Lo spread e la Borsa italiana del 24 giugno 2019

Piazza Affari chiude in calo (-0,49%) insieme al resto d'Europa. Il differenziale Btp-Bund si attesta a 246 punti base. Borse asiatiche caute in vista del G20. I mercati in tempo reale.

24 Giugno 2019 06.05
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La seduta del 24 giugno 2019 della Borsa italiana è stata contraddistinta da una certa volatilità. L’indice Ftse Mib ha chiuso a -0,49% a quota 21.284 punti. Negative anche le Borse europee tranne Londra, che ha guadagnato lo 0,12% a 7.416 punti. Francoforte ha perso lo 0,53% a 12.274 punti, Parigi lo 0,12% a 5.521 punti. Wall Street ha chiuso debole con il Dow Jones a +0,04%, il Nasdaq in calo dello 0,32% e lo S&P 500 dello 0,17%.

Piazza Affari vede le utility pesare sull’indice: Hera (-3,54%), Snam (-3,38%), Acea (-3,13%), Iren (-3,04%), Terna (-2,5%) nel giorno di stacco della cedola. Dividendi pesanti anche per Prysmian (-3,8%), Poste (-2,94%) e Autogrill (-2,5%), meno per Exor (-0,07%). E deboli anche le banche, Intesa (-0,01%), Unicredit (-1,66%), Ubi (-2,01%). Per Tim sono prevalse le vendite (-2,18%), in una giornata anche con picchi sotto il -4%, nel giorno della riunione del comitato strategico. In positivo invece Leonardo (+2,68%), Campari (+2,62%), Atlantia (+2,1%), Juventus (+1,83%) e Fca (+0,1%), mentre il settore è stato negativo in Europa, con Daimler maglia nera (-3,75% a Francoforte), dopo il lancio del nuovo profit warning, Peugeot e Renault (-1,34% e -1% a Parigi

LO SPREAD RISALE A 246 PUNTI

Lo spread Btp-Bund è risalito a 246 punti base dopo aver toccato un minimo di seduta di 237 punti. Il rendimento del titolo italiano a 10 anni è in rialzo al 2,13%.

ASIATICHE PIATTE IN ATTESA DEL SUMMITT XI-TRUMP

Seduta poco mossa per le Borse asiatiche, con gli investitori che monitorano i rischi geopolitici in attesa dell’attesissimo incontro tra Donald Trump e Xi Jinping a margine del G-20 di Osaka di venerdì 28 e sabato 29. Tokyo è salita dello 0,13%, Seul dello 0,03%, Sydney dello 0,22%. Piatte anche Hong Kong (+0,02%) e Shanghai (+0,01%) mentre Shenzhen ha ceduto lo 0,27%. L’attesa per l’annuncio di nuove sanzioni Usa contro l’Iran fa salire ancora il petrolio, con il wti a 58,04 dollari (+1,1%) e il brent a 65,61 dollari (+0,6%). Tra le valute il dollaro cede sull’euro dopo che il componente della Fed, Neel Kashkari, ha sponsorizzato un taglio di 50 punti base dei tassi Usa nell’ultima riunione della banca centrale americana. Vola la lira turca (+1,4% a 0,175 dollari) dopo la sconfitta di Erdogan nella ripetizione delle elezioni per il sindaco di Istanbul.

I MERCATI E LO SPREAD IN TEMPO REALE

22.14 – CHIUSURA DEBOLE PER WALL STREET

Chiusura debole per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,04% a 26.730,39 punti, il Nasdaq perde lo 0,32% a 8.005,70 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,17% a 2.945,47 punti.

18.17 – GIORNATA IN ROSSO PER LE UTILITY

Giornata in rosso per Piazza Affari, che ha chiuso in lieve calo (-0,49%), condizionata dal distacco delle cedole di alcuni titoli. I più negativi sono stati le utility: Hera (-3,54%), Snam (-3,38%), Acea (-3,13%), Iren (-3,04%), Terna (-2,5%).

18.05 – L’EUROPA CHIUDE IN CALO

Chiusura in rosso per le principali Borse europee, tranne Londra, che ha guadagnato lo 0,12% a 7.416 punti. Francoforte ha perso lo 0,53% a 12.274 punti, Parigi lo 0,12% a 5.521 punti.

17.39 – LA BORSA DI MILANO CHIUDE IN CALO

Chiusura in calo per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha perso lo 0,49% a quota 21.284 punti.

16. 35- LONDRA UNICA PIAZZA EUROPEA IN ZONA GUADAGNI

L’apertura in positivo di Wall Street (Dj +0,19%) non ha trascinato con sé le piazze europee. Unica in leggero positivo Londra (+0,1%), in negativo Parigi (-0,1%), Milano (-0,2%) e Francoforte (-0,6%), dopo che l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese a giugno è sceso ai livelli più bassi da novembre 2014. L’indice d’area, Stoxx 600, perde lo 0,3%, penalizzato soprattutto da energia e ancora di più dalle auto: Daimler (-3,6%) a Francoforte in seguito al lancio del nuovo profit warning, Peugeot (-1,1%) e Renault (-0,4%) a Parigi, Fca -0,3% a Milano

15.36 – APERTURA IN POSITIVO PER WALL STREET

Apertura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,19% a 26.773,43 punti, il Nasdaq avanza dello 0,18% a 8.047,04 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,12% a 2.953,65 punti.

14.35 – LA BORSA DI MILANO RESTA DEBOLE

Resta debole nel primo pomeriggio la Borsa di Milano (-0,2%). A pesare sul Ftse Mib restano le utility: Snam (-3,5%), Iren (-3,1%), Acea (-2,68%), Hera (-2,6%), Terna (-2,5%), che staccano la cedola, così come Prysmian (-3,3%), Poste (-2,8%), Autogrill (-2,2%). Immune da effetti del pagamento del dividendo invece Exor (+0,7%). Prese di profitto su Tim (-1,2%), che oggi riunisce il comitato strategico. In positivo Leonardo (+2,3%) e Juventus (-1,8%). In ordine sparso le banche, con lo spread intorno a 243 punti base: Intesa (+0,5%), Bper (-0,6%), Banco Bpm e Unicredit (-0,7%). In rosso le principali piazze europee, soprattutto con energia e beni voluttuari. Maglia nera a Francoforte (-0,5%), dopo che l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese a giugno è sceso ai livelli più bassi da novembre 2014 e con Daimler (-4%) dopo il lancio del nuovo profit warning, seguita da Madrid (-0,3%), Parigi (-0,1%) e Londra (-0,05%).Positivi i future a Wall Street,in attesa dell’apertura dei mercati Oltreoceano.

12.56 – I DIVIDENDI PESANO SU MILANO

Piazza Affari resta debole a metà seduta con l’indice Ftse Mib in calo dello 0,5%, in linea con le altre Borse europee, tra le quali solo Londra si mantiene sopra la parità. Guidano i ribassi sul listino principale Prysmian (-3,7%), Snam (-3,5%) e Terna (-3%) nel giorno in cui staccano la cedola insieme a Poste (-2,8%), Hera (-2,8%), Acea (-2,8%), Iren (-3,5%) e Autogrill (-2,4%). Non risente invece del pagamento del dividendo Exor (+0,6%). Gira in calo Tim (-1,1%), che oggi riunisce il comitato strategico, deboli anche le banche mentre avanza l’ipotesi di un intervento di sistema per Carige: Ubi cede l’1,7%, Mps l’1,5% e Banco Bpm l’1,3%. Nexi guadagna lo 0,12% al debutto sul Ftse Mib, sul quale svettano Leonardo (+1,9%), Campari (+1,7%) e la Juve (+1,5%). Fuori dal listino principale scivola Trevi (-3,6%), dopo la richiesta di revoca del cda da parte dell’azionista di controllo Trevi Holding, e Tod’s (-5%) dopo il taglio del giudizio di Credit Suisse.

11.27 – EUROPA DEBOLE IN ATTESA DEL VERTICE TRUMP-XI AL G20

Borse europee in calo in avvio di una settimana che guarda con apprensione al vertice Trump-Xi in agenda a margine del g-20 di Osaka, da cui sono attesi sviluppi sul fronte della guerra commerciale. Francoforte guida i ribassi, in calo dello 0,5% dopo che l’indice Ifo sulla fiducia delle imprese a giugno è sceso ai livelli più bassi da novembre 2014. Milano cede lo 0,3%, Parigi lo 0,2% mentre Londra oscilla sulla parità. Lo spread Btp-Bund scende a 239 punti base, con il decennale che rende il 2,08%. Sui listini vanno male le auto (-1,8%), affondate da Daimler (-4,7%) che ieri sera ha lanciato un nuovo profit warning. Deboli anche le banche (-0,5%) e l’energia (-0,2%) mentre il petrolio si mantiene forte, con il wti a 57,8 dollari, a causa delle tensioni tra Usa e Iran. A Piazza Affari guidano i ribassi Poste (-3,2%) e Prysmian (-3,1%) mentre vanno male anche le utility Snam (-3,3%), Terna (-2,8%) ed Hera (-2,6%).

9.58 – MILANO FIACCA CON POSTE E UTILITY

Piazza Affari resta volatile dopo i primi scambi, con l’indice Ftse Mib (-0,1%) che si muove attorno alla parità. Guida i rialzi Leonardo (+2,55%), con il gruppo di Alessandro Profumo che starebbe guardando alla società canadese Mda, davanti alla Juventus (+1,9%), che starebbe puntando il difensore l’olandese De Ligt. In luce anche Campari (+1%), Diasorin (+0,8%) e Azimut (+0,7%). Scivola invece Poste (-2,9%) davanti a Prysmian (-2,7%). Male le utility con Hera (-2,3%), Snam (-2,3%) e Terna (-1,8%) e deboli le banche, che potrebbero essere costrette a salvare Carige. Ubi cede lo 0,9%, Banco Bpm lo 0,7% e Bper lo 0,5%. Debole Fca (-0,2%) mentre continuano le indiscrezioni di stampa su una possibile ripresa dei negoziati con Renault. Tim sale dello 0,3% nel giorno in cui si riunisce il comitato esecutivo.

9.44 – CHIUSURA CONTRASTATA PER LE BORSE CINESI

Le Borse cinesi chiudono la seduta contrastate: l’indice Composite di Shanghai guadagna lo 0,21%, a 3.008,15 punti, mentre quello di Shenzhen segna una flessione dello 0,09%, a quota 1.576,09. Lo yuan cede 31 punti base sul dollaro dopo che la Banca centrale cinese ha fissato la parità bilaterale a 6,8503: a ridosso della chiusura dei listini azionari, il renminbi segna uno spot rate di 6,8764 (+0,11%).

9.22 – APERTURA BORSE EUROPEE POCO MOSSA

Avvio poco mosso per le Borse europee, in scia alla chiusura dei listini asiatici. L’indice Dax di Francoforte cede lo 0,26% a 12.308 punti, il Cac 40 di Parigi avanza dello 0,11% a 5.534 punti mentre a Londra il Ftse 100 sale dello 0,21% a 7.422 punti.

9.07 – APERTURA BORSA DI MILANO IN CALO

Avvio di seduta per Piazza Affari. L’indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in ribasso dello 0,35% a 21.314 punti.

8.51 – LO SPREAD BTP/BUND APRE IN CALO A 241 PUNTI

Apertura in calo per lo spread fra Btp/Bund. Il differenziale segna 241 punti contro i 243 della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale è pari al 2,11%.

8.43 – L’EURO APRE IN RIALZO A 1,1377

Apertura in rialzo per l’euro sui mercati. La moneta unica avanza dello 0,1% a 1,1377 dollari. Lo Yen cresce dello 0,1% a 107,4.

8.34 – CHIUSURA BORSA TOKYO POCO VARIATA

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in marginale rialzo, con gli investitori che guardano ad un possibile compromesso sul commercio internazionale tra Cina e Stati Uniti al prossimo vertice del G20 di Osaka, in programma nel fine settimana. Il Nikkei segna una variazione appena positiva dello 0,13% a quota 21.285,99. Sul mercato valutario lo yen è stabile sul dollaro a 107,40 sul dollaro, e a un livello di 122,20 sull’euro.

2:37 – APERTURA BORSA DI TOKYO POCO VARIATA

La Borsa di Tokyo avvia gli scambi in leggero calo nella prima seduta della settimana, con gli investitori che temono il verificarsi di ulteriori incidenti tra Iran e Stati Uniti nel golfo dell’Oman e le possibili ripercussioni sul prezzo del petrolio. In apertura il Nikkei segna una variazione appena negativa dello 0,18%, a quota 21.219,39. Sul mercato valutario lo yen è stabile sul dollaro a 107,30 e a un livello di 122,10 sull’euro.

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