano le Borse europee malgrado Wall Street resti debole, con Milano sempre la peggiore (-0,4%), in una giornata in cui l'Istat ha fornito stime economiche al ribasso, motivandole con gli scenari della Brexit e la fase di ricostituzione del Parlamento Ue, con le elezioni Ue. In positivo Londra (+0,4%), dopo le voci di un 'golpe' contro Teresa May, smentite da Downing Street, e nonostante lo scontro tra Corbyn e May sulla bancarotta di British Steel, secondo produttore britannico d'acciaio. Piatte Francoforte (+0,01%) e Madrid (-0,01%), Parigi (-0,1%). A perdere di più a Piazza Affari sono Tenaris (-3,1%), Tim (-3%), dopo lo sprint in seguito ai conti, Prysmian (-2,6%) e Ferragamo (-2,3%). Bene invece Juventus (+5,2%). In Europa l'indice d'area è a -0,2%, negativi i titoli legati a investimenti immobiliari, energia (col petrolio in calo) e finanza: Total (-1,6%), Royal Dutch (-0,7%), Eni (-0,9%), Rbs (-3,7%), Barclays (-2,4%), Bper (-2,1%), Ubi (-1,9%), Intesa (-1,8%), Bnp (-1,3%).

16.09 – L'EUROPA RESTA IN NEGATIVO

Le principali Borse europee restano in calo dopo l'apertura di Wall Street, negativa nonostante l'aumento delle richieste settimanali di mutui e in attesa dei verbali dell'ultimo Comitato della Fed. L'unica Piazza meno pessimista è Londra (-0,01%), coi nuovi possibili scenari della Brexit. La maglia nera resta a Milano (-0,6%), seguita da Parigi (-0,4%) e Francoforte (-0,2%), in attesa del Pil trimestrale tedesco. L'indice d'area, Stoxx 660, perde lo 0,5% a quattro giorni dalle elezioni Europee. A tenere sono soltanto i titoli legati all'informatica, salvo quelli dei semiconduttori. In calo quelli legati agli investimenti immobiliari, alla finanza e all'energia. Tra i titoli in perdita Stm (-1,4%), Ams (-1,2%), Asm (-1,5%), Rbs (-3,5%), Barclays (-2,3%) e Bnp (-1,2%). A Piazza Affari sempre in perdita i titoli bancari: Bper (-2,3%), Ubi e Intesa (-1,6%), Banco Bpm (-1,2%) e Unicredit (-1%). Continua invece la sua corsa la Juventus (+6,2%), la migliore nel listino milanese.

15.30 – APERTURA WALL STREET IN CALO

Apertura in territorio negativo per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,31% a 25.797,67 punti, il Nasdaq cede lo 0,48% a 7.748,25 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,36% a 2.854,02 punti.

14.42 – L'EUROPA PROSEGUE IL CALO, IN POSITIVO SOLO LONDRA

Borse europee a due velocità, con Londra (+0,15%) unica in rialzo sui nuovi possibili scenari sulla Brexit, con ipotesi di un secondo referendum. Milano (Ftse Mib -0,94%) è la peggiore preceduta da Parigi (-0,36%), Francoforte (-0,28%) e Madrid (-0,21%). Negativi i futures Usa pur dopo l'aumento delle richieste settimanali di mutui e in attesa dei verbali dell'ultimo Comitato Federale della Fed, mentre domani, prima dell'apertura dei mercati, è atteso il Pil trimestrale tedesco, previsto senza particolari sorprese. Le attese per i negoziati tra Usa e Cina sui dazi e le tensioni negli Usa su Huawei pesano su Stm (-1,9%), Ams (-1,68%) e Asm (-1,48%). Difficoltà in campo bancario Bnp (-1,5%), e, con il calo della sterlina, Lloyds (-1,54%), Barclays (-2,3%) ed Rbs (-3,28%). A Piazza Affari l'aumento dello spread sopra 273 punti pesa su Bper (-2,57%), Ubi (-2,14%), Intesa (-1,75%) e Unicredit (-1,6%).

14.05 – PIAZZA AFFARI TORNA IN NEGATIVO

Gira di nuovo in negativo Piazza Affari (Ftse Mib -0,5%) a metà seduta, con lo spread in rialzo sopra quota 273 punti. A Piazza Affari vendite concentrate sui bancari Bper (-2,93%), Ubi (-2,39%) e, più marginalmente, Intesa (-1,71%), Poste (-1,55%), Unicredit (-1,5%) e Banco Bpm (-1,3%). Pochi i rialzi, concentrati su Juventus (+6,52%), maglia rosa tra le blue chips, Moncler (+2,52%), Unipol (+2,22%), Amplifon (+2%) e Atlantia (+1,45%). Giù Tim (-1,8%), nonostante la promozione a 'neutral' degli analisti di Oddo Bhf, e Mediaset (-1,6%). Di nuovo in calo Stm (-1,39%), sulla scia delle tensioni negli Usa su Huawei. Prese di beneficio su Astaldi (-0,5%) all'indomani del rally su una possibile ripresa delle trattative per la cessione della concessione sul terzo ponte del Bosforo, mentre Salini Impregilo, che potrà presentare la sua offerta entro il prossimo 15 luglio, cede l'1%. Contrastate Rcs (-1,68%) e Mondadori (+0,5%). Fiacche Fca (-0,19%), Cnh (-0,1%) e Ferrari (-0,47%), più debole Pirelli (-1,61%).

12.15 – MILANO RISALE SOPRA LA PARITÀ

Gira in positivo Piazza Affari (Ftse Mib +0,1%) nella seconda parte della mattinata. Piazza Affari è spinta da Juventus (+3,41%), Unipol (+2,15%) e Atlantia (+2,1%), oggetto di promozione ad 'outperform' da parte degli analisti di Mediobanca Securities dopo l'aggiudicazione di una commessa negli Usa da parte di Emovis (Abertis) per la fornitura di un sistema a pedaggio per auto elettriche. Male i bancari Bper (-1,82%), Intesa (-0,8%) e Ubi (-0,7%), più cauta invece Unicredit (-0,4%), mentre Banco Bpm (+0,1%) gira al rialzo. Giù Tim (-1,47%), nonostante la promozione a 'neutral' degli analisti di Oddo Bhf, mentre Mediaset limita il calo allo 0,5%. Invariata Stm, positiva As Roma (+2,3%) insieme ad Amplifon (+1,92%), Diasorin (+0,7%) e Ferragamo (+0,5%). Prese di beneficio su Astaldi (-1,8%) dopo il rally della vigilia, fiacca Salini Impregilo (-0,5%), che ha tempo fino al 15 luglio per presentare la sua offerta. Contrastate Rcs (-1,58%) e Mondadori (+0,7%).

10.49 – PIAZZA AFFARI PERDE ANCORA

Piazza Affari si mantiene in territorio negativo (Ftse Mib -0,3%) con il rialzo dello spread oltre 271 punti. A Piazza Affari soffrono i bancari Bper (-1,19%), Intesa (-1,31%), Ubi (-0,8%) e Unicredit (-0,7%). Frena anche Tim (-1%), nonostante la promozione a 'neutral' degli analisti di Oddo Bhf, che indicano un prezzo obiettivo di 50 centesimi, mentre Mediaset (-0,5%) appare più cauta. Poco mossa Stm (-0,3%), in allungo invece Unipol (+2,46%), Juventus (+2%) e As Roma (+2,3%), seguite da Amplifon (+1,42%), Diasorin (+1,04%), Ferragamo (+0,76%). Si sgonfia Astaldi (-0,08%), oggetto di prese di beneficio dopo il rally della vigilia, debole Salini Impregilo (-0,98%), che ha ottenuto una proroga al prossimo 15 luglio per presentare la sua offerta. Contrastate Rcs (-1,58%) e Mondadori (+0,4%).

09.51 – LISTINI EUROPEI CONTRASTATI

Borse europee a due velocità, con Londra (+0,4%) unica in rialzo sui nuovi possibili scenari sulla Brexit, con un possibile referendum bis. Tiene Madrid (+0,05%), mentre Parigi (-0,05%), Francoforte (-0,1%) e Milano (-0,2%) si mantengono sotto la parità, in attesa del Pil trimestrale tedesco, che sarà diffuso domani prima dell'apertura dei mercati, con un rialzo atteso dello 0,6% sull'analogo trimestre del 2018. Negativi i futures Usa, in vista dei verbali dell'ultimo comitato federale della Fed, che saranno diffusi alle 20 di oggi. Le attese per i negoziati tra Usa e Cina sui dazi e la proroga temporanea della licenza negli Usa per i prodotti Huawei già in commercio allenta parzialmente la tensione sui tecnologici, che oggi appaiono contrastati. Stm cede infatti lo 0,5%, mentre salgono i rivali Ams (+2,1%) e Siltronic (+0,9%). In campo bancario difficoltà per Rbs (-1,37%) e Lloyds (-1,3%), per Credit Agricole (-1,12%) e Commerzbanmk (-1,16%) e, in Piazza Affari, per Intesa (-0,9%).

09.24 – MILANO CONTINUA DEBOLE

Piazza Affari amplia il calo segnato in apertura, con l'indice Ftse Mib a -0,4%. Piazza Affari è frenata da Stm (-1%), dopo il crollo ed il successivo rimbalzo delle ultime due sedute a seguito della vicenda Huawei, mentre cedono il passo Poste (-0,79%), Intesa (-0,69%) e Bper (-0,94%) nonostante la stabilità dello spread tra Btp e Bund a quota 270 punti. Più caute Unicredit (-0,4%) e Banco Bpm (-0,18%), mentre salgono Juventus (+2,56%) e Amplifon (+1,21%). Il calo del greggio penalizza Eni (-0,41%) ma risparmia Saipem (+1,12%), sull'onda lunga delle ultime commesse. Poco mosse Tim (-0,36%) e Mediaset (+0,07%). Forte Astaldi (+2,21%) dopo il rally della vigilia sulla possibile di ripresa delle trattative per cessione della concessione del ponte sul Bosforo e all'indomani della proroga al 15 luglio per l'offerta di Salini (-0,98%)

09.10 – APERTURA CONTRASTATA PER LE BORSE EUROPEE

Apertura contrastata per le principali Borse europee. Londra guadagna lo 0,27% a 7.438 punti, mentre Parigi (-0,07% a 5.381 punti) e Francoforte (-0,02% a 12.141 punti) sono in lieve calo.

09.01 – APERTURA NEGATIVA PER LA BORSA DI MILANO

Avvio di seduta negativo per Piazza Affari. Il Ftse Mib segna un calo dello 0,23% a 20.651 punti.

8.54 – CHIUSURA PIATTA PER LA BORSA DI TOKYO

La Borsa di Tokyo termina la giornata di scambi piatta, con gli investitori che guardano alle dispute sul commercio internazionale ancora irrisolte tra Pechino e Washington e all'inasprimento del caso Huawei. Il Nikkei segna una variazione appena positiva dello 0,05%, a quota 21.283,37. Sul mercato dei cambi lo yen si mantiene stabile sul dollaro a un valore di 110,40 e a un livello di 123,20 sulla moneta unica.

06.13 – LE BORSE CINESI APRONO IN NEGATIVO

Le Borse cinesi aprono la seduta in territorio negativo: l'indice Composite di Shanghai cede nelle prime battute lo 0,18%, a 2.900,77 punti, mentre quello di Shenzhen segna un calo dello 0,13%, a quota 1.546,59.

06.05 – APERTURA IN RIALZO PER LA BORSA DI TOKYO

La Borsa di Tokyo avvia la seduta in rialzo in scia alla chiusura positiva degli indici azionari Usa, sebbene siano ancora irrisolte le dispute commerciali tra le delegazioni di Pechino e Washington dopo l'inasprimento della crisi sul caso Huawei. Il Nikkei guadagna lo 0,36% a quota 21.349,56, aggiungendo 77 punti. Sul mercato dei cambi lo yen inverte la marcia e si svaluta sul dollaro a un valore di 110,50 e a 123,40 sull'euro.

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